Il Nuraghe Sa Domu Beccia di Uras. Le sue ciclopiche pietre rubate per costruire la "Carlo Felice"
Cagliari, 14 dcembre 2025. Di Pierluigi Floris
Esattamente 200 anni fa veniva demolito uno dei nuraghi più grandi e maestosi mai documentati⚠️
Stiamo parlando del nuraghe Sa Domu Beccia di Uras (Oristano) un nuraghe che venne accostato a giganti come il Santu Antine di Torralba ed il Losa di Abbasanta.
[Tale scellerata decisione fu opera dell’ingegnere piemontese Giovanni Antonio Carbonazzi, progettista e direttore dei lavori dell’odierna 131. - NDR]
Tra le principali testimonianze scritte troviamo quella di Vittorio Angius, scrittore, poeta e politico dell’800.
Angius scrisse di come fosse imponente questo nuraghe, con una torre che si conservava con più ambienti.
Non passarono inosservate nemmeno le dimensioni imponenti dell'antemurale.
Ma la caratteristica che rende unico questo nuraghe la troviamo all’interno della torre principale.
Non basta che il piano di calpestio interno risulti abbondantemente più basso rispetto a tutto il resto, ma è anche l’unica torre conosciuta ad oggi che presenta ben 3 meravigliose scale (1 nel corridoio d’ingresso e 2 dentro le nicchie) che conducevano alle camere superiori.
Ma cosa accadde?
Purtroppo tra il 1822 ed il 1825 il nuraghe venne completamente demolito.
I suoi blocchi ciclopici di basalto vennero frantumati e trasformati in selciato per la costruzione della strada Carlo Felice.
A denunciare lo scempio fu il Generale Alberto La Lamarmora [piemontese anche lui - NDR]
Quel gigante composto da una torre principale immensa, tre torri secondarie e circa 7 torri perimetrali venne completamente raso al suolo.
Si stima che dalle sue pietre si ricavarono circa 15 km di strada.
Oggi possiamo osservare la base di questo gigante grazie agli scavi archeologici svolti tra il 1988 e il 2014 dove è stato individuato un bellissimo pozzo profondo 11 metri e un esteso villaggio attorno al nuraghe.
Nonostante siano rimasti pochi metri di elevato è impossibile non stupirsi dinnanzi a questo meraviglioso gigante depredato.