TROPPE ANOMALIE IN SARLUX, EX SARAS...

TROPPE ANOMALIE IN SARLUX, EX SARAS...
Settimio Carlo Guarrata, AD SARLUX ex SARAS

Giannina Puddu, 6 luglio 2026.

A leggere le frequenti segnalazioni che arrivano dal Super attento e competente Comitato Civico per la Tutela Ambientale e della Salute di Sarroch APS, pare proprio che la  raffineria Saras (oggi Sarlux), situata a Sarroch (Cagliari) e  fondata da Angelo Moratti nel lontanissimo 1962, stia dando segni di vecchiaia.

Sarlux è un gigante della raffinazione nel Mediterraneo con una capacità di 15 milioni di tonnellate annue (300.000 barili al giorno). 

Pare che i  guasti, le emissioni incontrollate e le perdite nell'area della raffineria di Sarroch siano causati da malfunzionamenti improvvisi, guasti ai sistemi di stoccaggio e usura dei macchinari.
Nonostante gli investimenti e i rinnovi periodici sugli impianti, le criticità continuano a verificarsi.
Criticità di tipo strutturale che, dunque, denunciano, implicitamente, una struttura obsoleta, almeno in alcune sue parti.
Le problematiche più recenti e le emissioni di idrocarburi (incluso benzene) nell'atmosfera sono spesso riconducibili a guasti nell'area dei serbatoi e degli stoccaggi di benzine leggere.
Anomalie anche nel funzionamento delle torce di sicurezza. 

Per la sua grande dimensione e straordinaria capacità produttiva, l'impianto è soggetto a grande usura continua che può causare microlesioni e perdite improvvise lungo le linee di processo. 

Ma, si sa che non si tratta di gestire il forno di una "pizzeria" e che, dunque, non dovrebbero esserci fatti imprevisti o improvvisi che sfuggano al controllo aziendale, a fronte degli effetti gravissimi che possono generare.

Intanto, la Procura di Cagliari ha chiesto il rinvio a giudizio per i vertici della Sarlux , ipotizzando il reato di disastro ambientale e "getto pericoloso di cose"
Secondo i pubblici ministeri, dal 2019 al 2024 le torce di sicurezza dell'impianto – concepite solo per le emergenze – sarebbero state mantenute in funzione quotidianamente, immettendo nell'aria locale polveri sottili e benzene, ben oltre i limiti di legge. 

Accusati, l'amministratore delegato Settimio Carlo Guarrata, l'ex responsabile ambiente e sicurezza Walter Cocco, il referente della prevenzione Fabio Corvetto e la stessa società Sarlux. 

A giugno 2026, un guasto in area stoccaggi ha causato una nuova massiccia dispersione di idrocarburi nell'aria.

L'associazione Medicina Democratica è tornata a riferire alle autorità competenti.

Per contro, a gennaio 2026, Sarlux  ha beneficiato di un'assoluzione per l'accusa di sversamento di paraffine in mare, presso il Tribunale di Cagliari e  con la motivazione che "il fatto non sussiste"

Il fatto era stato provocato da una rottura accidentale di una  condotta e le operazioni di monitoraggio, campionamento e perizia tecnica per determinare l'entità dello sversamento (circa 600 kg di paraffina liquida solidificatasi a riva) erano state prodotte ed eseguite dagli organi competenti dello Stato durante le indagini preliminari, mentre Sarlux provvedeva  alla bonifica.

Il 2024, periodo di chiusura dell'incidente probatorio, è proprio l'anno di cessione di Saras al gruppo olandese Vitol che, dopo avere acquisito la quota di controllo da Moratti, lanciò un'OPA rastrellando l'intero capitale.

Dunque, il capitale di Sarlux appartiene interamente al colosso mondiale del trading di materie prime Vitol che, grazie al  delisting, ha potuto integrare, in scioltezza e pienamente la raffineria di Sarroch nella sua rete globale.

Con la piena proprietà Vitol governa un asset strategico nel Mediterraneo con totale flessibilità operativa, senza gli obblighi di informativa finanziaria pubblica.

L'uscita da Euronext Milan esonera l'azienda dagli obblighi di trasparenza e comunicazione trimestrale richiesti alle società quotate, ottenendo massima riservatezza sulle strategie commerciali, di approvvigionamento e di raffinazione.

Vitol è uno dei maggiori trader di materie prime al mondo, il possesso totale della raffineria sarda consente di ottimizzare la catena di approvvigionamento e la commercializzazione dei prodotti petroliferi nell'area euro-mediterranea.

Il possesso del 100% delle azioni consente a Vitol di attuare modifiche strutturali, piani di investimento e riallocazioni di capitale in modo rapido, senza dover perdere tempo  per chiedere l'approvazione dell'assemblea degli azionisti di minoranza.

