CONGO. 40.000 BAMBINI SFRUTTATI PER ESTRARRE IL COBALTO, MINERALE STRATEGICO PER COSTRUIRE AUTO ELETTRICHE

CONGO. 40.000 BAMBINI SFRUTTATI PER ESTRARRE IL COBALTO, MINERALE STRATEGICO PER  COSTRUIRE AUTO ELETTRICHE
Bambini impegnati nell'estrazione del cobalto in Congo

Redazione, 9 luglio 2023.

La "terapia" in uso per combattere la "crisi climatica", passa anche attraverso la produzione, la vendita e la guida di auto elettriche che, per essere prodotte, hanno bisogno di Cobalto.

Il 3 giugno del 2022, su automobili.it era stata pubblicata un'istantanea sulle principali  materie prime utilizzate per la produzione delle batterie delle auto elettriche: cobalto, il litio e il nichel.

Aveva riferito che, nel 2019 il cobalto veniva venduto ad un prezzo di 32.700 dollari per tonnellata, il litio a 13.000 dollari per tonnellata e il nichel a 14.000 dollari per tonnellata.

E, che, dopo soli tre anni, nel 2022, il costo del cobalto era salito  a 80.000 dollari per tonnellata, il litio a 54.000 dollari e il nichel a 36.500 dollari.

Nel maggio dello stesso anno gli analisti di Goldman Sachs, avevano affermato che  il picco di costi sarebbe stato molto vicino, stimando una ridimensionamento dei costi nei successivi due anni.

Avevano dichiarato: Gli investitori sono pienamente consapevoli che i metalli delle batterie giocheranno un ruolo cruciale nell’economia globale del 21° secolo.... Ma, nonostante questa domanda esponenziale, per ora vediamo che il mercato rialzista dei metalli per batterie è finito”.

Nel luglio 2023, i prezzi di questi metalli hanno registrato un calo significativo.

Il prezzo del litio è sceso di quasi il 50% rispetto al picco del 2022.

Se ne attruibuisce la ragione alla contrazione del relativo mercato cinese.

Al contempo, si sta pianificando una forte crescita della produzione di auto elettriche che necessita di un prezzo scontato dei minerali per la produzione delle batterie il cui costo pesa per circa un terzo sul costo totale di produzione dell'auto.

Da fonte Nikkei, si è letto che la la tendenza alla riduzione del costo di Litio, Cobalto e Nichel dovrebbe spingere la vendita delle elettriche verso un prezzo più basso.

Intanto, secondo l’Ufficio Nazionale di Statistica cinese, la crescita della produzione di NEV in Cina è rallentata su base annua nei primi mesi del 2023 rispetto a settembre 2022 quando era raddoppiata, attestandosi su un livello di crescita inferiore e pari al 37% su base annua.

E' l'effetto della fine dei sussidi ai veicoli elettrici.

Nel suo recente intervento, Goldman Sachs ha previsto un forte calo dei prezzi del litio del quale è l'Indonesia il massimo produttore globale.

In Congo, leader mondiale della produzione di cobalto, si prevede una grande espansione dell'estrazione.

Il 15 febbraio 2023, su La Chronique, la rivista sui diritti umani, è stato pubblicato un reportage sul lavoro dei bambini nelle miniere di cobalto del Congo.

Scritto da Théophile Simon, corrispondente a Kolwezi per La Chronique.
Il suo racconto è destabilizzante: 
Armati di un setaccio improvvisato, una dozzina di bambini cenciosi attraversano una pozzanghera fangosa. 
Non c'è niente in quella borsa, torno in miniera", esclama Domi Kazadi, 11 anni, mentre si dirige verso un muro di cemento alto tre metri. 
Superato l'ostacolo, il ragazzo riappare, carico di una ventina di chili di macerie. Piccole pepite di cobalto compaiono presto nel setaccio, portando ampi sorrisi ai giovani volti: i bambini non torneranno a casa a mani vuote. 
" Quando trovo qualcosa, porto a casa un po' di manioca", esulta Bonheur Tumbamosoya, 6 anni, membro della piccola banda di "scavatori". 
Le mura di cinta delle gigantesche miniere a cielo aperto nella provincia di Lualaba, nel sud-est della Repubblica Democratica del Congo (RDC), servono ovviamente a poco. 
Secondo l'ultima stima dell'UNICEF, nel 2014, quasi 40.000 bambini come Domi e Bonheur vi entrerebbero ogni giorno per cercare di raccogliere minerali.

Scavate nel mezzo di un oceano di miseria, le miniere di Lualaba concentrano i tre quarti della domanda mondiale di cobalto, un metallo altamente strategico. 

Dotato di prodigiose proprietà chimiche, questo sottoprodotto del rame consente alle batterie elettriche di guadagnare in densità energetica e resistenza al calore. A lungo confinato alle leghe industriali, il minerale è improvvisamente diventato essenziale per la transizione energetica globale. 

Sotto l'effetto della democratizzazione dei veicoli elettrici, il cui numero dovrebbe essere moltiplicato per sei entro il 2030, la domanda di cobalto sta registrando una crescita esponenziale. 

E il Congo sta cercando di afferrare la scommessa.....

Alla guida di questo inferno e capitalizzando enormi ricchezze, ci sono cinque società:

GLENCORE PLC (Capitalizzazione di mercato: 52,45 miliardi di dollari), leader globale del settore con 27.400 tonnellate (dati 2017) estratte nelle due miniere possedute nella Repubblica Democratica del Congo.

