CHE COS’E’ LO STATO DI DIRITTO
Trento, 28 ottobre 2026. Di Paolo Rosa, avvocato, già Presidente Cassa Forense
La risposta si trova sul sito istituzionale dell’Unione europea:
“Lo Stato di diritto impone a tutti i pubblici poteri di agire sempre entro i limiti fissati dalla legge, nel rispetto dei valori della democrazia e dei diritti fondamentali, e sotto il controllo di organi giurisdizionali indipendenti e imparziali.
Lo Stato di diritto è un principio consolidato.
Sebbene gli Stati membri abbiano identità e tradizioni nazionali diverse, il significato essenziale dello Stato di diritto è lo stesso in tutta l'UE e può essere definito in base a sei principi: legalità, che implica un processo legislativo trasparente, responsabile, democratico e pluralistico; certezza del diritto; divieto di esercizio arbitrario del potere esecutivo; tutela giurisdizionale effettiva da parte di organi giurisdizionali indipendenti e imparziali, con un controllo giurisdizionale effettivo, anche per quanto riguarda il rispetto dei diritti fondamentali; separazione dei poteri e uguaglianza davanti alla legge. Questi principi sono stati riconosciuti dalla Corte di giustizia dell'Unione europea e dalla Corte europea dei diritti dell'uomo.
Inoltre, il Consiglio d'Europa ha elaborato norme e formulato pareri e raccomandazioni che forniscono orientamenti consolidati per promuovere e sostenere lo Stato di diritto.” (dal sito della UE).”
Recentemente della situazione dello stato di diritto se n’è occupata la Commissione europea con la Relazione sullo stato di diritto 2026 – capitolo sulla situazione dello stato di diritto in Italia.
Se n’è occupato anche il Rapporto Liberties 2026, La situazione dello stato di diritto in Italia.
Le conclusioni del Rapporto di Liberties sono le seguenti:
“Il rapporto di Liberties sullo stato di diritto evidenzia un quadro di pressioni graduali ma costanti su aspetti fondamentali dello Stato di diritto in Italia.
Come dimostra l’analisi della situazione italiana in vari ambiti, numerosi sviluppi indicano carenze strutturali e, in alcuni casi, misure che rischiano di limitare la responsabilità e la partecipazione democratica.
Sebbene si possano individuare alcuni aspetti positivi, come l’attività delle autorità indipendenti, questi sono spesso controbilanciati da scelte legislative o politiche che sollevano timori in merito alla trasparenza, all’equilibrio istituzionale e alla tutela dei diritti fondamentali e contribuiscono a rendere il contesto istituzionale più complesso e fragile.
In questo contesto, Liberties afferma che l’Italia si trova in un momento critico e sottolinea la necessità di invertire le tendenze attuali e rafforzare il quadro dello stato di diritto, promuovendo una partecipazione democratica aperta e ripristinando un rapporto equilibrato tra sicurezza e tutela dei diritti.” (Fonte: Francesca Simonato (2026), "Rapporto Liberties 2026: la situazione dello stato di diritto in Italia", in Annuario italiano dei diritti umani, ISSN 3035-5435, https://unipd-centrodirittiumani.it/it/temi/rapporto-liberties-2026-la-situazione-dello-stato-di-diritto-in-italia (consultato il 28/10/2026).
La sintesi e le raccomandazioni dell’Unione europea sono le seguenti:
“SINTESI
L'assunzione di magistrati e personale amministrativo negli organi giudiziari prosegue a ritmo sostenuto, nell'intento di colmare carenze persistenti.
Il Governo ha indetto concorsi per l'assunzione a tempo indeterminato della maggior parte del personale delle cancellerie.
La sostenibilità del carico di lavoro dei giudici tributari togati e dei giudici di pace rappresenta una sfida.
Il Governo ha presentato al Parlamento un disegno di legge sulla professione forense, elaborato in collaborazione con le associazioni di categoria.
Sono stati fatti ulteriori passi avanti verso il completamento del sistema digitale di gestione delle cause nelle sedi penali e nelle procure, grazie a una cooperazione concreta tra l'esecutivo e la magistratura per sopperire alle lacune e ai ritardi iniziali: salvo alcuni elementi ancora in sospeso, l'iter dei procedimenti penali di primo grado è ora interamente digitalizzato.
Prosegue la tendenza positiva di riduzione dei tempi di esaurimento, ma la durata dei procedimenti giudiziari resta un problema serio. Procede anche lo smaltimento dell'arretrato, in particolare per le cause più vecchie. Non avendo raggiunto la maggioranza dei voti a favore nel referendum, la riforma costituzionale sulla separazione delle carriere di giudici e pubblici ministeri non si è concretizzata.
