DOPO CIRCA TRE ANNI DI GENEROSA ACCOGLIENZA, I CITTADINI POLACCHI NON VOGLIONO PIU' I RIFUGIATI UCRAINI. CHIEDONO LO STOP ALL'IMMIGRAZIONE.
Giannina Puddu, 4 agosto 2025.
Il primo commento a questo video esprime lo stato d'animo dei polacchi che, con grande generosità e da circa 3 anni, hanno accolto e sostenuto i rifugiati ucraini:
Abbiamo accolto milioni di rifugiati, principalmente dall'Ucraina, pur non avendo avuto esperienze positive con i loro antenati.
Quando è iniziata la guerra, abbiamo prelevato gli ucraini dal confine e li abbiamo ospitati nei nostri appartamenti.
Ora non abbiamo alcuna gratitudine da parte loro.
Tutto ciò che offrono è presunzione, impertinenza e mancanza di rispetto nei nostri confronti.
Basta con tutto questo.
Non ci interessa cosa pensa l'Unione Europea.
È piena di corruzione e rancore tanto quanto l'Ucraina.
Basta con questa gentilezza. Fuori di qui.
Vogliamo un Paese sicuro con buoni valori, non una cloaca di sinistra che finge solo di volere il meglio per tutti.
La rabbia polacca è esplosa dopo un fatto che si è verifcato nel mese di giugno, nel centro di Torun (Polonia centro-settentrionale), quando un immigrato venezuelano ha accoltellato a morte Klaudia, giovane polacca di 24 anni, mentre tornava a casa dal lavoro.
Il 6 luglio, a Torun, una marcia silenziosa di migliaia di manifestanti organizzata dai sostenitori dell'alleanza politica di estrema destra Konfederacja.
In evidenza, grandi cartelli con la scritta "stop all'immigrazione illegale".
Il 7 luglio, la Polonia ha ripristinato i controlli alle frontiere con Germania e Lituania.
La Germania lo aveva già fatto a gennaio, per scoraggiare l'ingresso dei richiedenti asilo attraverso la Polonia.
A marzo, la Polonia ha sospeso del tutto il diritto di chiedere asilo con l'obiettivo di bloccare il fenomeno dell'immigrazione.
Il 19 luglio, nuove marce anti-migranti organizzate dal partito di estrema destra Konfederacja che si è unito a tifosi di calcio.
Hanno attraversato 80 città e paesi polacchi, gridando insulti e slogan razzisti.
Tra i marciatori, donne anziane hanno sventolato con orgoglio bandiere polacche bianche e rosse.
La signora Danuta (60 anni), ha dichiarato alla stampa: "La nazione ne ha abbastanza di quello che sta succedendo. Si sta svegliando perché viviamo nel terrore, umiliati.
I confini non sono sigillati e devono essere difesi dai civili".