INVESTIMENTI SICURI AL 4% NETTO. ESISTONO?

INVESTIMENTI SICURI AL 4% NETTO.  ESISTONO?

Milano, 19 luglio 2023.  Di Andrea Guitta, Branch Manager di Pharus Management Lux SA 

Nelle ultime settimane si è parlato tanto dell’opportunità che alcuni conti di deposito offrono e che spaziano dal 3% al 4% circa lordo.

Ma si tratta davvero un’opportunità? A nostro avviso no.

Intanto perché tali rendimenti sono lordi (la tassazione applicata è del 26%) e al netto si trasformano presto in un ben più modesto 2.28%-2.96%, sempre a patto che si rispetti il vincolo di deposito delle somme che alcuni di questi conti prevedono.

In pratica, non si disinveste fino alla scadenza prevista, pena la perdita del rendimento promesso.

Ora, lasciando stare il Btp che, a un anno, oggi rende il 3.39% netto circa, consideriamo un più parco Bund tedesco: ad un anno rende il 3.18% circa. Il tutto senza vincoli.

L’iniziativa del conto deposito miete successi, merito anche del battage pubblicitario e della forza dei brand di turno, ma sul mercato con scadenze brevi si trovano alternative come non accadeva da tempo e con l’aiuto di un professionista si può facilmente impostare un rendimento a scadenza del 4,50% lordo su un arco temporale di 4 anni.

Proposta priva di paillette e lustrini ma sicuramente più efficace.

Per quanto riguarda, invece, il concetto di sicurezza dei rendimenti a beneficio di quei risparmiatori/investitori meno informati che si accingono ad effettuare scelte di investimento, occorre fare una precisazione concettuale, poiché i termini della variabilità di un risultato possono essere distinti, per i nostri scopi, in due categorie:

1. Sicurezza dell’ente emittente lo strumento finanziario (probabilità di default, ovvero fallimento).

2. Costanza o meno dei proventi dell’investimento (dividendi o cedole).

Chi tipicamente pone quesiti come quello relativo all’esistenza di investimenti sicuri al 4% netto, è tendenzialmente un investitore con un profilo di propensione al rischio piuttosto basso che, di conseguenza, cerca rendimenti di tipo obbligazionario.

Vista la penuria di emissioni obbligazionarie a tasso variabile, ci concentreremo sui rischi del primo tipo, ovvero sui rischi di fallimento, escludendo tutti quei casi in cui il flusso (cedola o dividendo) risulterebbe non determinabile a priori in maniera certa.

Il campo è adesso sufficientemente ristretto per poter dare una risposta più o meno definitiva al quesito di partenza.

La risposta è nella tabella sopra che contiene i principali rendimenti lordi e netti per scadenza dei principali emittenti governativi della zona euro. Come ulteriore parametro di confronto troviamo anche i dati medi relativi alle emissioni obbligazionarie societarie per rating BBB e BB.

Nella tabella la risposta è piuttosto evidente.

In questo momento il 4% netto di rendimento è offerto da pochi strumenti. In particolare, il titolo di stato italiano a 30 anni (4.57% lordo e 4.00% netto) e le emissioni societarie con rating BB a 15 e 30 anni con rendimenti medi netti 4.10% e 4.42% rispettivamente.

Inoltre, in fatto di sicurezza le probabilità di default a 1 anno sono basse, potremmo anche dire improbabili, ma non pari a “0”. Senza considerare che tale probabilità (a un anno) nulla assicura per il periodo di detenzione delle obbligazioni viste le scadenze lunghe per ottenere il rendimento tanto desiderato.

In definitiva la risposta al quesito è no, non esistono investimenti sicuri al 4% netto.

Nessuna sorpresa però in questo, “è il mercato bellezza”.