IL DEBITO USA. NON SI RIDUCE. SI ALZA IL "TETTO".....

IL DEBITO USA. NON SI RIDUCE. SI ALZA IL "TETTO".....

Giannina Puddu, 19 maggio 2023.

Il mercato finanziario ha festeggiato un risultato che non c'è.

O, meglio, i big finanziari hanno fatto festa e i soliti "tonnetti" potrebbero finire nelle rete ferendosi le pinne o perdendole proprio.

L'accordo bipartisan per l'innalzamento del tetto del debito si deve ancora raggiungere.

Biden vorrebbe arrivarci senza condizioni.

Ma, i repubblicani non hanno nessuna intenzione di riunciare alla ghiotta opportunità che hanno per far approvare i tagli alla spesa che hanno già messo sul tavolo della trattativa.

Tagli alla sanità, alla ricerca, ai sussidi, ai vantaggi fiscali per il clima, agli studenti, agli sconti per l'acquisto delle auto elettriche, etc..

Salvano solo la finanza per le attività del Pentagono e per i veterani.

Non intendono esattamente abrogare le norme di assistenza sociale, ma dettano condizioni per conservarle.

Biden potrebbe essere costretto ad accettare tagli sgraditi ai democratici.

Ma,neanche i repubblicani hanno interesse a mandare gli USA in default e questo è lo scarso vantaggio negoziale per Biden.

Sarebbe un'eredità pesante da gestire se fossero alla guida del Paese dal 2024.

Sotto l'enorme pressione attuale, Biden ha accettato di far incontrare il suo staff direttamente con gli assistenti del presidente Kevin McCarthy, per accorciare le distanze...

Se il Congresso non aumentasse il tetto del debito, le casse del governo potrebbero essere vuote già dal 1 giugno.

Si scatenerebbe un caos finanziario globale e gli USA sarebbero i "colpevoli" e sarebbe la fine della loro credibilità internazionale, patrimonio irrinunciabile per loro.

Secondo un esperto, "Stiamo navigando in acque inesplorate".

Eppure e proprio per evitare questi rischi senza ritorno, democratici e repubblicani raggiungeranno un accordo, nello stile americano e secondo consuetudine.

Biden ha già il rospo in gola e sarà costretto ad ingoiarlo.

Lasciando sul piatto e incrementando  l'ingente debito pubblico pari a 31.381 miliardi di dollari già al 19 gennaio 2023.

Questo era il limite posto nel bilancio dello Stato per l'anno fiscale ottobre 2022/settembre 2023 e moltiplicato per 3 dal 2009 grazie alle "politiche" adottate dai vari presidenti che si sono succeduti da allora con Obama che aveva contrinbuito alla grande ottenendo, anche lui, i suoi innalzamenti del "tetto".

L'America funziona al contrario.

In area Ue, una condizione del suo tipo avrebbe scatenato l'ira implacabile della Commissione, del FMI, della BCE e la avrebbero costretta a tagli di sangue, come accadde in Grecia, come accade all'Italia che subisce frequenti e attuali "ammonimenti", con l'agenzia Moody's, tutta americana, che tuona contro il rating italiano minacciando di declassare i nostri BTP!

E, Goldman Sachs che consiglia di comprare Bonos spagnoli invece dei nostri  titoli di Stato! 

Sia l'una che l'altra e non casualmente hanno sede a New York!

La Finanza americana è severa con tutti ed estremamente tollerante in casa, luogo in cui non si agisce per ridurre il mega debito ma se ne alza il "tetto", con inquietante disinvoltura e spostando l'asticella al bisogno.

Questo potrà durare fino a quando i creditori, Cina in testa, avranno pazienza, fiducia e soprattutto convenienza...