La BCE di fronte a un delicato equilibrio.

La BCE di fronte a un delicato equilibrio.
Roger Rüegg, Head of Multi-Asset Solutions, Zkb/Swisscanto

Milano, 22 luglio 2026. Di Roger Rüegg, Head of Multi-Asset Solution di Swisscanto/ZKB.  

“One size fits all”: una soluzione valida per tutti.

È questa la sfida con cui la BCE si confronta costantemente, trovandosi spesso a camminare sul filo del rasoio.

Durante la crisi del debito europeo del 2013, la sua attenzione era rivolta ai Paesi periferici dell'Eurozona, che, a causa degli elevati livelli di debito pubblico, dipendevano dal sostegno della banca centrale.

Tale sostegno si è tradotto in tassi di interesse di riferimento molto bassi, acquisti di titoli di Stato e operazioni di rifinanziamento bancario a lungo termine.

Oggi, invece, sono i Paesi core dell'Eurozona a trovarsi sotto pressione.

Sebbene la dinamica economica dei Paesi periferici giustifichi un aumento dei tassi di interesse di riferimento, anche in considerazione di tassi di inflazione superiori al 3%, una politica monetaria più restrittiva rischierebbe di frenare le economie di Germania e Francia.

Per questo motivo, ci discostiamo dal consenso di mercato, che attualmente prevede due rialzi dei tassi di interesse entro la fine dell'anno. 

Non ci aspettiamo che la BCE modifichi la propria politica monetaria questa settimana e riteniamo improbabile un inasprimento nei prossimi mesi, a meno che il conflitto in Iran non si intensifichi.

Qualora questo scenario si concretizzasse, prevediamo un indebolimento dell'euro, con un cambio inferiore a 1,10 dollari statunitensi.

Questa previsione è inoltre supportata dalle prospettive relative alle elezioni di medio termine negli Stati Uniti, previste per novembre, nelle quali i Democratici potrebbero ottenere la maggioranza sia al Senato sia alla Camera.

Ciò contribuirebbe a stabilizzare la politica economica attraverso un sistema di pesi e contrappesi.