DIVIDERE LA TARI IN ACCONTO E SALDO RADDOPPIA GLI INCASSI DEGLI INTERMEDIARI!

DIVIDERE LA TARI IN ACCONTO E SALDO RADDOPPIA GLI INCASSI DEGLI INTERMEDIARI!
L'immagine utilizzata da extrabanca.com

Giannina Puddu, 18 giugno 2026.

La divisione della TARI 2026 in "acconto" e "saldo" è stata introdotta a livello nazionale tramite la Legge di Bilancio.
Il sistema è strutturato così:
  • L'Acconto: Arriva a inizio estate (in genere tra maggio e giugno) ed è calcolato in percentuale sulle tariffe dell'anno precedente (es. 60%-75% a seconda del comune). 
  • Il Saldo/Conguaglio: Arriva a fine anno (solitamente tra novembre e dicembre) ed è calcolato con le tariffe definitive 2026 deliberate dal Comune, detraendo quello che avremo già versato in acconto.

Dal mio punto di vista, questa novità è una seccatura tripla:

  1. mi obbliga a gestire due scadenze anzichè una nel corso dello stesso anno;
  2. mi fa rischiare di ignorare eventuali rincari in quanto divisi in due tranche;
  3. mi fa pagare due volte la commissione spettante all'intermediario incaricato per l'incasso.

A leggere le motivazioni alla base di tale scelta, ci sarebbe la volontà politica (Legge di Bilancio...) di consentire ad ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) e ai Comuni di applicare i nuovi metodi di calcolo (MTR-3) e il bonus sociale.

Eppure, anche con il vecchio sistema a rata unica, i Comuni dovevano applicare i metodi di calcolo approvati da ARERA (come l'MTR-2, ora sostituito dall'MTR-3),  mentre l'erogazione del bonus sociale, invece, non incideva sul calcolo tariffario comunale, essendo gestita centralmente.

Quindi?

Oltre a generare per il "cittadino" un doppio sforzo di gestione degli oneri familiari, oltre ad aprire il varco per eventuali rincari che potrebbero passare inosservati grazie alla diluizione del costo, c'è che, a fronte di una scadenza doppia, gli intermediari incaricati per l'incasso, potranno applicare doppie commissioni.

  • Per pagamenti tramite pagoPA: incassa l'istituto bancario, l'ufficio postale, il tabaccaio o il gestore del servizio di pagamento online (come PayPal)...
  • Per pagamenti tramite modello F24: con i canali ufficiali dell'Agenzia delle Entrate (ad esempio F24 Web) o la home banking, solitamente non ci sono commissioni (sono a carico dell'ente). Se si paga in banca o in ricevitoria, la commissione va all'intermediario (banca, Sisal, Lottomatica, ecc.).
  • Domiciliazione bancaria (SDD): con l'attivazione dell'addebito automatico, la commissione (spesso nulla o molto ridotta) viene trattenuta dalla tua banca.

Tuttavia, pur in assenza (ovviamente...) di un dato ufficiale aggregato, è possibile elaborare una stima macroeconomica del totale delle commissioni basandosi sui dati demografici ISTAT relativi alle famiglie e sulle tariffe medie dei Prestatori di Servizi di Pagamento (PSP).

Il totale annuo delle commissioni incassate dagli intermediari finanziari per il pagamento della TARI è stimato in circa 36,6 milioni di euro complessivi.
Di questi, circa 26,2 milioni di euro vengono pagati direttamente dai cittadini.
Se si sommassero le utenze non-domestiche, il totale incassato dagli intermediari sarebbe ben più alto...