TROPPE ANOMALIE IN SARLUX, EX SARAS...
Giannina Puddu, 6 luglio 2026.
A leggere le frequenti segnalazioni che arrivano dal Super attento e competente Comitato Civico per la Tutela Ambientale e della Salute di Sarroch APS, pare proprio che la raffineria Saras (oggi Sarlux), situata a Sarroch (Cagliari) e fondata da Angelo Moratti nel lontanissimo 1962, stia dando segni di vecchiaia.
Sarlux è un gigante della raffinazione nel Mediterraneo con una capacità di 15 milioni di tonnellate annue (300.000 barili al giorno).
Per la sua grande dimensione e straordinaria capacità produttiva, l'impianto è soggetto a grande usura continua che può causare microlesioni e perdite improvvise lungo le linee di processo.
Ma, si sa che non si tratta di gestire il forno di una "pizzeria" e che, dunque, non dovrebbero esserci fatti imprevisti o improvvisi che sfuggano al controllo aziendale, a fronte degli effetti gravissimi che possono generare.
Accusati, l'amministratore delegato Settimio Carlo Guarrata, l'ex responsabile ambiente e sicurezza Walter Cocco, il referente della prevenzione Fabio Corvetto e la stessa società Sarlux.
A giugno 2026, un guasto in area stoccaggi ha causato una nuova massiccia dispersione di idrocarburi nell'aria.
L'associazione Medicina Democratica è tornata a riferire alle autorità competenti.
Per contro, a gennaio 2026, Sarlux ha beneficiato di un'assoluzione per l'accusa di sversamento di paraffine in mare, presso il Tribunale di Cagliari e con la motivazione che "il fatto non sussiste".
Il fatto era stato provocato da una rottura accidentale di una condotta e le operazioni di monitoraggio, campionamento e perizia tecnica per determinare l'entità dello sversamento (circa 600 kg di paraffina liquida solidificatasi a riva) erano state prodotte ed eseguite dagli organi competenti dello Stato durante le indagini preliminari, mentre Sarlux provvedeva alla bonifica.
Il 2024, periodo di chiusura dell'incidente probatorio, è proprio l'anno di cessione di Saras al gruppo olandese Vitol che, dopo avere acquisito la quota di controllo da Moratti, lanciò un'OPA rastrellando l'intero capitale.
Con la piena proprietà Vitol governa un asset strategico nel Mediterraneo con totale flessibilità operativa, senza gli obblighi di informativa finanziaria pubblica.
L'uscita da Euronext Milan esonera l'azienda dagli obblighi di trasparenza e comunicazione trimestrale richiesti alle società quotate, ottenendo massima riservatezza sulle strategie commerciali, di approvvigionamento e di raffinazione.
Vitol è uno dei maggiori trader di materie prime al mondo, il possesso totale della raffineria sarda consente di ottimizzare la catena di approvvigionamento e la commercializzazione dei prodotti petroliferi nell'area euro-mediterranea.
Il possesso del 100% delle azioni consente a Vitol di attuare modifiche strutturali, piani di investimento e riallocazioni di capitale in modo rapido, senza dover perdere tempo per chiedere l'approvazione dell'assemblea degli azionisti di minoranza.
Con l'impianto di Sarroch Vitol può liberamente servire i mercati chiave europei, africani e mediorientali.
Il governo ha anche affermato che si tratta di transazioni di mercato condotte da operatori privati internazionali (come Vitol o Trafigura), su cui lo Stato italiano non ha un'autorità di blocco diretto salvo in casi di conclamate violazioni dell'embargo.
L'opposizione ha presentato interpellanze e interrogazioni parlamentari per chiedere l'immediata revoca dell'accordo di cooperazione militare Italia-Israele e l'interruzione di qualsiasi transazione che possa rifornire le forze armate israeliane.
TORCE SARLUX, IL COMUNE SAPEVA: 19 COMUNICAZIONI RICEVUTE TRA MARZO E GIUGNO. IL COMITATO: “PERCHÉ I CITTADINI NON SONO STATI INFORMATI?”
Dopo l’accesso agli atti emergono blocchi impianto, riavvii IGCC, superamenti della soglia giornaliera di gas inviato in torcia, fumosità e anomalie. Il MASE acquisisce le PEC del Comitato nell’istruttoria AIA.
Il Comitato Civico per la Tutela Ambientale e della Salute di Sarroch APS torna sulla questione delle torce SARLUX e della gestione istituzionale delle informazioni ambientali da parte del Comune di Sarroch.
A seguito della PEC inviata il 2 giugno 2026, con cui il Comitato aveva chiesto chiarimenti sul funzionamento visibilmente elevato e persistente delle torce dello stabilimento, il Comune di Sarroch ha trasmesso gli atti in proprio possesso.
Da tale documentazione emerge un dato politicamente e amministrativamente rilevante: tra marzo e giugno 2026 il Comune ha ricevuto 19 comunicazioni SARLUX relative a eventi tecnici riguardanti lo stabilimento.
Tra queste figurano comunicazioni su:
- blocchi impianto;
- riavviamenti IGCC;
- superamenti della soglia giornaliera di gas inviato in torcia;
- fumosità torce;
- anomalie;
- ulteriori comunicazioni tecniche relative agli impianti.
