La scoperta è stata presentata a Oristano durante un convegno promosso dall’Istituto di Storia e Archeologia della Sardegna (Istar), dedicato alla figura e agli studi di Paolo Gaviano. Il direttore scientifico dell’Istituto, Gianpaolo Mele, ha spiegato che Eleonora d’Arborea sarebbe stata sepolta nella cappella di San Bartolomeo della cattedrale di Santa Maria Assunta, anticamente definita “sepolcro anticorum nostrorum” della dinastia arborense.
Secondo Mele, un elemento di particolare interesse è rappresentato dallo stemma visibile nell’antica cappella di San Bartolomeo, corrispondente all’attuale Battistero. Lo stemma mostra i pali catalani, privi dell’albero sradicato, dettaglio che fornisce nuovi spunti sull’origine e sulla committenza dell’opera, attribuibile con ogni probabilità a Ugone II.
La documentazione storica analizzata rafforza l’identificazione della cappella di San Bartolomeo come luogo sepolcrale dei giudici d’Arborea, confermando quanto già ipotizzato da Paolo Gaviano in un articolo del 2000. Mele sottolinea che questa tesi potrebbe superare molte delle precedenti ipotesi alternative, prive di riscontri documentari, secondo cui la tomba di Eleonora non si troverebbe a Oristano.
Nel corso dell’intervento, Mele ha ricordato il contributo di Gaviano, a partire dall’analisi del testamento di Ugone II del 1335, che individua la cappella di San Bartolomeo come sepolcro dinastico. Un quadro oggi ulteriormente confermato dai rinvenimenti documentari di Raffaele Cau.
“La documentazione riaffiorata di recente conferma in maniera assolutamente incontrovertibile che i sepolcri degli Arborea sono indicati nella cattedrale di Oristano”, ha spiegato Mele. “Nel testamento di Ugone II, Giudice di Arborea e nonno di Eleonora d’Arborea, c’è un chiaro riferimento alle sepolture dei Giudici. Redatto nell’aprile del 1335, il testamento afferma che gli antenati del Giudice erano tumulati nella cattedrale di Oristano. Ugone II, aggiunge che stava edificando una nuova cappella intitolata a San Bartolomeo, sostituendo una precedente costruzione.
La chiave del mistero era proprio la localizzazione della cappella, precedentemente ritenuta nel terreno del Seminario. Un documento scoperto da Raffaele Cau dimostra invece che la cappella sarebbe invece a ridosso dell’altare maggiore della Cattedrale. Qui è visibile lo stemma dei pali catalani senza l’albero diradicato”.
Mariangela Rapetti, docente dell’Università di Cagliari, ha contribuito al dibattito ripercorrendo le acquisizioni storiografiche più recenti legate agli studi di Gaviano. Al centro delle sue considerazioni il testamento di Ugone II, fondamentale per comprendere l’organizzazione dello spazio sepolcrale e il ruolo della cappella di San Bartolomeo come luogo unitario destinato alla famiglia giudicale.