I maggiori azionisti di Glencore PLC sono americani:

Azionista
Pacer Advisors, Inc. USA 
Cullen Capital Management, LLC - USA
Cape Cod Five Cents Savings Bank - USA

Mentre, la sede della  multinazionale è in Svizzera.

Si muove su attività energetiche e minerarie possedute direttamente.

CHINA MOLYBDENUM (Capitalizzazione di mercato: 34,06 miliardi di dollari)

China Molybdenum è di proprietà del governo cinese.

La maggior parte della sua produzione di cobalto è destinata alla Cina.

Anche China Molybdenum estrae nella RDC, nella miniera Tenke Fungurume.

E' quotata alla borsa di Hong Kong e alla borsa di Shanghai, accessibile anche sottoscrivendo gli ETF dedicati.

FLEURETTE GROUP (Capitale privato)

Fleurette Group ha sede in Olanda.

Si dedica agli investimenti, all'esplorazione e allo sviluppo di risorse minerarie in Africa.

A monte di Fleurette Group, c'è la Fleurette Properties Limited, a sua volta di proprietà di Line Trust Corporation Limited istituito nel 2006 a beneficio della famiglia di Dan Gertler. 

Dan Gertler è un uomo d'affari miliardario israeliano.

Coltiva i suoi interessi nell'estrazione di diamanti e rame nella Repubblica Democratica del Congo e si è allargato ai minerali di ferro, oro, cobalto, petrolio, all'agricoltura e alle banche.

Su di lui pesano accuse di corruzione.

Si può leggere dell' "accordo segreto" sottoscritto da Gertler con il Presidente del Congo Félix Tshisekedi, in carica dal 2019 con il partito Unione per la Democrazia e il Progresso Sociale.

Impossibile credere alla sua promessa di "progresso sociale" mentre migliaia dei bambini della sua nazione sono sfruttati in modo disumano nelle miniere locali.

La questione è che Gertler era il più stretto amico d'affari dell'ex presidente della Repubblica Democratica del Congo (RDC) Joseph Kabila che aveva venduto miniere del Congo a Gertler.

Il nuovo memorandum d'intesa tra il successore Tshisekedi e Gertler, in teoria, dovrebbe consentire alla RDC di recuperare le attività minerarie e petrolifere la cui cessione è stata messa in discussione.

Ha scritto il nuovo Presidente del Congo su Twitter: Si tratta di una prima vittoria storica per il Paese, che si sta così riprendendo beni la cui vendita era stata messa in discussione. Lo Stato congolese rivaluterà quindi questi beni a beneficio esclusivo della popolazione.

Ma non è stato convincente soprattutto per la secretazione dei dettagli dell'accordo che ha sottoscritto.

Il CNPAV (Il Congo non è in vendita) è una delle voci della società civile che chiedono che l'intero accordo sia reso pubblico.

E' forte  il  dubbio che Tshisekedi abbia lanciato, più semplicemente, "un nuovo ciclo di corruzione".

VALE (Capitalizzazione di mercato: 65,82 miliardi di dollari)

Questa multinazionale ha sede a Toronto, in Canada.

Gigante del settore minerario, estrae in Canada e realizza profitti tra i più alti del comparto, con affari che rigardano il cobalto, il nichel, il rame, l'argento, il platino e l'oro.

VALE è interamente controllata della società mineraria brasiliana VALE di proprietà del governo brasiliano.

GECAMINES (Capitale statale)

Gecamines è una società mineraria focalizzata sul cobalto, sotto il controllo dell’amministrazione della RDC e soci di minoranza tra i quali GlencoreFreeport-McMoRan e Ivanhoe Mines.

Nel 2016, Albert Yuma Mulimbi (uomo d'affari congolese, economista, presidente della Congolese Employers Federation, il più grande gruppo di lobby d'affari della Repubblica Democratica del Congo) aveva  presentato un piano di risanamento del debito di Gécamines, limitando i costi operativi e modernizzando l'azienda.

Nel settembre 2021, l'Ispettorato generale delle finanze (IGF) aveva aperto un'indagine su Gécamine a guida Yuma e radiografando tutta l'attività svolta a partire dal 2010.

Pare che questo controllo, tutt'ora in corso, sia relativo alle discutibili condizioni di vendita o trasferimento delle attività minerarie di Gécamines a beneficio di attori privati.

Sotto esame anche i contratti di locazione firmati da questi ultimi sulle attività minerarie e sui profitti realizzati negli ultimi dieci anni.

Dal dicembre 2021, ad Albert Yuma è stata tolta la presidenza di Gécamines.

Sulla spinta della lotta al "cambiamento climatico", dell'affermazione di nuove fonti di "energia pulita" che trascinano la produzione delle auto elettriche e l'estrazione forsennata dei minerali indispensabili per le batterie, è scarsissima l'attenzione verso le condizioni di vita e di lavoro in tutte le miniere.

E' l'ennesimo caso di sfruttamento della condizione di miseria assoluta in cui versano le popolazioni che vivono nelle terre di estrazione, dove non si risparmiano neanche i bambini.

E' l'ennesima condizione che vede proliferare gli "affari" di corrotti e corruttori grazie al nuovo business che cavalca l' "ideologia" delle fonti energetiche "alternative", spesso, negli effetti, più inquinanti di quelle che si vogliono sostituire.