Secondo il Comitato, questo cambia completamente il quadro.
“Non eravamo davanti a semplici percezioni dei cittadini. Il Comune riceveva comunicazioni ufficiali dal gestore. Le torce alte, i superamenti soglia, i blocchi e i riavvii erano oggetto di comunicazioni tecniche protocollate. Il Comune sapeva. La domanda è: cosa ha fatto?”
Il Comune ha trasmesso le carte, ma non ha spiegato cosa ha fatto
Il Comitato evidenzia che il riscontro del Comune appare documentale, ma non sostanziale.
Il Comune ha trasmesso gli atti ricevuti da SARLUX, ma non risulta abbia fornito una risposta autonoma ai quesiti rivolti al Sindaco e all’Amministrazione comunale.
La PEC del Comitato non chiedeva soltanto documenti. Chiedeva al Sindaco di chiarire:
- se fosse a conoscenza del funzionamento elevato e persistente delle torce;
- se avesse preso visione delle comunicazioni SARLUX;
- se il Comune avesse chiesto chiarimenti al gestore;
- se fosse stata attivata ARPAS;
- se fossero stati coinvolti ASL, Prefettura, Regione o Vigili del Fuoco;
- se fossero state fatte valutazioni ambientali, sanitarie o di protezione civile;
- se la popolazione fosse stata informata;
- per quale motivo non risultasse alcuna comunicazione pubblica ai cittadini.
“Il Comune non può limitarsi a protocollare PEC e poi restare in silenzio. In un territorio come Sarroch, vivere accanto a un grande polo industriale impone una gestione ambientale quotidiana, trasparente e rigorosa. Le comunicazioni tecniche non possono restare chiuse nei fascicoli.”
Nuovo contro-riscontro: chieste spiegazioni formali al Sindaco
Alla luce degli atti ricevuti, il Comitato ha inviato un nuovo contro-riscontro formale al Comune, al MASE, alla Commissione AIA-IPPC e agli enti competenti.
Il Comitato chiede al Comune di chiarire:
- quali iniziative siano state assunte dopo le comunicazioni SARLUX;
- se esistano note interne, relazioni, verbali o richieste di chiarimento;
- se siano stati chiesti approfondimenti tecnici ad ARPAS o ad altri enti;
- se siano state valutate eventuali ricadute sanitarie o ambientali;
- se siano state adottate iniziative di informazione pubblica;
- se, in assenza di tali atti, il Comune intenda dichiarare formalmente di non aver prodotto ulteriori valutazioni o iniziative.
Il Comitato ha inoltre chiesto la trasmissione integrale del rapporto tecnico relativo al superamento soglia del 26 giugno 2026, poiché dagli atti trasmessi risulta la comunicazione dell’evento, ma non il dettaglio completo relativo a durata, quantità di gas inviata in torcia, causale tecnica, unità interessate e valutazioni emissive.
Il MASE acquisisce le segnalazioni nell’istruttoria AIA
Parallelamente, il MASE ha confermato che la nota del Comitato sulle torce è stata acquisita dalla Direzione competente e dalla Commissione Istruttoria AIA-IPPC, precisando che le osservazioni e i rilievi saranno considerati nell’ambito dell’istruttoria in corso.
Per il Comitato si tratta di un passaggio significativo.
“Mentre il Comune resta senza una posizione pubblica, il Ministero acquisisce le nostre segnalazioni nel procedimento AIA. Questo dimostra che il tema delle torce non è propaganda, non è allarmismo, non è una battaglia di facciata. È materia ambientale, autorizzativa e istruttoria.”
“Il Comune sapeva. Ora deve dire cosa ha fatto”
Il Comitato attacca duramente la gestione ambientale dell’Amministrazione comunale.
“Il Comune aveva agli atti comunicazioni su blocchi, riavvii, superamenti soglia torce, fumosità e anomalie. Eppure la popolazione non è stata informata. Non risulta una comunicazione pubblica, non risulta una spiegazione istituzionale, non risulta una posizione chiara del Sindaco. Questa non è gestione ambientale. È amministrazione passiva.”
Secondo il Comitato, Sarroch non può essere governata con la logica del “finché la barca va, lasciala andare”.
“Qui non si amministra un paese qualunque. Qui si vive accanto a uno dei più grandi poli industriali d’Italia. Le torce vanno spiegate, i superamenti vanno comunicati, i cittadini vanno informati. Il Comune deve governare, non limitarsi a ricevere comunicazioni e conservarle nei fascicoli.”
La richiesta finale
Il Comitato chiede al Sindaco e all’Amministrazione comunale di rispondere pubblicamente a una domanda semplice:
cosa è stato fatto con quelle 19 comunicazioni SARLUX?
Sono stati chiesti chiarimenti?
È stata attivata ARPAS?
È stata informata la popolazione?
Sono state svolte valutazioni ambientali o sanitarie?
Sono stati coinvolti gli enti competenti?
“Il Comune sapeva. Ora deve spiegare. Sarroch merita trasparenza, non silenzio.”
Comitato Civico per la Tutela Ambientale e della Salute di Sarroch APS