Con l'impianto di Sarroch Vitol può liberamente  servire i mercati chiave europei, africani e mediorientali. 

A tale riguardo vale la pena ricordare un'inchiesta congiunta dell'unità investigativa di Greenpeace Italia e della trasmissione televisiva Report che avevano  documentato diverse spedizioni di carburante partite dalla raffineria Saras di Sarroch (Sardegna) con destinazione Israele.
Secondo il report FUELING THE GENOCIDE IN GAZA, ci sarebbero state spedizioni per oltre 86.000 tonnellate di prodotti petroliferi (come benzina) partite dai moli di Sarroch nell'estate del 2025, in tutta segretezza...
Secondo alcuni attivisti e diverse organizzazioni, queste operazioni sarebbero state  una violazione del diritto internazionale.
Alla notizia, il governo Meloni si è limitato a difendere la regolarità delle procedure commerciali.
Secondo l'attuale esecutivo, le esportazioni di carburanti e greggio avvenute durante il conflitto a Gaza non violano l'embargo in quanto rispettano le normative internazionali e le autorizzazioni sulle esportazioni di materiali, escludendo che si tratti di forniture di "armi" soggette a blocco totale.

Il governo ha anche affermato che si tratta di transazioni di mercato condotte da operatori privati internazionali (come Vitol o Trafigura), su cui lo Stato italiano non ha un'autorità di blocco diretto salvo in casi di conclamate violazioni dell'embargo. 

L'opposizione  ha presentato interpellanze e interrogazioni parlamentari per chiedere l'immediata revoca dell'accordo di cooperazione militare Italia-Israele e l'interruzione di qualsiasi transazione che possa rifornire le forze armate israeliane.

Sull'attuale processo in corso per disastro ambientale pare che Vitol non faccia una piega confermando l'attuale AD, Settimio Carlo Guarrata che è direttamente coinvolto nei tavoli di confronto istituzionali (Comune di Sarroch, Ministero dell'Ambiente, etc...) per individuare e risolvere le problematiche legate alle emissioni odorigene che hanno portato al  riesame dell'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA).
Di fronte ai procedimenti giudiziari e alle richieste di rinvio a giudizio per i manager storici della società Vitol sta cercando di migliorare la sostenibilità operativa.
Ha dichiarato di voler coniugare la storica capacità di raffinazione della raffineria di Sarroch con gli standard ambientali ed energetici  previsti dalla normativa in vigore.
Ancora oggi, l'agguerrito ComitatoCivico per la Tutela Ambientale e della Salute di Sarroch APS ha diffuso, ad opera del suo Presidente, il seguente Comunicato:

TORCE SARLUX, IL COMUNE SAPEVA: 19 COMUNICAZIONI RICEVUTE TRA MARZO E GIUGNO. IL COMITATO: “PERCHÉ I CITTADINI NON SONO STATI INFORMATI?”

Dopo l’accesso agli atti emergono blocchi impianto, riavvii IGCC, superamenti della soglia giornaliera di gas inviato in torcia, fumosità e anomalie. Il MASE acquisisce le PEC del Comitato nell’istruttoria AIA.

Il Comitato Civico per la Tutela Ambientale e della Salute di Sarroch APS torna sulla questione delle torce SARLUX e della gestione istituzionale delle informazioni ambientali da parte del Comune di Sarroch.

A seguito della PEC inviata il 2 giugno 2026, con cui il Comitato aveva chiesto chiarimenti sul funzionamento visibilmente elevato e persistente delle torce dello stabilimento, il Comune di Sarroch ha trasmesso gli atti in proprio possesso.

Da tale documentazione emerge un dato politicamente e amministrativamente rilevante: tra marzo e giugno 2026 il Comune ha ricevuto 19 comunicazioni SARLUX relative a eventi tecnici riguardanti lo stabilimento.

Tra queste figurano comunicazioni su:

  • blocchi impianto;
  • riavviamenti IGCC;
  • superamenti della soglia giornaliera di gas inviato in torcia;
  • fumosità torce;
  • anomalie;
  • ulteriori comunicazioni tecniche relative agli impianti.

Secondo il Comitato, questo cambia completamente il quadro.

“Non eravamo davanti a semplici percezioni dei cittadini. Il Comune riceveva comunicazioni ufficiali dal gestore. Le torce alte, i superamenti soglia, i blocchi e i riavvii erano oggetto di comunicazioni tecniche protocollate. Il Comune sapeva. La domanda è: cosa ha fatto?”

