DIETER HELM, ECONOMISTA DI OXFORD: IL GRANDE BLEF DELLA "TRANSIZIONE ENERGETICA"...

Giannina Puddu, 18 settembre 2026.

Sul sito ufficiale del Parlamento Scozzese è stato pubblicato il video (a corredo di questo pezzo) che ha ripreso l'intervento che ha fatto il prof. Dieter Helm (docente di Politica Economica all'Università di Oxford)  tenendo una "lezione" che ha avuto un fortissimo impatto innanzi al neocostituito Economy, Tourism and Energy Commettee presso il Parlamento scozzese.

Questo video, per le sue autorevoli e destabilizzanti rivelazioni, è diventato virale negli ambienti politici ed economici scozzesi.

Helm, con durezza e  lucidità e da illustre economista, ha smantellato la narrativa ufficiale della transizione energetica del governo di Edimburgo. 

I punti cardine emersi dal suo intervento:
1. I veri costi del sistema ("System Costs")
Helm ha spiegato che, sebbene il costo marginale della generazione di energia eolica o solare sia nullo quando c'è vento o sole, il costo complessivo di gestione del sistema è astronomico.
Per soddisfare una domanda di picco persino inferiore al passato, una rete basata sulle rinnovabili richiede oggi il doppio della capacità di rete, oltre a investimenti massicci in batterie e sistemi di stoccaggio per gestire l'intermittenza. 
2. Prezzi dell'elettricità bloccati fino al 2040
La Scozia e l'intero Regno Unito stanno registrando i prezzi dell'elettricità industriale più alti del mondo sviluppato.
Helm ha criticato duramente i meccanismi dei Contracts for Difference (CFD).
Questi contratti garantiscono agli investitori (spesso stranieri) un prezzo fisso e alto, totalmente scollegato dal prezzo di mercato all'ingrosso.
Di conseguenza: 
  • Gli investitori sulle rinnovabili hanno "profitti privati e perdite socializzate".
  • I consumatori scozzesi rimarranno incastrati in bollette altissime ben oltre il 2040, anche se il prezzo dell'elettricità sul mercato dovesse azzerarsi per eccesso di produzione. 
3. L'illusione dell'energia "economica, locale e pulita"
Helm ha definito fuorviante lo slogan dell'energia "indipendente e a chilometro zero".
Pale eoliche, pannelli solari e i minerali rari necessari alla loro costruzione sono quasi interamente importati dall'estero (principalmente dalla Cina).
Inoltre, la Scozia non sta riducendo l'impatto climatico globale, ma sta semplicemente "esternalizzando" la produzione di carbonio delocalizzando le proprie industrie. 
Sintesi dell'intervento
Politica del Governo Scozzese La realtà secondo Dieter Helm
Aiuta a fermare il cambiamento climatico? No ❌ (Sposta solo le emissioni all'estero)
L'energia prodotta è economica? No ❌ (I costi di rete e i CFD bloccano prezzi altissimi)
L'energia è utile alla stabilità? No ❌ (È intermittente e richiede continui backup)
In Scozia, Nazione vittima della "Transizione Energetica" da decenni, l'audizione di Helm ha sollevato un acceso dibattito politico, poiché la commissione parlamentare (guidata dal convener Duncan Massey) si occupa di intrecciare proprio lo sviluppo economico e il turismo con le politiche energetiche e di concessione del territorio.
Duncan Massey, Presidente dell'Economy, Tourism and Energy Committeeex economista del settore petrolifero e del gas, esponente di spicco di Reform UK, ha reagito con entusiasmo all'intervento di Helm.
La sua posizione politica e il suo background professionale lo mettono in naturale sintonia con le critiche rivolte al modello di transizione ecologica del governo scozzese dello SNP.
Già nei mesi precedenti l'audizione, Massey aveva apertamente elogiato e condiviso le tesi di Helm, definendolo "il principale economista energetico del Regno Unito".
Emerge, in sintesi, ciò che andiamo affermando da anni, ovvero:
  • E' Arrivato il tempo per la demolizione dei falsi miti.
Sia Helm che Massey sostengono che l'idea che l'energia eolica e solare siano "economiche" sia una pura illusione alimentata dai lobbisti del settore, in quanto omette i giganteschi e nascosti costi di gestione e stabilità della rete elettrica (system costs).
  • L'allarme sui prezzi industriali.

Hanno rimarcato come le attuali politiche energetiche stiano fallendo nel compito primario di garantire energia sicura e a prezzi competitivi, lasciando la Gran Bretagna con i costi dell'elettricità industriale più alti del mondo sviluppato.

  • La critica all'approccio politico attuale.

Hanno concordato sul fatto che né la strategia di "tirare a campare" né i piani energetici aggressivi a oltranza portati avanti dai governi possano reggere a lungo. 

In qualità di Presidente della commissione, Massey ha utilizzato l'autorevolezza della testimonianza di Helm per mettere all'angolo la linea politica dello SNP, evidenziando come i contratti stipulati dal governo scozzese stiano scaricando tutti i rischi e i costi di sistema sui cittadini, a fronte di profitti privati garantiti per le multinazionali del settore.
Ormai, il cerchio si sta chiudendo...