CARLO COTTARELLI SULL'ORO ITALIANO

CARLO COTTARELLI SULL'ORO ITALIANO

Milano, 15 dicembre 2025. Di Chara Sanvito.

“Con questo emendamento l'oro diventa ufficialmente del popolo italiano.
Un'affermazione di principio che nella sostanza non cambia niente perchè l'oro continuerà a essere usato come riserva, strategia che si utilizza soltanto per situazioni estremamente gravi”.
“L'oro - 280 miliardi di valore - con questa proposta diventerebbe del popolo italiano e non più della Banca d'Italia.
Però non viene a voi, calmiamo subito degli entusiasti.
Attualmente a chi appartiene questo oro?
Sui siti della Banca d'Italia dice che appartiene alla Banca d'Italia, infatti sta  all'attivo sul bilancio della Banca d'Italia.
Perché questo è considerato un problema?
È vero che l'oro appartiene alla Banca d'Italia, ma a chi appartiene la Banca d'Italia?
La Banca d'Italia appartiene alle banche, alle banche commerciali pur essendo un istituto di diritto pubblico appartiene alle banche non come azioni, ma come partecipazioni.
Tra le banche ci possono essere delle banche straniere o un pezzo di una banca italiana che può essere di proprietà degli stranieri.
Quindi è possibile a un certo punto che qualche straniero in qualche modo legale riesca ad appropriarsi dell'oro della Banca d'Italia, cioè l'oro degli italiani.
In realtà non è così perché lo statuto della Banca d'Italia dice che i diritti di questi partecipanti al capitale della Banca d'Italia sono estremamente limitati, sono zero per tutto quello che riguarda la gestione della politica volontaria compreso la gestione delle riserve valutarie e l'oro fa parte delle riserve valutarie.
Quindi non c'è proprio modo in cui qualche straniero possa impossessarsi dell'oro della Banca d'Italia.
Con questo emendamento comunque che sarà approvato, l'oro diventa ufficialmente del popolo italiano, che peraltro non ha una personalità giuridica quindi non si capisce bene che cosa.
È un'affermazione di principio che nella sostanza non cambia niente, perché l'oro continuerà a essere usato come riserva strategica che si utilizza soltanto per situazioni estremamente gravi, come una guerra o qualcosa di questo genere.
L'oro rimarrà lì e quindi possiamo essere contenti che adesso appartiene un po' a tutti, al popolo italiano”. 
Così Carlo Cottarelli a Che tempo che fa su canale NOVE.
Sul tetto al contante: “Nel 2024 c'era stato un regolamento europeo che diceva che a partire da metà del 2027 ci sarebbe stato nell’Unione Europea un tetto a 10.000 euro.
Allora l'Europa ci dice che il tetto deve essere a 10.000 euro, non a 5.000 euro, ma attenzione!
Quel tetto a 10.000 euro era stato introdotto a finalità di antiriciclaggio.
Il nostro tetto a 5.000 euro …ha finalità di evitare l'evasione fiscale, fondamentalmente.
Aumentare la tracciabilità dei pagamenti.
Tra l'altro l'anno scorso i pagamenti fatti con carte di credito hanno superato quelli fatti in contatto.
Quindi il paese sta già andando in quella direzione.
Non c'è nessuno al momento che va a fare una spesa che abbia bisogno di 10.000 euro per andare a comprare il prosciutto, il formaggio, e così via.
Mi sembra più che altro un segnale sbagliato, perché dice che l'utilizzo dei pagamenti elettronici forse non è una buona idea".