Pressioni sui titoli di Stato di Francia e Italia: si avvicina l'intervento della BCE?
Milano, 23 ottobre 2026. Di Lars Conrad, Portfolio Director Fixed Income presso Flossbach von Storch SE
I titoli di Stato europei rimangono sotto pressione: gli spread degli OAT francesi si sono ampliati di circa 15 punti base rispetto ai Bund tedeschi a 10 anni nella giornata di ieri, mentre gli spread dei BTP italiani hanno registrato un allargamento di circa 10 punti base.
La Francia si conferma chiaramente come il fanalino di coda dell'area euro.
La domanda sostenuta rimane limitata nonostante livelli di rendimento sempre più interessanti: sebbene i rendimenti degli OAT a 10 anni intorno al 5% abbiano attirato alcuni acquirenti opportunistici, persino acquisti istituzionali di grandi dimensioni non sono finora riusciti ad arrestare l'allargamento degli spread.
La scarsa liquidità di mercato e le pressioni di vendita sul mercato dei futures stanno ulteriormente amplificando il movimento.
La nostra valutazione – Un inesorabile circolo vizioso
L’incertezza politica si scontra con le sfide di bilancio: la combinazione di elezioni, difficili negoziati sulla legge di bilancio e aumento delle spese per interessi comporta rischi considerevoli.
Ad aggravare la pressione si aggiunge un consistente flusso di nuove emissioni obbligazionarie, con Francia e Italia che immettono regolarmente sul mercato, tramite aste, oltre 10 miliardi di euro di titoli di stato ciascuna.
Un’offerta abbondante si scontra con una limitata capacità di assorbimento del mercato: poiché gli investitori di lungo periodo sono ancora riluttanti ad acquistare sulla base dei fondamentali, spetta ai primary dealer assorbire volumi più consistenti.
Al contempo, il forte aumento della volatilità sta riducendo la loro capacità di assorbire il rischio.
Riteniamo che questo inneschi un ciclo potenzialmente in grado di autoalimentarsi, caratterizzato da pressioni di vendita, rendimenti in aumento e liquidità in calo.
Le agenzie di rating potrebbero aggravare ulteriormente la situazione.
Eventuali downgrade o prospettive negative sui rating potrebbero pesare ulteriormente sul sentiment di mercato già fragile e amplificare le pressioni di vendita in modo pro-ciclico.
BCE – Aumenta la pressione verso un intervento?
A nostro avviso, un intervento verbale da parte della BCE appare sempre più probabile.
Resta tuttavia da vedere se una tale comunicazione sarà sufficiente a ripristinare una fiducia duratura sul mercato. In ultima analisi, per spezzare questo ciclo potrebbero essere necessari un impegno politico credibile al risanamento fiscale o una risposta più decisa da parte della politica monetaria.
Al contempo, cresce la pressione sulla BCE affinché allenti gradualmente il proprio orientamento restrittivo in materia di politica monetaria. L’ampliamento degli spread sovrani sta inasprendo in modo sproporzionato le condizioni di finanziamento negli Stati membri fiscalmente più deboli. Sebbene continuiamo a ritenere che il “put” della BCE sia ben fuori mercato, la pressione sulla banca centrale si sta chiaramente intensificando.
In sintesi
I rischi nei mercati dei titoli di Stato europei si stanno autoalimentando sempre di più. Manteniamo una posizione cauta su Francia e Italia e ci comportiamo di conseguenza attraverso le nostre posizioni corte sui futures OAT e BTP.
Allo stesso tempo, stiamo monitorando con attenzione le eventuali distorsioni di mercato in grado di creare opportunità interessanti negli emittenti sovrani fondamentalmente più solidi.