Milano, 20 luglio 2026. Di Karin Kunrath, Chief investment officer, Raiffeisen Capital Management
La Cio di Raiffeisen Capital Management traccia un bilancio del primo semestre e delinea le aspettative da qui alla fine del 2026.
La direttrice del Fondo Monetario Internazionale ha recentemente osservato che il mondo deve imparare a convivere con shock persistenti, soprattutto perché l’economia globale si trova ad affrontare crisi sempre più frequenti.
Si tratta certamente di un dato che fa riflettere, ma che rispecchia la realtà. Nonostante il conflitto geopolitico nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz, il 2026 ha finora superato nettamente le aspettative di rendimento iniziali per le classi di investimento più rischiose. Numerosi strategist dei mercati azionari hanno rivisto più volte al rialzo i propri obiettivi di fine anno per l’indice S&P 500. E sebbene le condizioni fondamentali si siano leggermente deteriorate a causa dell’aumento del prezzo del petrolio e dell’inflazione in crescita, grazie al ciclo di investimenti nell’intelligenza artificiale (AI), al mercato del lavoro stabile e ai consumi privati finora ininterrotti, si prevede una crescita economica globale di circa il 3% e la probabilità di recessione è considerata bassa.
Tuttavia, le regioni del mondo presentano notevoli divergenze. La zona euro, ad esempio, è ancora una volta la più colpita, vista l’elevata dipendenza dalle importazioni energetiche. Inoltre, a causa dei rischi inflazionistici, la BCE si è vista costretta ad agire e ha aumentato i tassi di riferimento.
In Asia, Cina e Giappone sono usciti in gran parte indenni dalla recente crisi energetica, anche grazie alle enormi riserve strategiche di petrolio. Per quanto riguarda i dati macroeconomici globali, gli indicatori anticipatori hanno subito solo un temporaneo indebolimento, per poi tornare relativamente in fretta in territorio espansivo. Anche le stime degli analisti sugli utili societari si mantengono a livelli elevati, il che è attualmente attribuibile in gran parte al dinamismo dei produttori di semiconduttori, che traggono particolare vantaggio dal boom dell’intelligenza artificiale.
Il clima sul mercato dei capitali è, a parte brevi interruzioni, costantemente positivo e in gran parte immune dalle turbolenze geopolitiche, come ha dimostrato di recente anche l’euforia che ha circondato SpaceX, la più grande quotazione in borsa della storia.
Poiché il futuro dell’«accordo USA» con l’Iran è incerto e le catene di approvvigionamento globali continuano ad affrontare sfide, la ripresa economica nell’Eurozona rimane incerta. Continuiamo a mantenere un posizionamento leggermente più forte nelle azioni (rispetto alle obbligazioni).