Il Comune ha trasmesso le carte, ma non ha spiegato cosa ha fatto

Il Comitato evidenzia che il riscontro del Comune appare documentale, ma non sostanziale.

Il Comune ha trasmesso gli atti ricevuti da SARLUX, ma non risulta abbia fornito una risposta autonoma ai quesiti rivolti al Sindaco e all’Amministrazione comunale.

La PEC del Comitato non chiedeva soltanto documenti. Chiedeva al Sindaco di chiarire:

  • se fosse a conoscenza del funzionamento elevato e persistente delle torce;
  • se avesse preso visione delle comunicazioni SARLUX;
  • se il Comune avesse chiesto chiarimenti al gestore;
  • se fosse stata attivata ARPAS;
  • se fossero stati coinvolti ASL, Prefettura, Regione o Vigili del Fuoco;
  • se fossero state fatte valutazioni ambientali, sanitarie o di protezione civile;
  • se la popolazione fosse stata informata;
  • per quale motivo non risultasse alcuna comunicazione pubblica ai cittadini.

“Il Comune non può limitarsi a protocollare PEC e poi restare in silenzio. In un territorio come Sarroch, vivere accanto a un grande polo industriale impone una gestione ambientale quotidiana, trasparente e rigorosa. Le comunicazioni tecniche non possono restare chiuse nei fascicoli.”

Nuovo contro-riscontro: chieste spiegazioni formali al Sindaco

Alla luce degli atti ricevuti, il Comitato ha inviato un nuovo contro-riscontro formale al Comune, al MASE, alla Commissione AIA-IPPC e agli enti competenti.

Il Comitato chiede al Comune di chiarire:

  • quali iniziative siano state assunte dopo le comunicazioni SARLUX;
  • se esistano note interne, relazioni, verbali o richieste di chiarimento;
  • se siano stati chiesti approfondimenti tecnici ad ARPAS o ad altri enti;
  • se siano state valutate eventuali ricadute sanitarie o ambientali;
  • se siano state adottate iniziative di informazione pubblica;
  • se, in assenza di tali atti, il Comune intenda dichiarare formalmente di non aver prodotto ulteriori valutazioni o iniziative.

Il Comitato ha inoltre chiesto la trasmissione integrale del rapporto tecnico relativo al superamento soglia del 26 giugno 2026, poiché dagli atti trasmessi risulta la comunicazione dell’evento, ma non il dettaglio completo relativo a durata, quantità di gas inviata in torcia, causale tecnica, unità interessate e valutazioni emissive.

Il MASE acquisisce le segnalazioni nell’istruttoria AIA

Parallelamente, il MASE ha confermato che la nota del Comitato sulle torce è stata acquisita dalla Direzione competente e dalla Commissione Istruttoria AIA-IPPC, precisando che le osservazioni e i rilievi saranno considerati nell’ambito dell’istruttoria in corso.

Per il Comitato si tratta di un passaggio significativo.

“Mentre il Comune resta senza una posizione pubblica, il Ministero acquisisce le nostre segnalazioni nel procedimento AIA. Questo dimostra che il tema delle torce non è propaganda, non è allarmismo, non è una battaglia di facciata. È materia ambientale, autorizzativa e istruttoria.”

“Il Comune sapeva. Ora deve dire cosa ha fatto”

Il Comitato attacca duramente la gestione ambientale dell’Amministrazione comunale.

“Il Comune aveva agli atti comunicazioni su blocchi, riavvii, superamenti soglia torce, fumosità e anomalie. Eppure la popolazione non è stata informata. Non risulta una comunicazione pubblica, non risulta una spiegazione istituzionale, non risulta una posizione chiara del Sindaco. Questa non è gestione ambientale. È amministrazione passiva.”

Secondo il Comitato, Sarroch non può essere governata con la logica del “finché la barca va, lasciala andare”.

“Qui non si amministra un paese qualunque. Qui si vive accanto a uno dei più grandi poli industriali d’Italia. Le torce vanno spiegate, i superamenti vanno comunicati, i cittadini vanno informati. Il Comune deve governare, non limitarsi a ricevere comunicazioni e conservarle nei fascicoli.”

La richiesta finale

Il Comitato chiede al Sindaco e all’Amministrazione comunale di rispondere pubblicamente a una domanda semplice:

cosa è stato fatto con quelle 19 comunicazioni SARLUX?

Sono stati chiesti chiarimenti?
È stata attivata ARPAS?
È stata informata la popolazione?
Sono state svolte valutazioni ambientali o sanitarie?
Sono stati coinvolti gli enti competenti?

“Il Comune sapeva. Ora deve spiegare. Sarroch merita trasparenza, non silenzio.”

Comitato Civico per la Tutela Ambientale e della Salute di Sarroch APS