IL SINDACO NON E' IL "PORTAVOCE" DI UN'AZIENDA PRIVATA...

IL SINDACO NON E' IL "PORTAVOCE" DI UN'AZIENDA PRIVATA...

Da Sarroch (CA), 29 gennaio 2026.

Evento industriale del 26 dicembre a Sarroch: documenti ufficiali confermano gravi criticità nella gestione istituzionale e nell’informazione alla popolazione.

A seguito dell’evento industriale verificatosi la notte del 26 dicembre 2025 nel territorio di Sarroch, il Comitato Civico per la Tutela Ambientale e della Salute di Sarroch ha ottenuto, dopo formale richiesta, la documentazione ufficiale trasmessa dal Comune, comprensiva delle comunicazioni di SARLUX e ARPAS.

L’analisi degli atti evidenzia criticità gravi e oggettive, che vanno ben oltre l’evento tecnico in sé e riguardano il ruolo e le responsabilità dell’Amministrazione comunale.


1. Non un evento isolato, ma una sequenza di criticità operative

Dai documenti ufficiali SARLUX emerge che:

  • alle ore 22:17 del 26 dicembre 2025 un blackout elettrico esterno ha causato la fermata degli impianti;

  • si è verificata l’attivazione delle torce di emergenza con superamento delle soglie giornaliere di gas in torcia;

  • nei giorni 28 e 29 dicembre si sono registrati ulteriori superamenti, con torciate protratte fino a quasi sette ore.

I fatti documentano quindi una sequenza di eventi critici protratti per più giorni, e non un singolo episodio circoscritto.


2. Enti informati immediatamente, cittadini lasciati all’oscuro

Una comunicazione SARLUX inviata alle 02:23 del 27 dicembre dimostra che:

  • Ministeri, Regione, ARPAS, ISPRA e Comune di Sarroch erano tempestivamente informati della fermata impianti e dell’evento in corso.

Nonostante ciò:

  • non è stato attivato alcun sistema di allarme acustico;

  • non è stato diffuso alcun avviso alla popolazione;

  • nessuna comunicazione istituzionale autonoma è stata emanata dal Comune nelle ore critiche.

In un territorio ad alto rischio industriale, questa omissione è inaccettabile.


3. Il Comune rinuncia al proprio ruolo di tutela

Dalla risposta ufficiale del Comune emerge un dato inequivocabile:

  • l’Amministrazione non fornisce alcuna valutazione autonoma dell’evento;

  • non risponde sul perché non siano state attivate le sirene o altri sistemi di informazione;

  • si limita a inoltrare comunicazioni aziendali, senza esercitare alcuna funzione di indirizzo, prevenzione o tutela.

Il Comune ha agito come mero tramite, rinunciando di fatto al ruolo di Autorità Sanitaria Locale e Autorità comunale di Protezione Civile.


4. Centralina comunale fuori servizio nei giorni dell’evento

Il Comune conferma inoltre che:

  • la centralina comunale di monitoraggio della qualità dell’aria era fuori servizio dall’11 dicembre 2025;

  • è tornata operativa solo l’8 gennaio 2026.

Durante l’evento:

  • si sono verificate torciate e miasmi segnalati dalla popolazione;

  • lo strumento comunale era inattivo;

  • non risultano misure alternative né avvisi precauzionali.


5. Un errore che fotografa la superficialità

Nel riscontro ufficiale del Comune si fa riferimento persino al periodo “26–27 dicembre 2026”, errore materiale contenuto in un atto firmato e protocollato.

In un procedimento che riguarda salute pubblica, ambiente e sicurezza, anche questo elemento evidenzia una gestione approssimativa e priva della dovuta attenzione istituzionale.


Conclusioni

Dai documenti ufficiali emerge che:

  • l’impianto industriale ha attivato i propri sistemi di sicurezza;

  • il Comune non ha attivato alcuna misura di tutela verso la popolazione;

  • i cittadini non sono stati informati, nonostante gli enti fossero a conoscenza dell’evento;

  • l’Amministrazione ha rinunciato a un ruolo attivo, limitandosi a rilanciare comunicazioni aziendali.

La sicurezza degli impianti non coincide con la tutela della popolazione.
Il Sindaco non è il portavoce di un’azienda privata.


Il silenzio istituzionale, quando i fatti sono noti e documentati, è una responsabilità politica piena.


Dichiarazioni del Presidente, Giampaolo Masu: «La gestione di quanto accaduto a Sarroch è stata gravemente insufficiente. In un territorio ad alto rischio industriale non è accettabile l’assenza di informazione alla popolazione, né la mancanza di un Piano di Protezione Civile realmente operativo, aggiornato e conosciuto dai cittadini. Stiamo attendendo l’intervento delle autorità sovracomunali, perché questa non-gestione non può diventare la normalità, soprattutto a fronte del fatto che Sindaco e Vicesindaco non rispondono più ai cittadini. Siamo in attesa di essere ricevuti dal nuovo Prefetto, nella convinzione che il diritto alla sicurezza e all’informazione non possa essere lasciato alla discrezionalità di un singolo Comune.»