Milano, 18 giugno 2026. Di Karin Kunrath, Chief investment officer, Raiffeisen Capital Management.
Continuiamo a vivere tempi turbolenti. Ma il contesto è mai stato anche solo vagamente perfetto? Diverse crisi, come quelle che abbiamo recentemente affrontato, sono sempre esistite in una forma o nell'altra. Tuttavia, l'odierno flusso di informazioni ci porta continuamente a confrontarci con notizie negative.
Ciò che è realmente cambiato in modo duraturo negli ultimi anni riguardo al mercato dei capitali è l'inversione di tendenza verso la deglobalizzazione (dopo decenni di globalizzazione) e la nuova dinamica nel riarmo militare.
Nonostante la delusione per alcuni sviluppi spiacevoli, una "politica dello struzzo" non aiuta. Le aziende, anche in condizioni difficili come quelle attuali, devono prendere decisioni quotidiane nel contesto di una concorrenza altamente competitiva per sfruttare al meglio l'ambiente economico. Solo così il modello di business può essere rinforzato e la quota di mercato nella rispettiva industria ampliata o almeno difesa con successo.
Sui mercati, i principali trend settoriali e i cambiamenti possono spesso essere rilevati in anticipo attraverso le evoluzioni relative dei prezzi, poiché questi vengono progressivamente recepiti e quindi in un certo senso già anticipati.
Un esempio è il "comparto dei software" come "sotto-settore all'interno della fiorente industria dell'IT", in cui - già dall'autunno scorso - si è evidenziata una debolezza dei prezzi rispetto all'indice tecnologico e al mercato globale.
Solo qualche mese dopo, gli effetti dirompenti dell'IA sui fornitori di soluzioni software esistenti sono stati discussi come fondamentale "background" del riallineamento (e della nuova valutazione) di questi titoli, quando le prime alternative economiche degli agenti IA emergenti sono diventate concretamente visibili. Anche l'attuale "hype" sui produttori di semiconduttori, come principali beneficiari degli ingenti investimenti in infrastrutture IA dei cosiddetti "Hyperscaler," cederà prima o poi il passo a un nuovo tema di mercato e si rifletterà nelle evoluzioni relative dei prezzi.
Il divario tra il boom dell'IA e gli effetti economici del conflitto nel Golfo Persico si è recentemente ampliato ulteriormente, ma finora i profitti record nel settore tecnologico hanno compensato le pressioni in altre parti dell'economia. Basandoci sui nostri indicatori di mercato fondamentali, il posizionamento - caratterizzato da un leggero sovrappeso sull'azionario - rimane invariato.
Outlook sulle diverse asset class
Obbligazioni: premi di rischio vicini ai minimi storici nei mercati emergenti
Continuiamo a mantenere una visione positiva sui titoli di Stato francesi e tedeschi, così come riteniamo ancora interessanti i governativi australiani. Restiamo invece cauti sui titoli di Stato statunitensii che, a nostro avviso, sono interessanti solo rispetto ad asset obbligazionari più rischiosi (high-yield Usa e bond dei mercati emergenti in valuta forte).
Gli spread dei corporate bond high-yield statunitensi si sono già ampliati di circa 100 punti base quest'anno, per poi restringersi di nuovo, senza che i fondamentali siano cambiati significativamente. Vediamo quindi un’asset class fortemente influenzata dal sentiment e dal flusso di notizie. Le obbligazioni societarie high yield non scontano significativi rischi di insolvenza, di credito o di liquidità. Mentre i prezzi delle azioni possono continuare a salire in linea con la crescita degli utili, i rischi scontati nelle obbligazioni societarie sembrano ormai aver raggiunto il loro minimo.
Le obbligazioni dei mercati emergenti in valuta forte continuano a dimostrare forza dopo una breve fase di debolezza all'inizio dell'anno, con premi di rischio che trattano vicini ai minimi storici. Come per i mercati azionari, questi titoli si difendono straordinariamente bene rispetto alle obbligazioni dei mercati sviluppati. Tuttavia, riteniamo che il comparto sia in territorio di ipercomprato e attualmente adottiamo un atteggiamento cauto verso questa classe obbligazionaria.
Azionario: Valutazioni relativamente attraenti per i mercati emergenti
Nonostante le persistenti difficoltà legate alle notizie sulla guerra in Iran, i mercati azionari sviluppati hanno registrato un andamento molto positivo. La prospettiva di crescita degli utili sembra fornire la spiegazione principale per la solidità dei mercati azionari. Nel breve termine, il sentiment appare leggermente ottimistico; alla luce del da parte degli utili, manteniamo un approccio cautamente ottimista verso le azioni.
Anche i mercati azionari dei paesi emergenti sono riusciti a recuperare il calo di valore dovuto alla guerra in Iran. Si conferma, inoltre, la performance relativa positiva rispetto ai mercati azionari sviluppati, mentre le valutazioni - sia dei mercati emergenti nel loro complesso che dei singoli paesi - sono più attraenti rispetto a molte altre regioni e lasciano intravedere una crescita (degli utili) più robusta.
Materie prime: Si consolidano i prezzi dei metalli preziosi
I mercati internazionali delle materie prime hanno mostrato recentemente un andamento eterogeneo. Dopo un forte inizio anno per i metalli preziosi, negli ultimi mesi abbiamo visto un consolidamento dei prezzi. Ultimamente, il premio di rischio per le materie prime energetiche è stato in parte scontato. In compenso, l'ottimismo per la crescita globale ha portato a un aumento più marcato dei metalli industriali.