Il fuoco prescritto al centro del progetto europeo FIRE-ADAPT con delegazioni internazionali a Santa Giusta.

Il fuoco prescritto al centro del progetto europeo FIRE-ADAPT con delegazioni internazionali a Santa Giusta.

Cagliari, 17 giugno 2026. Di Elia Sanna

Nel cuore del Monte Arci, nel territorio di Santa Giusta, si sono svolte le attività dimostrative dedicate al fuoco prescritto nell’ambito del progetto europeo FIRE-ADAPT Study Hub Italy 2026 (Centro studi per l’adattamento al fuoco), iniziativa internazionale dedicata allo studio e alla gestione degli incendi boschivi.

Proprio nelle stesse ore, la Regione ha diffuso i dati relativi ai primi giorni della campagna antincendio in Sardegna, che ha già registrato circa 500 incendi in questo avvio di stagione estiva caratterizzato da temperature elevate e condizioni meteorologiche anomale.

Le esercitazioni si sono svolte in località Pira Inferta, alle pendici del Monte Arci.

Hanno coinvolto circa trenta tra ricercatori, tecnici della Protezione civile, professionisti e osservatori, provenienti da diversi Paesi europei e dell’America Latina, impegnati in un percorso formativo avviato nelle scorse settimane in Piemonte e Toscana e destinato a concludersi in Sardegna il prossimo 24 giugno.

Le attività sono state organizzate dal Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Regione Sardegna e dal Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto per la Bioeconomia di Sassari, nell’ambito dello Study Hub Italy 2026 coordinato dal Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino, guidato dal professor Davide Ascoli.

Nel Monte Arci le delegazioni internazionali hanno potuto osservare da vicino le tecniche del fuoco prescritto, strumento di prevenzione che consiste nell’applicazione controllata e pianificata del fuoco per ridurre la vegetazione secca e il materiale combustibile accumulato nei boschi.

L’obiettivo è la creazione e il mantenimento di fasce parafuoco in grado di limitare la propagazione degli incendi estivi, riducendone intensità e velocità e favorendo una gestione più sicura del territorio.

(NDR: eppure, l'anno 2025 si è chiuso con un forte incremento, registrando quasi 3.800 ettari di boschi e pascoli distrutti in 57 eventi di grande rilievo, fra cui il rogo di Punta Molentis a Villasimius)

Intervista a Marcello Casula, ricercatore del CNR di Sassari

“Al progetto di interscambio culturale collaborano 24 istituzioni internazionali, sia sul piano della ricerca scientifica sia su quello operativo” ha spiegato Casula. “In questo caso siamo nell’area del Monte Arci, dove il Corpo Forestale della Regione Sardegna ha effettuato abbruciamenti controllati per mettere in sicurezza le fasce antincendio. Si bruciano le stoppie a valle per ridurre il combustibile e limitare la propagazione di un eventuale incendio. L’obiettivo è ridurre il carico di combustibile per poter contenere il fuoco. Oggi sono presenti anche rappresentanti della Protezione civile e della Regione, oltre a delegazioni di Paesi dell’America Latina e ricercatori provenienti dalla Catalogna. Sono realtà che, in modi diversi, utilizzano questa pratica per la prevenzione degli incendi boschivi” ha concluso l’esponente del Cnr.

Il progetto FIRE-ADAPT coinvolge oltre venti partner internazionali provenienti da Italia, Spagna, Francia, Regno Unito, Messico, Argentina e Brasile e punta a costruire una rete di cooperazione per la condivisione di conoscenze, metodologie e buone pratiche nella prevenzione e gestione degli incendi boschivi.

Per la fase conclusiva in Sardegna, in programma dall’8 al 24 giugno, sono presenti circa cinquanta tra ricercatori e specialisti che partecipano a lezioni, attività formative ed escursioni sul campo in diverse aree dell’Isola, tra cui Alghero, Goceano, Montiferru, Gallura e Oristanese.

Intervista a Júlia Nogués, Fondazione Pau Costa (Catalogna)

“Il progetto mira alla creazione di una rete internazionale e interdisciplinare composta da enti di ricerca e operatori del settore” ha spiegato Júlia Nogués, “per favorire lo scambio di informazioni nel contesto dei cambiamenti climatici e contribuire alla prevenzione dei grandi incendi boschivi attraverso una gestione integrata del fuoco. Anche qui è stata realizzata una dimostrazione di incendio controllato e prescritto. I metodi operativi possono variare tra i diversi Paesi, ma l’obiettivo e i risultati sono comuni: contrastare gli incendi boschivi”.

I sopralluoghi effettuati in Sardegna hanno riguardato l’analisi di casi studio legati alla gestione forestale, alla prevenzione degli incendi, al recupero delle aree percorse dal fuoco e all’impiego del fuoco prescritto.

L’iniziativa rappresenta un importante momento di confronto internazionale sulle strategie di adattamento agli incendi boschivi nel Mediterraneo, con la Sardegna che si conferma laboratorio operativo per la sperimentazione di tecniche innovative di prevenzione.

“Questo progetto internazionale sul fuoco prescritto si inserisce nel contesto dell’adattamento ai cambiamenti climatici” ha sottolineato Michele Chessa, direttore dell’Ispettorato Forestale di Oristano.

“L’obiettivo è valutarne l’efficacia nella gestione del territorio e nel miglioramento delle condizioni della biodiversità, soprattutto in ambienti tropicali e subtropicali. I Paesi coinvolti, tra cui Italia, Spagna, Francia, Portogallo e diversi Stati dell’America Latina, hanno riconosciuto l’utilità di questo strumento, se applicato correttamente e in condizioni meteorologiche favorevoli. Oggi sono presenti anche i colleghi degli ispettorati forestali, i gruppi GAUF di Cagliari, Iglesias, Lanusei e Sassari, oltre a numerosi osservatori internazionali venuti per approfondire questa pratica”.

Il dottor Chessa ha inoltre evidenziato come si preannunci una campagna antincendio complessa, sottolineando che la maggior parte dei circa 500 incendi registrati nelle prime settimane sarebbe di origine colposa, spesso legata alla pratica degli abbruciamenti non correttamente gestiti.

Chessa ha infine ringraziato i Comuni di Santa Giusta e Palmas Arborea per la collaborazione e la messa a disposizione delle strutture sul Monte Arci, oltre ai comandanti delle Stazioni forestali di Oristano e Marrubiu coinvolti nelle attività.