BANCA BFF E CASSA FORENSE
Trento, 29 aprile 2026. Di Paolo Rosa, avvocato, già Presidente Cassa Forense.
Solo la successione dei fatti, senza MIO commento.
«Cassa Forense ha aggiudicato i servizi di banca depositaria
Il Cda dell'Ente di previdenza degli avvocati ha affidato i servizi di banca depositaria e connessi a BFF Bank.
Il Consiglio di Amministrazione della Cassa Forense (Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense), al termine dell'apposito iter di selezione, ha aggiudicato a BFF Bank lo svolgimento dei servizi di banca depositaria e i servizi connessi per 5 anni con la possibilità di rinnovo.» (Fonte: Redazione MondoInstitutional, 22/01/2024)
«BFF Bank S.p.A. - Commissari in temporaneo affiancamento
La Banca d'Italia, con provvedimento del 27 marzo 2026, ha disposto:
• la nomina di due Commissari in temporaneo affiancamento al Consiglio di amministrazione attualmente in carica, ai sensi dell'art. 75-bis, comma 1, del d.lgs. n. 385/93 (TUB); in particolare, sono stati nominati quali Commissari in temporaneo affiancamento (CTA) il Prof. Avv. Raffaele Lener e il Dott. Francesco Fioretto che si sono insediati il 28 marzo 2026.»
(Fonte: Banca d’Italia)
«Bff Bank in caduta libera a Piazza Affari dopo la notizia che Bankitalia ha nominato due commissari nell'istituto. I titoli, che in avvio non riuscivano a fare prezzo, sono arrivati a cedere oltre il 60%.
Raffaele Lener e Francesco Fioretto sono i due commissari indicati dalla Banca d'Italia in temporaneo affiancamento al board, per «coadiuvarlo nel rapido processo di risanamento del quadro operativo-contabile e nella gestione delle azioni rimediali nel comparto creditizio afferente al business del factoring e del sistema di controlli interni, già avviate dalla banca».
Ad ogni modo il cda e il collegio sindacale continuano a mantenere i pieni poteri e le proprie facoltà decisionali invariate.» (Fonte: Il Sole 24 Ore Radiocor)
«BFF Bank, perché il titolo è crollato: dai commissari Bankitalia al downgrade
BFF Bank ha vissuto giorni turbolenti a Piazza Affari: nella seduta del 30 marzo il titolo è crollato del 54,94%, passando da circa 3,2 euro a 1,3 euro, per poi recuperare lo 0,49% il 31 marzo e 10,9% il 1° aprile.
Il crollo è arrivato dopo che Banca d’Italia ha nominato due commissari temporanei a supporto del consiglio di amministrazione, a seguito di irregolarità contabili nel business del factoring.
Il factoring è un’attività bancaria che consiste nell’acquistare crediti commerciali di aziende, cioè somme che i clienti devono pagare, anticipando denaro e gestendo il rischio di insolvenza. È un settore delicato perché errori nella classificazione dei crediti o nella registrazione dei pagamenti possono avere ripercussioni importanti sul bilancio della banca. Da inizio anno BFF ha perso circa -84%.
Commissari temporanei e criticità contabili
Banca d’Italia ha affiancato al consiglio di amministrazione i commissari Raffaele Lener e Francesco Fioretto, con l’obiettivo di supervisionare le azioni correttive. Il Cda mantiene comunque pieni poteri decisionali, ma l’intervento serve a garantire che le irregolarità contabili vengano sanate e che la gestione del rischio sia rafforzata.
Le indagini hanno rilevato irregolarità per circa 1,3 miliardi di euro, legate alla classificazione dei crediti e al calcolo degli interessi di mora, ovvero i costi aggiuntivi dovuti in caso di ritardo nei pagamenti.
Gran parte di questi crediti riguarda lo Stato italiano, considerato solvibile anche se spesso paga in ritardo; quindi, la banca prevede un impatto limitato sui conti.
Misure correttive e ratio patrimoniali
Il Ceo Giuseppe Sica ha dichiarato che BFF Bank ha opzioni più semplici dell’aumento di capitale nel caso in cui le criticità facciano peggiorare i ratio patrimoniali, cioè gli indicatori che misurano quanto capitale la banca ha a disposizione rispetto ai rischi assunti. Questi ratio servono a capire se la banca ha margine sufficiente per coprire perdite e obblighi verso clienti e investitori. Sica ha chiarito che anche nello scenario peggiore, in cui la riclassificazione dei crediti riguardasse l’intero importo di 1,3 miliardi, la banca resterebbe di pochi punti base sopra o sotto il minimo regolamentare richiesto, mantenendo quindi la possibilità di operare senza emergenze immediate.
Moody’s e Equita abbassano il giudizio sulla banca
Le agenzie di rating, come Moody’s, valutano la solidità finanziaria di banche e imprese, assegnando un giudizio (il “rating”) che indica il rischio di insolvenza o difficoltà a rimborsare debiti. Moody’s ha tagliato i rating di BFF Bank sui depositi e sul debito senior da Baa2 a Baa3/Prime-3 e da Ba2 a Ba3, mettendoli sotto osservazione per un possibile ulteriore declassamento.
