NO ALLE NUOVE SERVITU' CARCERARIE IN SARDEGNA. ENNESIMA "SERVITU'" IMPOSTA DA CHI "USA" QUESTA TERRA ANZICHE' SERVIRLA

NO ALLE NUOVE SERVITU' CARCERARIE IN SARDEGNA. ENNESIMA "SERVITU'" IMPOSTA DA CHI "USA" QUESTA TERRA ANZICHE' SERVIRLA

Giannina Puddu, 27 maggio 2026.

L'Assotzju Consumadori Sardigna,  la Confederazione Sindacale Sarda, l'Associazione SaDefenza  e  il Gruppo Socialismo Diritti Riforma- Ufficio Studi G.M. Angioy CSS, hanno organizzato, insieme, l'Incontro – Dibattito NO ALLE NUOVE SERVITU' CARCERARIE, per il 30 Maggio 2026, alle  ore 9,30, presso l'HANGAR - La Casa del Quartiere IS MIRRIONIS, Via Nebida, 36 a Cagliari.

Relatori: dott.ssa Maria Grazia Calligaris - Prof. Gianni Loi

Sul principio della Territorialità della pena, è prevista la  testimonianza diretta di Renato Soru, già Presidente della Regione  Sardegna.

Tutti sono  invitati a partecipare e a intervenire.

L'iniziativa parte dal discutibile piano del Governo sul 41-bis che prevede, tra l'altro, che dei 7 istituti esclusivamente dedicati al "carcere duro" a livello nazionale, ben 3 si troveranno in Sardegna: Uta, Bancali e Badu 'e Carros.
Un peso insostenbile per l'isola che arriverebbe a ospitare fino a 240 boss su un totale nazionale di circa 750.

E', oggettivamente, impensabile che quasi un terzo dell'intera massima sicurezza italiana sia concentrata in un solo territorio che, per la sua natura, è totalmente estraneo a tali fenomeni di criminalità organizzata.

La presenza, che si auspica sia decisamente ridimensionata, di 240 tra i peggiori delinquenti italiani con, al seguito, le rispettive "famiglie" e "combriccole" porterebbe un violento inquinamento del tessuto sociale sardo, oltre a gravissimi problemi di sicurezza, mai vissuti prima.

L'Associazione di fatto  Sa Defenza, pone al primo posto Il suo No al "Trasferimento di Massa" e la sproporzione nazionale.
La nostra protesta nasce in risposta ai piani di riorganizzazione e ai provvedimenti che prevedono la concentrazione nell'isola di un numero elevatissimo di detenuti sottoposti al regime di massima  sicurezza (41-bis).

Personalmente, ritengo che questi BOSS dovrebbero essere rinchiusi negli stessi territori che li "producono", evitando, con la stessa attenzione che si dedica al contenimento di un'epidemia contagiosa, che si diffonda il morbo in altre aree.

Se questi territori non avessero gli spazi adeguati a tale "accoglienza", premesso un immenso stupore (!), si provveda alla bisogna e senza indugio, effettuando un investimento di finanze pubbliche che si ripagherebbe da sè, grazie al conseguente risparmio di risorse di sicurezza che, altrimenti, dovrebbero coprire altre aree come la Sardegna...

Il Governo centrale non può creare nuovi problemi nei territori con scelte di assoluto non-senso come questa.