BCE alla finestra, ma in condizioni meno favorevoli
Milano, 29 aprile 2026. Di Josefina Rodriguez, Economista di Vanguard
In sintesi: Ci aspettiamo che la BCE mantenga i tassi invariati al 2% nella riunione di giovedì. Sebbene i prezzi elevati dell’energia siano destinati a spingere al rialzo l’inflazione complessiva nel breve termine, l’indebolimento dello slancio della crescita e la significativa incertezza sulla persistenza delle pressioni sui prezzi sconsigliano una risposta immediata di politica monetaria. In questo contesto, è probabile che il Consiglio direttivo sottolinei cautela e flessibilità, mantenendo un approccio fortemente dipendente dai dati, in attesa di evidenze più chiare sugli effetti di secondo impatto. Pur continuando ad aspettarci tassi invariati fino al 2026, la posizione della BCE è sempre più in bilico.
- I prezzi dell’energia sono scesi leggermente, ma le condizioni continuano a essere tese: i mercati energetici si sono stabilizzati da metà marzo e i prezzi di petrolio e gas hanno riassorbito parte del precedente picco, in seguito all’allentamento delle tensioni in Medio Oriente. Tuttavia, i prezzi rimangono significativamente al di sopra dei livelli pre-conflitto e le curve a termine si sono spostate verso l’alto. I persistenti vincoli dell’offerta e gli elevati prezzi dei prodotti raffinati suggeriscono che l’energia continuerà a esercitare pressioni al rialzo sull’inflazione, lasciando il quadro energetico in condizioni nettamente peggiori rispetto all'inizio dell'anno.
- I rischi di inflazione tornano ad essere al centro dell'attenzione: l'inflazione complessiva è salita al 2,6% a marzo e dovrebbe accelerare ulteriormente ad aprile. Prevediamo che il tasso salirà a circa il 3,1%, trainato principalmente dall'aumento dei prezzi dell'energia. L'inflazione di fondo, al contrario, dovrebbe registrare solo un modesto aumento nel breve termine, sebbene i primi segnali provenienti dai sondaggi indichino un aumento della pressione sui prezzi: la componente dei prezzi alla produzione evidenziata dalle stime del PMI di aprile è aumentata bruscamente e sia le aspettative di inflazione dei consumatori che le intenzioni di prezzo delle imprese sono aumentate. Alla luce dello shock energetico, abbiamo rivisto al rialzo la nostra previsione dell’IPC complessivo per il 2026 di 0,9 punti percentuali al 2,5% e quella dell’IPC core di 0,3 punti percentuali al 2,1% nel nostro scenario “Moderato”, in cui i prezzi del petrolio si attestano in media a 90–100 dollari al barile e quelli del gas intorno a 60 euro/MWh per uno o due trimestri. Nel complesso, i rischi per le prospettive di inflazione rimangono orientati al rialzo.
- L'attività economica sta rallentando a causa dell'impatto dell'aumento dei prezzi: gli indicatori recenti suggeriscono che l'economia dell'area dell'euro stia perdendo slancio. Le indagini sull'attività economica hanno registrato un indebolimento in tutti i settori, con un calo delle condizioni attuali e delle aspettative. Nel quadro dello stesso scenario “Moderato”, abbiamo ridotto le stime di crescita del PIL per il 2026 di 0,4 punti percentuali, portandole allo 0,8%. Stimiamo che circa il 75% di tale contrazione sia da attribuire all'aumento dei prezzi dell'energia, mentre la parte restante è determinata dall'inasprimento delle condizioni finanziarie.
- Le prospettive si collocano a metà strada tra lo scenario di base e quello avverso della BCE: rispetto alle proiezioni della BCE di marzo, la crescita appare più debole e le pressioni inflazionistiche leggermente più forti, ma lo shock rimane di gran lunga inferiore rispetto alla crisi energetica del 2022. Questo scenario “intermedio” rafforza la necessità di mantenere un atteggiamento paziente, pur tenendo ben presente la possibilità di agire.
- Messaggi di politica monetaria, pazienza unita a vigilanza: le recenti dichiarazioni dei funzionari della BCE indicano scarsa propensione ad adottare misure immediate. Prevediamo che il Consiglio direttivo ribadisca che, per il momento, la politica monetaria sia calibrata in modo adeguato, sottolineando al contempo che i rischi al rialzo per l’inflazione meritano un’attenzione particolare. Il comunicato dovrebbe porre l’accento sul monitoraggio attento dei dati in arrivo, in particolare per individuare eventuali segnali di effetti di secondo ordine, e ribadire l’orientamento secondo cui le decisioni saranno prese riunione per riunione, in base ai dati disponibili.
- La conferenza stampa dovrebbe confermare la linea di continuità: la presidente Lagarde dovrebbe adottare un tono simile, sottolineando che la BCE può ignorare uno shock energetico di entità limitata e temporanea, ma dovrà intervenire se vi saranno segnali di persistenza dell’inflazione. Prevediamo che metterà in evidenza l’importanza dei dati che saranno resi noti prima della riunione di giugno, quando le proiezioni aggiornate degli esperti forniranno una valutazione più chiara delle prospettive a medio termine. Non ci aspettiamo, in questa fase, un segnale deciso in merito alle mosse di politica monetaria nel breve termine.
- La nostra view: Continuiamo a prevedere che il tasso di deposito della BCE rimarrà al 2% fino alla fine del 2026. A nostro avviso, la BCE dovrebbe per ora ignorare lo shock attuale, soprattutto considerando che l’inflazione e la crescita salariale si erano avvicinate all’obiettivo prima dell’ultima crisi energetica e che le aspettative di inflazione rimangono sostanzialmente ancorate. Detto questo, l’orientamento della politica monetaria è sempre più in bilico. I rischi sono orientati verso un ulteriore inasprimento, specialmente se i prezzi dell’energia rimarranno elevati o se si rafforzeranno i segnali di persistenza dell’inflazione.