La Struttura di missione della Zona economica speciale del Governo ha revocato in autotutela l’Autorizzazione unica (Zes n. 74 del 9 febbraio 2026), rilasciata alla società Tavolara Bay srl, ponendo di fatto un freno all’intervento edilizio che negli ultimi mesi aveva alimentato un acceso dibattito politico, amministrativo e ambientale.
Il provvedimento, adottato il 1° luglio, fa seguito alla revoca della deliberazione del Consiglio comunale di Loiri Porto San Paolo che costituiva uno dei presupposti fondamentali dell’autorizzazione stessa.
Secondo quanto riportato nell’atto, la decisione è stata assunta proprio perché la delibera comunale del 25 novembre 2025 era stata posta alla base della proposta che aveva portato al rilascio dell’Autorizzazione unica Zes.
La revoca arriva alla vigilia dell’udienza davanti al Tribunale amministrativo regionale della Sardegna, chiamato a pronunciarsi sui ricorsi presentati contro l’intervento.
Tra i soggetti che hanno contestato il progetto figura il Gruppo d’Intervento Giuridico, intervenuto nel procedimento giudiziario e da tempo impegnato nella battaglia contro quella che considera una speculazione edilizia in un’area di elevato pregio paesaggistico.
Per il presidente del GrIG, Stefano Deliperi, il provvedimento rappresenta una svolta significativa.
“Dopo oltre centomila adesioni alla petizione popolare per la salvaguardia di Cala Finanza, dopo la partecipata manifestazione pubblica organizzata sul posto e dopo le iniziative intraprese davanti al Tar, è arrivata anche la revoca governativa dell’autorizzazione.

Si tratta di una grande vittoria della legalità ambientale e del buon senso” afferma Deliperi.
L’esponente ambientalista parla inoltre di “un sussulto di legalità” da parte della Struttura di missione Zes dell’amministrazione comunale, sottolineando come il progetto fosse stato contestato fin dall’inizio perché ritenuto incompatibile con la normativa di tutela della fascia costiera, con la pianificazione paesaggistica e con le procedure amministrative che regolano il rilascio delle autorizzazioni.
La revoca non chiude necessariamente ogni capitolo della vicenda, ma segna un passaggio decisivo in una delle controversie urbanistiche e ambientali più discusse degli ultimi mesi in Sardegna, destinata a continuare a far discutere sia nelle aule giudiziarie sia nel dibattito pubblico.