Il mutuo per i precari resta un sogno

Lo scenario poco roseo per i giovani italiani emerge da un’analisi condotta da Mutui.it in collaborazione con Facile.it, che hanno analizzato un campione di oltre diecimila richieste di finanziamento pervenute negli ultimi sei mesi. 

Il mutuo per i precari resta un sogno

Il 23% delle domande per ottenere un prestito per la prima casa arrivano da giovani con meno di 30 anni. Questo, a detta di Lorenzo Bacca, di prestiti.it, significa che nonostante la crisi ed il lavoro precario permane il desiderio di indipendenza dei giovani italiani, che invece pagano, più di altri, gli effetti negativi della contrazione del credito.
Da luglio 2012 a gennaio 2013 solo il 16% del totale sono mutui erogati ad un primo intestatario under 30.  A livello regionale, In Friuli Venezia Giulia, in Sicilia e in Veneto, è  più semplice l’accesso al mutuo in quanto i prezzi degli immobili sono più bassi e vi sono maggiori opportunità di trovare un lavoro stabile e ben retribuito. Meno convinti dei loro coetanei nel comprare casa sono invece i residenti di Lombardia, Liguria e Lazio. Gli importi richiesti  dai potenziali mutuatari under 30 sono diminuiti rispetto al 2011, segno di consapevolezza della scarsa liquidità degli istituti. Il tasso preferito da chi richiede un finanziamento rimane in media quello variabile.
Altro dato significativo è il fatto che molti dei finanziamenti risultino concessi solo grazie alla garanzia di buste paga più sicure, quelle di mamma e papà.
Quando le banche devono decidere a chi elargire un prestito, continua Bacca, non osservano unicamente la solidità professionale, ma guardano anche alla storia creditizia del richiedente, ovviamente inesistente per i giovani.
Se a queste considerazioni aggiungiamo la crisi economica in atto, i lavori precari e poco pagati, ecco chiarito il perché per i giovani la transizione alla vita adulta sembra sempre più lontana e l’acquisto della prima casa rimane un miraggio.

Erica Venditti

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