Genoni, i muri del paese raccontano le antiche favole della Sardegna: nasce “Contos”.
Genoni, 14 maggio 2026. Di Elia Sanna
Dal 15 maggio le strade di Genoni diventano un museo a cielo aperto dedicato ai miti e alle leggende della Sardegna.
Si chiama “Contos” il primo percorso nell’isola interamente dedicato all’immaginario popolare sardo, con dodici murales realizzati da artisti provenienti dalla Sardegna, dall’Italia e dalla Spagna.

Ogni opera nasce da un lavoro di ricerca che ha intrecciato letteratura e memoria orale.
Il progetto ha preso spunto dagli scritti di Grazia Deledda, Sergio Atzeni, Giulio Concu e Dolores Turchi, ma soprattutto dalle testimonianze degli anziani del paese, custodi delle antiche storie tramandate “attorno al fuoco”, is contus de foghile.
Tra le figure rappresentate sui muri compaiono Sa Musca Maccedda, simbolo del rispetto per il patrimonio archeologico, la leggenda de “Il Vecchio e il Giovane”, legata al culto dell’acqua, la gigantessa pietrificata di Luxia Arrabbiosa e la misteriosa figura di S’Accabbadora, entrata negli ultimi anni nel dibattito culturale e letterario sardo.
Le opere saranno arricchite da QR code che permetteranno ai visitatori di ascoltare il racconto originale delle leggende e approfondire il contesto storico e culturale di ogni murale. “Il murale da guardare e il racconto da ascoltare: due piani che si tengono insieme”, spiega il direttore artistico Daniele Gregorini.
Il progetto coinvolge dodici artisti, tra cui Alessio Zucca, Ericailcane, Rosk, Skan e Stella Ziantoni, ed è una delle iniziative sviluppate da Urban Center e Home Network nell’ambito del programma che ha visto Genoni tra i comuni sardi vincitori del Bando Borghi.
Con “Contos”, Genoni diventa così il primo paese della Sardegna dove l’intero immaginario dell’isola può essere attraversato camminando tra le vie del centro, murale dopo murale.
Urban Center nasce nel 2012 come comitato promotore per la creazione di uno spazio pubblico a Cagliari, una piattaforma dove istituzioni e comunità potessero discutere insieme i progetti che trasformano le città.
L'idea era pubblica: farlo diventare realtà in autonomia ha cambiato la forma del progetto, la direzione è rimasta la stessa. Il metodo anche: ascoltare prima di progettare, capire un territorio prima di restituirgli qualcosa.
Oggi Urban Center lavora attraverso due linee.
La prima è la progettazione e la ricerca di finanziamenti per l'innovazione sociale.
La seconda è l'arte urbana: interventi di rigenerazione che negli anni hanno attraversato Cagliari — tra cui la Galleria del Sale — e diversi comuni della Sardegna, dall'Ogliastra al Sulcis.
Nel 2016 nasce Home Network, la rete di artisti con cui Urban Center porta la creatività nei territori come strumento di impatto positivo. Residenze, mostre, collaborazioni con imprese, percorsi di espressione giovanile e pensiero critico: un modo di lavorare che tratta l'arte come infrastruttura, come struttura portante di comunità che cambiano.