TEMU, E-COMMERCE CINESE DA CHIUDERE PER LA SICUREZZA DEI CONSUMATORI ITALIANI SE NON CAMBIA SUBITO LE SUE PRASSI

TEMU, E-COMMERCE CINESE DA CHIUDERE PER LA SICUREZZA DEI CONSUMATORI ITALIANI  SE NON CAMBIA SUBITO LE SUE PRASSI

Giannina Puddu, 25 giugno 2025.

Il 3 febbraio 2025, sul sito di Altroconsumo era stato pubblicato un articolo di Roberto Usai:

Temu, dallo scorso novembre, è finita sotto la lente dell'Unione europea per le violazioni del Digital service act (DSA), il Regolamento sui servizi digitali.

Un'indagine avviata grazie alle segnalazioni di Altroconsumo e del Beuc, l'organizzazione che unisce le altre associazioni di consumatori in Ue. Ora chiediamo che, per la sicurezza dei cittadini, si arrivi al più presto a una conclusione e a un provvedimento contro Temu (che rischia una sanzione pari al 6% del suo fatturato annuo).

Ho sperimentato di persona e, purtroppo, le ragioni di censura del comportamento di TEMU sono ancora valide, non solo dal mio punto di vista ma da quello della gran parte dei clienti italiani di TEMU.

Dopo che si ordina un prodotto e lo si paga, OBBLIGATORIAMENTE, all'ordine non è possibile che la ricezione del pacco diventi un lavoro per correre dietro ai corrieri inaffidabili dei quali si serve TEMU e per avviare un dialogo inconcludente con il fattiscente Servizio Clienti di TEMU.

https://it.trustpilot.com/review/temu.com

TEMU pretende il pagamento all'ordine ma, non garantisce la consegna affidandosi a Corrieri con pessima  fama come GLS, DHL, etc.

https://it.trustpilot.com/review/www.gls-italy.com

https://it.trustpilot.com/review/www.dhl.com

Con queste prassi di totale inefficienza e sicurezza per i consumatori, come minimo, TEMU dovrebbe farsi pagare il prodotto solo alla consegna e non prima.

La nostra AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) ha il potere di bloccare l'attività di un e-commerce in Italia, ma solo in specifici casi relativi alla tutela dei diritti d'autore online e, in generale, alla lotta contro la pirateria. 

Inoltre, l'AGCOM può intervenire su segnalazione di pratiche commerciali scorrette, ma in questo caso agisce principalmente tramite sanzioni economiche e non con il blocco dell'attività.

Questa regola va cambiata, AGCOM dovrebbe, semplicemente, chiudere l'accesso al mercato italiano ad un E-Commerce che si caratterizzi per un numero così alto di pratiche commerciali scorrette come TEMU.

Anche sul fronte fiscale la realtà lascia troppo a desiderare.

L'Unione Europea sta valutando nuove misure per regolamentare l'e-commerce transfrontaliero, che potrebbero includere tasse aggiuntive o modifiche alle aliquote IVA, per garantire una maggiore equità fiscale tra venditori online e negozi fisici.

L'Unione Europea "sta valutando" con troppa lentezza, estremo ritardo  e scarsi risultati.

Non bisogna "garantire una maggiore equità fiscale tra venditori on line e negozi fisici", bisogna garantire l'assoluta equità fiscale!

Altrimenti, è DISCRIMINAZIONE che avvantaggia i grossi attori commerciali e uccide i piccoli a livello locale, con doppio effetto negativo sull'economia nazionale e sul gettito fiscale.

Questioni sulle quali non servono lunghe ed inutili riflessioni, urgono interventi immediati e risolutivi.

L’Ue ha registrato nel 2024 un’importazione di 4,6 miliardi di pacchi di merce a basso costo, un volume quadruplicato rispetto al 2022.

Oltre il 90% di tali pacchi proviene dalla Cina che fa crescere la sua economia a scapito della nostra, con metodi molto discutibili e con l'evidente complicità delle nostre istituzioni, nazionale e UE.

Un'inchiesta condotta da Milena Gabanelli e Mario Gerevini, pubblicata da IL Corriere della Sera aveva rilevato che  i prodotti low cost sono per lo più di aziende cinesi, i maggiori azionisti sono cinesi ma i guadagni finiscono alle Isole Vergini Britanniche e il gruppo ha la sua casa madre a Cayman. E qui si realizza, come vedremo, una straordinaria coincidenza con il social network TikTok (Qui  la nostra inchiesta) e con Shein, il grande mercato online del fast fashion.

L'indagine su TEMU è stata aperta dalla Commissione UE (solo su collecitazione esterna alle sue strutture di controllo...)  nell'autunno 2024 e, tutt'ora, la Commissione non ha prodotto risultati utili alla tutela dei consumatori dell'Unione.