"L'AFRICA E' STANCA DI ESSERE SFRUTTATA. Il secolo africano" - IL NUOVO LIBRO DI MARIO LETTIERI E PAOLO RAIMONDI
Giannina Puddu, 2 settembre 2025.
E' con immenso piacere che vi informo della pubblicazione del nuovo libro a firma di Mario Lettieri, già Sottosegretario all'Economia e Paolo Raimondi, Economista, il 15 luglio u.s..
Il volume è disponibile su https://www.sanpaolostore.it/africa-stanca-di-essere-sfruttata-secolo-africano-mario-lettieri-9788898321872.aspx e su https://www.cartolibreriazimmitti.it/politica-e-governo/527874-l-africa-e-stanca-di-essere-sfruttata-il-secolo-africano-9788898321872.html
Ho il privilegio di coltivare, da molti anni, una proficua collaborazione con il duo Lettieri-Raimondi dei quali apprezzo la profonda amicizia, la raffinata capacità di approfondimento delle questioni di politica internazionale e la costante attenzione rivolta al Sud del Mondo e alle sue storiche sofferenze.
Figurano in testa alla lista degli intellettuali italiani per aver saputo comprendere e anticipare il potenziale politico, economico e finanziario dell'alleanza dei BRICS, oggi, universalmente riconosciuto e temuto...
Hanno capito, prima di molti altri, che dai BRICS sarebbe nato un Nuovo Ordine Mondiale che punta a riconoscere la dignità di tutti i Popoli in condizione di parità.
Ho sempre condiviso e apprezzato la costante attenzione di Lettieri e Raimondi verso l'Africa, vittima, per secoli, delle razzie indecenti compiute dalle "Democrazie" occidentali.
L'Africa si è svegliata e, certo, siamo nel mezzo del "Secolo africano" con, per esempio, la Nigeria e l’Egitto che dovrebbero diventare rispettivamente la quinta e la settima potenza economica mondiale nel 2075, secondo un rapporto di Goldman Sachs pubblicato nel 2022.
“The Path to 2075”, prevede che questi due Paesi africani siano candidati ad entrare nella Top 15 delle potenze economiche mondiali entro il 2050.
Il nuovo libro di Lettieri e Raimondi è una raccolta di loro articoli dedicati alla storia dello struttamento del continente africano con introduzione dello stesso Raimondi e con la prefazione di Padre Giulio Albanese.

Di seguito, i primi passaggi della prefazione di Padre Giulio Albanese, sacerdote e giornalista. (Ordinato nel 1986, ha diretto il New People Media Centre di Nairobi e fondato nel 1997 la Missionary Service News Agency, successivamente divenuta Missionary International Service News Agency (Misna):
Africa: quando l’economia di un continente non fa notizia
I ripetuti interventi dell’indimenticabile Papa Francesco a favore della fratellanza universale e della pace planetaria, dando voce alle moltitudini dei senza voce, hanno disegnato una vera e propria periferia esistenziale sulla quale dovremmo tutti riflettere: quella dell’informazione.
Il tema è di scottante attualità, soprattutto in riferimento al continente africano e alla sua drammatica situazione economica.
Ma andiamo per ordine.
Pur vivendo immersi in una cultura globalizzata, paradossalmente, l’opinione pubblica è spesso all’oscuro di fatti e accadimenti che avvengono in paesi come la Somalia, il Sud Sudan, o la Repubblica Democratica del Congo.
Purtroppo, la mercificazione cui è sottoposto l’intero comparto massmediale, la chiusura di molti uffici di corrispondenza imposta dalle politiche di austerity, nonché l’emissione affannosa di notizie resa necessaria dalle regole della comunicazione in tempo reale, rappresentano un forte limite nel raccontare i fatti e gli accadimenti su scala planetaria, in particolare quelli che si verificano nelle tante periferie africane.
«La nostra professione — diceva il compianto giornalista africanista, di nazionalità polacca Ryszard Kapuściński — è una lotta costante tra il nostro sogno, la nostra volontà di essere del tutto indipendenti e le situazioni reali in cui ci troviamo, che ci costringono invece ad essere dipendenti da interessi, punti di vista, aspettative dei nostri editori…
In generale si tratta di una professione che richiede una continua lotta e un costante stato di allerta…».
Chi scrive, ebbe modo di incontrare, conoscere e apprezzare Kapuściński in più circostanze, sia in Europa che in Africa.
Ciò non toglie che i suoi nobili ideali, non trovino di questi tempi un felice riscontro nella prassi editoriale.
Per quanto l’areopago della stampa sia ancora oggi composto da bravissimi cronisti del suo calibro che avvertono il bisogno istintivo di raccontare quello che vedono, il sistema mediatico planetario — facendo la media tra società moderne e altre in via di sviluppo — comunica appena il 20 per cento delle notizie che tutti saremmo tenuti a conoscere.
Lo costatava con grande amarezza, citando fonti accademiche statunitensi, il grande Sergio Zavoli.
Il che in sostanza significa che l’opinione pubblica sa poco o niente di quello che succede nel nostro pianeta, col risultato che l’ignoranza, intesa come non conoscenza di quanto avviene sul palcoscenico della storia, rappresenta un fattore altamente destabilizzante.
Emblematico è il caso dell’Africa.