È sul tavolo del Consiglio dei Ministri un progetto presentato da Enel Green Power S.r.l. che prevede l’installazione di 12 maxi pale eoliche dell’altezza di 200 metri ciascuna nel pregevole territorio collinare compreso tra i comuni di Sanluri, Sardara e Villanovaforru e, in parte, in quello di Furtei, dove dovrebbe essere realizzato un maxi impianto di stoccaggio.
Inizialmente nel progetto era coinvolta anche Saras, che si proponeva di alimentare la produzione di idrogeno verde per la propria raffineria.
L’azienda petrolchimica ha però formalizzato nei giorni scorsi la rinuncia definitiva all’iniziativa e, di conseguenza, è venuto meno il proposito iniziale che, secondo le aziende coinvolte, avrebbe dovuto sostenere la produzione di energia pulita nell’ambito della transizione ecologica.
Enel Green Power, tuttavia, non rinuncia al progetto, svelando di fatto — secondo il comitato — come si tratti di una mera operazione commerciale ai danni di questo territorio e delle sue comunità, che non sono mai state coinvolte e che non riceverebbero alcuna compensazione nel caso in cui il Governo italiano dovesse approvarlo.
Le stesse colline sono inoltre interessate da altri due progetti analoghi, che prevedono l’installazione di ulteriori 14 aerogeneratori.
E, come se non bastasse, nel territorio sono già presenti dieci pale eoliche alte 40 metri.
Il Comitato “Salviamo Sant’Antiogu Becciu”, nato per la rinascita della chiesetta campestre situata proprio in quell’area, esprime forte preoccupazione e contrarietà rispetto a questa prospettiva, anche perché una delle nuove mega pale dovrebbe sorgere a poche centinaia di metri dal luogo di culto.
Inoltre, per consentire il trasporto delle componenti, verrebbe interessata l’area del parco con la distruzione di diverse opere e di numerose essenze arboree piantumate dagli scolari, ciascuno dei quali ha adottato una piantina apponendovi il proprio nome.
La chiesetta, che fino a pochi anni fa era un rudere dimenticato, è stata recuperata dal degrado grazie a un’iniziativa fortemente voluta dalle Pro loco di Sanluri e Villanovaforru come forma di protesta contro la speculazione ambientale, considerato che quattro delle dieci pale già esistenti sorgono praticamente a ridosso del sito.
I 500 soci del comitato sono impegnati nelle più diverse attività per la realizzazione di un parco alberato, coinvolgendo scuole e associazioni. Nell’area sono stati inoltre realizzati diversi servizi, tra cui un pozzo e un impianto fotovoltaico a isola che garantisce l’autonomia energetica del sito.
“Questo è un luogo a disposizione delle comunità”.
Il progetto “Salviamo Sant’Antiogu Becciu” rappresenta, secondo i promotori, un esempio riuscito di cittadinanza attiva e identità sociale, che ha ricevuto riconoscimenti e apprezzamenti anche da Fai, da Italia Nostra Sardegna e dal Rotary International.
Sabato 1° agosto, proprio nel parco della chiesetta, si terrà una manifestazione promossa dal comitato locale “Su Entu Nostu”, per la quale anche gli “Amici di Sant’Antiogu Becciu” rivolgono un accorato appello alla partecipazione dei cittadini, con l’obiettivo di salvare nuovamente la chiesetta e tutelare quello che viene definito il bene più prezioso del territorio: la bellezza del paesaggio.