È stata adottata una nuova strategia nazionale anticorruzione per il periodo 2026-2028.
Il quadro penale di lotta alla corruzione è stato stabilizzato, con una sentenza della Corte costituzionale secondo la quale la legge che riduce il perimetro del reato di traffico di influenze illecite non viola la Costituzione.
È stato mantenuto il ritmo delle condanne per corruzione.
Mentre il disegno di legge sul conflitto di interessi è ancora in attesa di approvazione in Parlamento, ad agosto 2025 sono state abrogate le norme vigenti sulle restrizioni al conferimento di incarichi successivi a ex funzionari pubblici locali.
La Camera ha approvato un disegno di legge sull'attività di lobbying, ora al vaglio del Senato.
Restano invece fermi in Parlamento i disegni di legge sul finanziamento dei partiti politici e delle campagne elettorali, che affrontano la questione delle donazioni private ai partiti incanalate attraverso fondazioni politiche.
L'Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) ha emanato linee guida supplementari in materia di segnalazione di illeciti. Il varo della piattaforma unica della trasparenza migliora la trasparenza degli appalti pubblici, che rimangono un settore ad alto rischio.
L'autorità di regolamentazione dei media è indipendente nell'esercizio delle proprie funzioni e sono state introdotte modifiche legislative per rafforzarne l'autonomia finanziaria.
Il Parlamento è al lavoro su una riforma della governance e delle norme di finanziamento dei media del servizio pubblico.
Esiste un sistema di finanziamento pubblico per l'assegnazione delle risorse e il finanziamento di politiche e iniziative a sostegno del settore dei media.
Sono in fase di sviluppo nuove iniziative legislative sulla protezione dei giornalisti, ma le aggressioni fisiche e altre forme di intimidazione continuano a destare preoccupazione.
Non si sono registrati sviluppi per quanto riguarda la riforma sulla diffamazione a mezzo stampa, ancora in sospeso.
Il progetto di riforma costituzionale volta a introdurre l'elezione diretta del Presidente del Consiglio resta sul tavolo del Parlamento.
I portatori di interessi hanno continuato a esprimere preoccupazione per il ricorso eccessivo alla decretazione d'urgenza e alle mozioni di fiducia, mentre la Camera dei deputati ha adottato misure per limitarne l'uso in futuro.
Sono stati compiuti i primi passi verso la creazione di un'istituzione nazionale per i diritti umani (NHRI).
È iniziata l'attuazione della legge sulla sicurezza del 2025 ed è stato convertito in legge un nuovo decreto d'urgenza nel settore della sicurezza interna; alcuni portatori di interessi hanno manifestato riserve circa il possibile impatto dei due atti sullo spazio civico e sull'esercizio dei diritti e delle libertà fondamentali.
RACCOMANDAZIONI
Nel complesso, sulla base delle raccomandazioni formulate nella relazione sullo Stato di diritto 2025 e tenuto conto di altri sviluppi intervenuti nel periodo di riferimento, oltre a ricordare gli impegni pertinenti assunti nell'ambito del piano per la ripresa e la resilienza e la raccomandazione specifica per paese nel quadro del semestre europeo sull'efficienza del sistema giudiziario, la Commissione conclude quanto segue.
• Sono stati compiuti ulteriori progressi significativi nel completamento del sistema digitale di gestione delle cause nelle sedi penali e nelle procure, in quanto l'iter dei procedimenti penali di primo grado è ora completamente digitalizzato. Poiché alcune procedure devono ancora essere digitalizzate, si raccomanda all'Italia di completare il sistema digitale di gestione delle cause in tutti i gradi di giudizio.
• Non sono stati compiuti ulteriori progressi in merito alla proposta legislativa pendente in materia di conflitti di interessi, mentre si registrano progressi limitati nell'adozione di norme complessive sul lobbying per l'istituzione di un registro operativo delle attività dei rappresentanti di interessi in quanto la Camera dei deputati ha approvato un disegno di legge sull'attività di lobbying, ora al vaglio del Senato.
Si raccomanda dunque all'Italia di portare avanti l'attività legislativa volta a disciplinare in modo sistematico i conflitti di interessi e ad adottare norme complessive sul lobbying e istituire un registro operativo delle attività dei rappresentanti di interessi.
