Il factor investing scende in campo: la formazione ideale per un portafoglio vincente
Milano, 22 giugno 2026. Di Gianluca De Nard, Head of Systematic Strategies, Zkb-Swisscanto
Con l’avvio dei Mondiali americani, abbiamo voluto dare il calcio d’inizio anche a un interessante confronto: come apparirebbe una squadra campione del mondo, compreso l’allenatore, se fosse costruita come un portafoglio secondo i principi del factor investing?
Una squadra di calcio vincente funziona proprio come un portafoglio d’investimento ben strutturato. Non conta il singolo fuoriclasse, ma una squadra equilibrata in cui i giocatori si completino a vicenda. Questa è precisamente l’essenza del factor investing. In entrambi i mondi, alla fine conta la stessa cosa: la palla deve finire in rete e i fattori devono generare rendimento.
Vediamo nel dettaglio i ruoli più importanti:
Catenaccio: in difesa dominano i fattori value e low risk. Un esempio perfetto dal mondo del calcio è Paolo Maldini, famoso per il suo senso della posizione, la capacità di anticipare le giocate e i tackle impeccabili. Nel factor investing, le azioni value e low risk corrispondono a società sottovalutate, robuste e con caratteristiche difensive, che rendono il portafoglio più resiliente. Allo stesso tempo, tali titoli offrono anche un interessante potenziale di rialzo e producono convincenti rendimenti corretti per il rischio.
Regista di centrocampo: nel cuore del centrocampo troviamo il fattore quality: un giocatore come Toni Kroos, maestro di strategia e del passaggio decisivo. In un portafoglio, i titoli quality – elemento centrale del factor investing – rappresentano l’elevata redditività, i flussi di cassa stabili e bilanci solidi. Forniscono struttura ed efficienza al portafoglio.
Goleador: l’attaccante portoghese Cristiano Ronaldo è uno dei migliori realizzatori di tutti i tempi. Egli simboleggia il fattore momentum in attacco: quando è in forma smagliante, può decidere le partite da solo. Anche nel factor investing il momentum è un fattore chiave: azioni con forti tendenze di prezzo, interessanti nelle fasi rialziste, ma spesso associate a una volatilità più elevata.
Portiere dalle “mani sicure”: il portiere è l’ultima linea di difesa quando si trova a tu per tu con l’attacante. Qualcuno come l’ex numero uno della nazionale svizzera, Yann Sommer: un estremo difensore che riesce a deviare con la punta delle dita sopra la traversa tiri che tutti vedono già in fondo alla rete. Nel factor investing, Sommer rappresenta il risk manager. Limita le perdite – proprio come un solido framework di gestione del rischio che integra il factor investing con un rigoroso controllo dei drawdown e dei tail risk.
Allenatore: uno stile di leadership calmo ed equilibrato, capace di forgiare forti individualità in un sistema coeso – è ciò che incarna l’“allenatore dei trofei” Vicente del Bosque. Nel mondo degli investimenti, questo ruolo è svolto dal gestore di portafoglio, che guida l’allocazione dei fattori e assicura il gioco di squadra ben coordinato tra value, quality, momentum & co.
Chi desidera approfondire questa analogia calcistica al factor investing non solo in questi “highlights”, ma per tutti i 90 minuti, può scaricare lo studio intero a questo link: The World Champion's Portfolio: A Factor-Based Interpretation of Modern Football by Gianluca De Nard: SSRN. Scritto volutamente in forma satirica ed esagerata, l’autore si spinge persino a fare una previsione su quale nazionale vincerà il Mondiale.