INDOSUEZ WM - Geopolitica e shock energetici: come cambiano le priorità di asset allocation a metà 2026
Milano, 17 giugno 2026. Di Adrien Roure, Multi-Asset Portfolio Manager, Indosuez WM.
Finora, l’anno del Cavallo di fuoco conferma le aspettative delineate nel nostro Global Outlook 2026.
Dopo la correzione di mercato innescata dall’escalation del conflitto in Medio Oriente, l’annuncio del cessate il fuoco e l’apertura delle trattative hanno favorito una discesa della volatilità. Tuttavia, questa stabilizzazione rimane fragile e si accompagna a un marcato decoupling tra classi di attivi e aree geografiche. I mercati obbligazionari continuano a essere dominati dalle conseguenze macroeconomiche dello shock energetico, con un significativo aumento dei rendimenti e una correzione dei prezzi delle obbligazioni. Al contrario, i mercati azionari continuano a beneficiare di fondamentali solidi, sostenuti in particolare dal momentum dell’intelligenza artificiale (IA), sebbene persistano divergenze settoriali e regionali.
AZIONI
Manteniamo una visione costruttiva sulle azioni, anche se il potenziale di rialzo a breve termine potrebbe rimanere limitato in un contesto caratterizzato da incertezza geopolitica e tassi persistentemente elevati. Le nostre convinzioni a livello geografico rimangono solide e si basano sull’analisi delle traiettorie economiche e dei fondamentali aziendali. In questo quadro, nelle nostre allocazioni manteniamo una significativa esposizione alle azioni statunitensi. La solidità dell’economia USA e la sua minore dipendenza energetica continuano a sostenere l’attrattività relativa di questo mercato rispetto ad altre aree sviluppate. Le società tecnologiche a grande capitalizzazione stanno ottenendo risultati solidi, confermando la forza dei loro modelli di business mentre perseguono investimenti sostanziali. A nostro avviso, queste società rimangono asset di qualità, dotate di forte potere di determinazione dei prezzi e di capacità di innovazione, in grado di sostenere in modo duraturo la crescita degli utili e la performance degli indici azionari statunitensi.
Le azioni dei mercati emergenti rimangono una componente significativa del nostro approccio di asset allocation. I mercati asiatici offrono un profilo di diversificazione interessante e un’esposizione privilegiata all’IA tramite Corea del Sud, Taiwan e Cina. Questa allocazione continua ad essere bilanciata da una posizione in sottopeso sul Giappone, che affronta vincoli monetari persistenti e un’elevata dipendenza energetica.
Infine, manteniamo un approccio più cauto sulle azioni europee dopo aver ridotto la nostra esposizione durante il rimbalzo primaverile. La regione rimane particolarmente esposta agli effetti dello shock energetico, il cui impatto dovrebbe continuare a diffondersi nell’economia. Sebbene il peso del settore energetico possa parzialmente sostenere le revisioni degli utili, una crescita più debole e condizioni finanziarie restrittive potrebbero penalizzare i segmenti ciclici e domestici, come le small e mid cap. Preferiamo quindi le grandi capitalizzazioni e i temi legati all’autonomia strategica europea (energie rinnovabili, difesa, materiali strategici).
MERCATI OBBLIGAZIONARI E DEL CREDITO
Il contesto obbligazionario rimane complesso, caratterizzato da pressioni inflazionistiche che spingono alcune banche centrali ad adottare una posizione più restrittiva. In questo contesto, i titoli sovrani non svolgono più il loro ruolo di beni rifugio. Le traiettorie fiscali deteriorate delle principali economie sviluppate limitano inoltre l’attrattiva di questa classe di attivi. Nei nostri portafogli diversificati manteniamo quindi una bassa sensibilità ai tassi. Le scadenze brevi e intermedie nell’Area Euro, tuttavia, incorporano una parte significativa dello shock inflazionistico e, a nostro avviso, possono offrire opportunità di riallocazione tattica.
Nel credito, manteniamo un’opinione favorevole sul debito corporate europeo di qualità. Questo segmento ha dimostrato buona resilienza di fronte alla recente volatilità, sostenuto da solidi fondamentali tecnici e livelli di redditività invariati. La domanda degli investitori alla ricerca di rendimento continua a sostenere questa classe di attivi. Il credito investment grade (IG) denominato in dollari presenta un profilo più contrastato, soprattutto a causa della crescente concentrazione delle emissioni nel settore tecnologico, che potrebbe rappresentare una vulnerabilità a medio termine. Infine, il debito dei mercati emergenti in valuta locale mantiene un profilo interessante grazie a rendimenti reali elevati, anche se questa classe di attivi rimane esposta a episodi di volatilità nell’attuale contesto.
VALUTE
Il dollaro USA dovrebbe continuare a beneficiare di un supporto a breve termine finché persistono le incertezze geopolitiche. Questa resilienza riflette sia il suo status di bene rifugio sia il differenziale di momentum macroeconomico tra Stati Uniti e Area Euro. A medio termine, un miglioramento duraturo del contesto internazionale potrebbe tuttavia rilanciare la tendenza al ribasso del biglietto verde, guidata dalla graduale diversificazione delle riserve delle banche centrali e degli investitori lontano dagli asset statunitensi.
Lo yen giapponese rimane penalizzato dalla dipendenza energetica del Giappone e dal suo ruolo di valuta di finanziamento nelle strategie carry. Tuttavia, le recenti dichiarazioni delle autorità giapponesi indicano una tolleranza più limitata per il proseguimento della sua svalutazione. Infine, l’oro fatica a estendere i suoi guadagni a breve termine, influenzato dalla forza del dollaro e dalla revisione delle aspettative di politica monetaria, sebbene i fondamentali strutturali rimangano solidi (dedollarizzazione, diversificazione delle riserve valutarie) e siano sostenuti dal contesto geopolitico, che ci porta a mantenere una visione positiva sul metallo giallo nel medio termine