• Non si sono registrati progressi per quanto riguarda la risposta alla pratica di incanalare le donazioni attraverso fondazioni e associazioni politiche e l'introduzione di un registro elettronico unico per le informazioni sul finanziamento dei partiti e delle campagne, dato che i disegni di legge presentati in Parlamento non sono ancora stati discussi. Si raccomanda dunque all'Italia di intensificare l'impegno per affrontare la pratica di incanalare le donazioni attraverso fondazioni e associazioni politiche e introdurre un registro elettronico unico per le informazioni sul finanziamento dei partiti e delle campagne.
• Non si sono registrati progressi nel processo legislativo del progetto di riforma sulla diffamazione e sulla protezione del segreto professionale e delle fonti giornalistiche.
Si raccomanda dunque all'Italia di portare avanti la riforma in materia di diffamazione e al contempo garantire la libertà di stampa, tenendo conto delle norme europee sulla protezione dei giornalisti.
• Si riscontrano progressi limitati in merito alla creazione di un'istituzione nazionale per i diritti umani, in quanto sono stati compiuti i primi passi per rilanciare l'iniziativa ma vari disegni di legge sono ancora in attesa di approvazione da parte del Parlamento.
Si raccomanda dunque all'Italia di costituire un'istituzione nazionale per i diritti umani tenendo conto dei principi di Parigi delle Nazioni Unite.
Per quanto riguarda le altre raccomandazioni formulate nel 2025, la Commissione conclude quanto segue.
• Sono stati compiuti alcuni ulteriori progressi nel provvedere affinché siano in vigore disposizioni o meccanismi che assicurino un finanziamento dei media del servizio pubblico adeguato per l'adempimento della loro missione di servizio pubblico e per garantirne l'indipendenza, come attesta l'avanzamento dei lavori parlamentari su un progetto di riforma. Poiché gli argomenti di questa raccomandazione sono oggetto delle disposizioni del regolamento europeo sulla libertà dei media, anche se la relazione sullo Stato di diritto continuerà a seguire gli sviluppi significativi e a riferire sulle loro conseguenze, l'ulteriore follow-up sarà svolto nel quadro del sostegno prestato dalla Commissione agli Stati membri e dell'attuazione di detto regolamento.
I fatti di questi giorni.
"Una decisione vergognosa" commenta la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un video sui social.
"Penso - aggiunge - che questa sia una mortificazione insopportabile del lavoro delle forze dell'ordine, degli inquirenti, del Ministero degli interni e in generale di tutti coloro che si adoperano per difendere la gente perbene dal rischio di vedere devastate le proprie città e i propri esercizi commerciali".
"Davvero non so come possa uno Stato normale difendere le persone perbene di fronte a queste decisioni di certa magistratura".
"Lo dirò senza mezzi termini - aggiunge -: considero vergognosa la decisione della gip di Milano di non convalidare l'arresto di Youssef Siher, accusato di essere il gestore della pagina Telegram 'Movimento 17 ottobre', cioè la pagina che incitava l'organizzazione di quelle manifestazioni che poi abbiamo visto portare alla devastazione di diversi esercizi commerciali a Milano".
Matteo Salvini, vicepremier e leader della Lega, giudica "incredibile la liberazione di un soggetto per il quale la stessa Procura di Milano aveva contestato reati gravissimi, tra cui l'istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo, evidenziando anche il rischio di fuga e di reiterazione del reato.
Dopo le violenze e le devastazioni delle scorse settimane, una decisione vergognosa, incomprensibile, assurda. Se si verificheranno nuovi episodi di violenza e altri danni, a partire dai cortei di questo venerdì a Milano, pagherà di tasca sua il giudice che ha deciso di rimandare a casa questo galantuomo?".
"La nostra piena solidarietà alla gip di Milano, oggetto di un attacco scomposto da parte della presidente del Consiglio dei ministri. Le decisioni dei magistrati si possono contestare nel merito e impugnare all'interno dei procedimenti.
La delegittimazione dei colleghi, persino da chi ricopre le più alte cariche istituzionali, è invece un ormai consueto esercizio di intimidazione che non dovrebbe appartenere a uno Stato di diritto.
Un esercizio insopportabile". Così la Giunta esecutiva centrale dell'Associazione nazionale magistrati.
"Autonomia e indipendenza della magistratura sono due capisaldi della democrazia - sottolinea l'Anm - in cui i magistrati non possono essere il nemico da additare in ogni circostanza all'interno del dibattito pubblico. Questo comportamento arreca un danno alla credibilità delle istituzioni".
Io aggiungo solo una considerazione: il provvedimento del GIP di Milano conferma che la separazione delle carriere esiste già.
I proclami sono per i follower, cioè per la curva !