RIPASSO. A LUGLIO, BRUXELLES APPROVAVA LA RETROMARCIA DELLA COMMISSIONE SULLA TASSONOMIA ENERGETICA

RIPASSO. A LUGLIO, BRUXELLES APPROVAVA LA RETROMARCIA DELLA COMMISSIONE SULLA TASSONOMIA ENERGETICA

Redazione, 8 agosto, 2022.

Greenpeace è sul piede di guerra.

Aveva annunciato che avrebbe presentato alla Commissione europea una richiesta formale di revisione interna e, in caso di esito negativo procederà con un’azione legale contro la Commissione.

È oltraggioso etichettare il gas fossile e il nucleare come “verdi” e far fluire così più denaro verso le casse che finanziano la guerra di Putin in Ucraina.

Per questo continueremo opporci in tribunale. Le vergognose trattative interne alla Commissione europea influenzate dalle lobby dei combustibili fossili e del nucleare non basteranno.

A Bruxelles, il Parlamento Europeo aveva accolto l'atto delegato sulla tassonomia della Commissione che prevede l'inclusione di specifiche attività energetiche dei settori del gas e del nucleare nell'elenco delle attività economiche eco-sostenibili, comprese nella cosiddetta tassonomia UE.

Il Parlamento europeo ha votato a favore dell’inclusione di gas e nucleare tra le fonti energetiche sostenibili.
Le associazioni ambientaliste che temono gli impatti sul clima, sono fortemente contrarie.

La mozione che aveva cercato di fermare questo provvedimento è stata bocciata nonostante la Piattaforma sulla Finanza Sostenibile (PFS - gruppo formato da esperti indipendenti nominati dalla Commissione per dare il proprio contributo alla redazione per l’Atto per l’attuazione del regolamento sulla tassonomia)  si fosse espressa in maniera contraria.

Secondo la PFS,  il nucleare va escluso perché “non rispetta i criteri (previsti dall’articolo 17 del regolamento sulla tassonomia) relativi al principio sul non arrecare danni significativi all’ambiente, in particolare per quanto riguarda la gestione e lo smaltimento delle scorie radioattive”.

Gli impianti a gas invece emettono molta più CO2e/kWh di quella permessa per essere definiti sostenibili e in linea con la neutralità climatica: non meno di 316 gr contro i 100 richiesti.

Legambiente e Greenpeace parlano di vittoria delle lobby.

Per fermare la proposta della Commissione sarebbe stata necessaria una maggioranza assoluta di 353 deputati.

Deluso il capo delegazione del PdBrando Benifei: Noi abbiamo sostenuto la linea, che non è passata anche se il Parlamento risulta diviso in due, di respingere questa proposta di tassonomia perché riteniamo non sia nell’interesse dell’Europa ma nemmeno dell’Italia pensare di dare un messaggio agli investitori che investire oggi su gas e nucleare sia da sostenere quanto investire sulle energie pulite. Purtroppo questa posizione non è passata anche se un blocco ampio, quasi metà del Parlamento, ha voluto esprimersi in maniera chiara. Spero che la Commissione europea nei passaggi successivi e anche gli investitori ne tengano conto.

Contrari anche gli eurodeputati del M5S, Laura Ferrara e Fabio Massimo Castaldo.

Questa tassonomia, che ha ricevuto il via libera del Parlamento europeo, è un danno per l’ambiente, per l’Italia e per il futuro dell’Europa.

Sarà molto difficile per l’Unione europea spiegare ai cittadini come sia possibile finanziare la crescita sostenibile con due fonti energetiche che sostenibili per definizione non sono.

Marco Zanni e Marco Campomenosi, della Lega, avevano, invece, esultato: Esprimiamo grande soddisfazione per questo risultato. Nucleare pulito e gas sono essenziali per il mix energetico e per rendere l’Europa autonoma, senza dipendere da altri Paesi.

E sulla spaccatura del Parlamento hanno incolpato la Commissione Ue e le sue politiche energetiche definite “divisive”.