Tra le voci più critiche c’è il Gruppo tutela del territorio sardo – Gruttes Oristano, che denuncia una carenza di trasparenza e di reale coinvolgimento dei cittadini.
“Il futuro della Sardegna si sta decidendo adesso, ma senza un vero dibattito pubblico. È un fatto grave”, sottolineano.
Le Zone di Accelerazione sono aree individuate dalle Regioni in cui i progetti energetici possono beneficiare di procedure autorizzative semplificate.
In linea con le direttive europee sulla decarbonizzazione, queste misure puntano a ridurre i tempi burocratici che spesso rallentano la diffusione delle energie rinnovabili.
Tuttavia, secondo i critici, il prezzo di questa semplificazione potrebbe essere un indebolimento delle garanzie ambientali e paesaggistiche.
In queste aree, infatti, alcuni progetti potrebbero evitare la Valutazione di Impatto Ambientale oppure affrontarla in forma ridotta, mentre i pareri paesaggistici rischiano di perdere parte della loro efficacia vincolante.
Anche le infrastrutture connesse, come elettrodotti, cavidotti e sistemi di accumulo, verrebbero sottoposte a iter più rapidi.
“Si riducono i controlli proprio nei territori più esposti.
Non è semplificazione, è un arretramento delle garanzie”, denunciano da Gruttes.
Il tema non riguarda però solo le Zone di Accelerazione.
Il nuovo assetto del territorio prevede anche le cosiddette “aree idonee”, dove gli impianti sono comunque favoriti, e le “aree ordinarie”, dove restano possibili in assenza di vincoli specifici.
Un sistema che, secondo i comitati, rende di fatto poche le zone realmente escluse da future installazioni. “Il rischio è un effetto domino: un impianto oggi può aprire la strada a molti altri domani, trasformando progressivamente interi territori”, avvertono.
Particolarmente delicata è la questione della tutela del paesaggio e del patrimonio archeologico, elementi identitari della Sardegna ma non sempre coperti da vincoli aggiornati o formalizzati.
In questi casi, intere porzioni di territorio potrebbero risultare esposte.
“Senza vincoli chiari e aggiornati, molte aree diventano automaticamente disponibili. E con procedure accelerate, opporsi diventa sempre più difficile”, sottolineano.
Sul fronte politico, le critiche riguardano anche l’assenza di un confronto pubblico adeguato.
“Su tanti temi il dibattito è continuo, ma su queste scelte strategiche registriamo un silenzio preoccupante”, osserva il gruppo, che chiama in causa sia la maggioranza sia le opposizioni.
Il percorso, tuttavia, è ancora aperto.
Gli incontri pubblici previsti a Cagliari, Sassari e Abbasanta rappresentano un passaggio formale della Vas, durante il quale cittadini, enti locali e portatori di interesse possono prendere visione dei documenti e presentare osservazioni.
È inoltre possibile inviare contributi scritti agli uffici regionali entro i primi di maggio.
Il caso Sardegna si inserisce in un dibattito più ampio che attraversa tutta Europa: come conciliare la necessità di accelerare la transizione energetica con la tutela dei territori, del paesaggio e della partecipazione democratica.
“La transizione energetica è necessaria” concludono da Gruttes, “ma non può avvenire sacrificando i territori e senza il consenso informato delle comunità locali”.
I cittadini potranno partecipare agli incontri pubblici previsti a Cagliari il 16 aprile alla Manifattura Tabacchi, a Sassari il 21 aprile all’Ersu e ad Abbasanta il 23 aprile al centro servizi del Nuraghe Losa, oltre a inviare osservazioni formali agli uffici regionali entro i primi di maggio.