Fed tra pausa tattica e nuovi rialzi: la traiettoria dei tassi verso il 2027
Milano, 28 ottobre 2026. Di Lucas Meric, Cross-Asset Strategist, Indosuez Wealth Management
Dal rialzo dei tassi deciso nella riunione di settembre, i membri del FOMC hanno sottolineato la probabile necessità di un ulteriore inasprimento della politica monetaria, senza tuttavia ipotizzare che sia necessaria una serie di rialzi consecutivi.
Questa linea comunicativa indica che la Fed dovrebbe lasciare invariato il tasso di riferimento a ottobre, per poi alzarlo a dicembre — e probabilmente di nuovo a marzo — in funzione dei prossimi dati sull'inflazione.
La Federal Reserve continua ad affrontare un contesto in cui l'inflazione è stata guidata, a partire dall'inizio dell'anno, principalmente da tre fattori: lo shock energetico, i dazi e gli investimenti nell'intelligenza artificiale.
Tuttavia, i segnali di surriscaldamento dell'economia statunitense e di pressioni inflazionistiche più diffuse rimangono relativamente contenuti.
L'attenuarsi di alcune pressioni temporanee, in particolare quelle legate ai dazi e all'IA, potrebbe condurre a una traiettoria dell'inflazione più rassicurante per la Fed nel 2027. Al contrario, le persistenti tensioni sui mercati energetici continueranno verosimilmente ad alimentare le spinte inflazionistiche nel breve termine.
La Fed potrebbe quindi mantenere un orientamento restrittivo nei prossimi mesi al fine di evitare un ampliamento delle pressioni inflazionistiche.
Tutto ciò si inserisce in un quadro di resilienza dell'attività economica, nonostante i consumatori si trovino sotto una crescente pressione a causa della crescita dei salari reali diventata ormai negativa.
Gli effetti ricchezza continuano comunque a sostenere i consumi delle famiglie più facoltose.
La solidità del mercato del lavoro statunitense sta, per il momento, limitando i rischi al ribasso per la Fed, offrendole ulteriore margine per proseguire con l'inasprimento della politica monetaria.
Dall'estate, le condizioni finanziarie si sono inasprite in seguito all'aumento dei rendimenti a lungo termine negli Stati Uniti e, più di recente, al calo dei mercati azionari statunitensi, trainato dalle preoccupazioni relative ai titoli tecnologici e legati all'IA.
Questi movimenti di mercato stanno contribuendo all'inasprimento delle condizioni finanziarie auspicato da Kevin Warsh nel suo discorso a Jackson Hole, durante il quale le aveva definite non restrittive.
In questa fase, tuttavia, tale inasprimento appare troppo modesto per modificare in modo sostanziale i piani del FOMC volti a un ulteriore aumento del tasso di riferimento. Dall'inizio di ottobre, i mercati hanno scontato un rialzo dei tassi in meno rispetto ai quattro rialzi aggiuntivi previsti dopo la riunione del FOMC di settembre.
In questo contesto, non ci aspettiamo comunicazioni specifiche da parte di Kevin Warsh. Ciò nonostante, è probabile che i funzionari della Fed mantengano un tono restrittivo nelle prossime settimane, concentrandosi sull'inflazione finché quest'ultima non fornirà segnali più rassicuranti.
Questa impostazione prudente sarà verosimilmente rafforzata dalla pubblicazione di un dato elevato sull'inflazione di settembre, in un momento in cui i prezzi dell'energia rimangono alti e i segnali di de-escalation in Medio Oriente restano relativamente limitati.