Un rating più basso significa che la banca è considerata più rischiosa per chi vi deposita soldi o acquista titoli emessi dalla banca. Anche gli analisti di Equita Sim hanno abbassato il giudizio sul titolo da “hold” (tenere in portafoglio) a “reduce” (ridurre la posizione), con un target price tagliato da 6 a 2,5 euro. Il target price è il prezzo stimato dagli analisti che riflette il valore “reale” dell’azione, basato su rischi e prospettive future.
Accantonamenti e protezione del capitale
Per far fronte ai rischi legali e contabili, BFF Bank ha già accantonato circa 70 milioni di euro, fondi messi da parte per coprire eventuali perdite. Inoltre, la banca sta analizzando i pagamenti dal 2015 al 2025 per stimare gli effetti sulle attività e ridurre l’incertezza.
Per BNP Paribas è opportunità di investimento
Nonostante le difficoltà, alcuni investitori continuano a puntare sul titolo. BNP Paribas, ad esempio, ha superato il 3% del capitale della banca tramite operazioni di trading, chiarendo che non intende influenzare la gestione, ma sfruttare il titolo come opportunità di investimento.»
(Fonte: Finanzainpage del 02.04.2026)
«BFF in pillole: a volte ritornano (gli sciacalli)
Tra riclassificazioni miliardarie e crolli in Borsa, il caso BFF riaccende i timori su speculazione e tutela dei risparmiatori
Dopo aver assistito al tentativo di assalto (fallito) sui crediti di Banca Progetto, vedremo le stesse mani all’opera su BFF Banca? Il comunicato stampa che annunciava il commissariamento di BFF anticipava importanti riclassificazioni: da 800 milioni di euro a 1,3 miliardi di euro. Cifre enormi rispetto alle dimensioni della banca, da far tremare le vene ai polsi, perché normalmente sono cifre in grado di mandare a gambe all’aria una banca delle dimensioni di BFF. E quindi il titolo crolla.
Il comunicato stampa però ricordava in modo criptico: “Tali esposizioni in past due sono relative a crediti verso il settore pubblico, con una trascurabile loss given default”. Cosa significa? Che rispetto all’esposizione creditizia al momento del default, si recupera praticamente quasi tutto. E quindi? Quindi in base alla CRR non dovrebbero occorrere accantonamenti specifici significativi. Quindi MF spiega l’ovvio rispetto alla riclassificazione del 2024: “Da qui è emerso il paradosso che più ha colpito gli osservatori: a fronte di 1,4 miliardi di crediti classificati come past due, gli accantonamenti si sono fermati a soli 0,7 milioni. La spiegazione risiede nella natura dei debitori: la pubblica amministrazione può accumulare ritardi nei pagamenti ma non presenta un rischio reale di insolvenza.”. E dopo questa spiegazione di MF, evidentemente dovuta, il titolo di BFF rimbalza macroscopicamente. Del resto credo che una buona parte di questi crediti svalutati nel 2024 siano già stati recuperati da BFF.
Allora i crediti di BFF sono decisamente meglio di quelli di Banca Progetto. Tendenzialmente in BFF se un credito viene riclassificato, si recupera tutto. E mentre su Banca Progetto bisognava sperare che MCC non contestasse l’escussione della garanzia, in modo da poter recuperare 80 per cento garantito, su BFF i crediti sono normalmente garantiti dalla natura del debitore. Certo qualche problema potrà anche capitare (ad esempio cessione di crediti inesistenti), ma finché l’incidenza è modesta, problemi reali non ci sono. Ed in caso di problemi nel factoring, resta sempre la retrocessione al cedente. In più, mentre i crediti di Banca Progetto erano sofferenze vere (nessun rendimento), i crediti di BFF hanno un bel rendimento attaccato, perché si applica il tasso previsto dal D.lgs. 231/2002 (tasso base +8 per cento).
Se questi crediti sono così buoni, NPL per finta, garantiti al 100 per cento e per giunta con un bel rendimento, ci si può aspettare che i soliti noti visti all’opera su Banca Progetto si facciano vivi anche in questo caso.
Bisogna rifarsi del mancato affare su Banca Progetto, con gli interessi (è proprio il caso di dirlo). Magari la Vigilanza costringerà BFF a svalutare questi crediti o a stornare gli interessi di mora, a differenza di quanto avvenuto nel 2024, e se i fondi speculativi saranno proprio fortunati, costringerà anche la banca a vendere questi crediti svalutati, a sconto rispetto al valore nominale. Allora sì che i fondi speculativi potranno fare un bel affare, migliore di quello che si auspicava su Banca Progetto.» (Fonte: BFF in pillole: a volte ritornano (gli sciacalli) di Banchiere Bruno, 23.04.2026, Gli stati generali)