RIDATECI IL POSTINO!!!

RIDATECI IL POSTINO!!!
Il primo settembre del 1994 Il Postino con Massimo Troisi e Philippe Noiret fu presentato fuori concorso al Festival di Venezia. Il Postino rappresenta il testamento artistico e morale della poetica cinematografica di Troisi, letteralmente il film della vita. Fonte: latestatamagazine.it

Giannina Puddu, 22 maggio 2026.

Il fenomeno della sostituzione dei portalettere a tempo indeterminato con personale precario è legato a una progressiva riorganizzazione aziendale avviata e gestita su larga scala sotto la guida dell'Amministratore Delegato Francesco Caio che ha guidato l'azienda dal 2014 al 2017 su nomina del Governo italiano, con Matteo Renzi Presidente del Consiglio e Pier Carlo Padoan Ministro dell'Economia e delle Finanze.
Successivamente, l'attuale AD Matteo Del Fante, nominato per la prima volta Amministratore Delegato di Poste Italiane nel 2017 dal Governo Gentiloni e, ancora, Pier Carlo Padoan al Ministero dell'Economia e delle Finanze, continua a fare ampio ricorso a contratti a tempo determinato (CTD) per i portalettere.
Le  sigle sindacali hanno contestato l'elevato turnover e l'alta percentuale di contratti precari dei portalettere, ma con zero risultato...
Matteo Del Fante è stato nominato Amministratore Delegato di Poste Italiane per quattro mandati consecutivi diventando, di fatto, il RE di Poste italiane.
Sul sito di Borsa Italiana, alla data di oggi si legge che le azioni di Poste italiane sono di proprietà di:
Cassa Depositi e Prestiti S.p.A.  35 %
Ministry of the Economy and Finance 29,26 %
Altri investitori 23,36 %
Azionisti singoli 11,46 %
Azioni proprie 0,92 %

Fonte: Cofisem - Ultimo aggiornamento: 2026-05-21.

Pertanto, oltre il 64% di Poste Italiane è detenuto dallo Stato (tramite il MEF e CDP).
Mentre, gli azionisti privati, per un totale pari a circa il 35%.
Investitori Istituzionali per circa il 23%, Fondi di investimento globali come BlackRock e The Vanguard Group, banche e casse di previdenza come Enpam.
Investitori Individuali/Retail per circa l'11%.
Poste Italiane continua a registrare utili record, con un utile netto che ha superato i 2,2 miliardi di euro e dividendi in crescita per gli azionisti sopra citati che, felicemente, incassano.
Gli utili netti annuali dal 2016 ad oggi:
  • 2016: € 0,62 miliardi
  • 2017: € 1,09 miliardi
  • 2018: € 1,39 miliardi
  • 2019: € 1,34 miliardi
  • 2020: € 1,21 miliardi
  • 2021: € 1,58 miliardi
  • 2022: € 1,50 miliardi
  • 2023: € 1,90 miliardi
  • 2024: € 1,99 miliardi
  • 2025: 2,22 miliardi

Si può notare il "salto" del valore, quasi raddoppiato,  con la cura iniziale applicata da Francesco Caio...

Il 13 novembre del 2025, il quotidiano La Repubblica uscì con Poste, utile netto a 1,8 miliardi: “Miglior risultato dalla quotazione”.

La quotazione di Poste Italiane è stata decisa dal Governo guidato dallo stesso Matteo Renzi e il debutto ufficiale e l'avvio delle negoziazioni in Borsa erano state del 27 ottobre 2015.

Questa "splendida" performance finanziaria fa da contraltare a una valanga di disservizi che continuano a generare forti disagi per i cittadini e polemiche sindacali ad oggi, inutili...

I principali punti di scontro evidenziati dai sindacati e dalle associazioni dei consumatori riguardano due facce della stessa medaglia:
  • Ritardi e mancati recapiti: Da tempo si registrano gravi ritardi nella consegna della corrispondenza ordinaria e degli oggetti a firma.
  • Scadenze a rischio: La mancata ricezione nei tempi utili di bollette, fatture e atti giudiziari comporta per gli utenti il rischio di pagare interessi di mora o subire sanzioni.
  • Disagi per le fasce deboli: Le categorie più vulnerabili, come gli anziani che hanno meno dimestichezza con i servizi digitali, sono le più penalizzate dalla riduzione degli orari degli uffici postali e dalla carenza di personale.

Su lavocediasti.it, il 20 maggio 2026: “Disservizi perfetti”, la denuncia dei sindacati: “Poste Italiane scarica i tagli su anziani e lavoratori”

Il risultato è un aumento dei carichi di lavoro e dello stress per il personale in servizio, con zone diventate talmente estese che per i portalettere è diventato impossibile completare la consegna all’interno dell’orario di lavoro. La conseguenza è che molta corrispondenza viene riportata indietro e resta giacente: “all’interno dei centri sotto i banchetti di parecchie zone c’è parecchia corrispondenza giacente”.

Tra questa "corrispondenza giacente",  in migliaia di casi (se non decine o centinaia di migliaia...),  sono comprese anche Raccomandate per le quali, il portalettere, non ha neppure lasciato l'avviso di giacenza al destinatario.

I destinatari ignari (esclusi tutti gli stupidi che credono di azzerare gli effetti del contenuto di una Raccomandata solo perchè non la ritirano...) sono destinati a subire gli effetti della Raccomandata non ricevuta, non segnalata, come se l'avesse ricevuta, perchè questo è quanto prevede la "presunzione di conoscenza", regolata nel nostro ordinamento da norme "cardine" del Codice Civile e della procedura civile. 

1) Atti tra privati, contratti e disdette: Si applica l'art. 1335 del Codice Civile. Questa norma stabilisce che una dichiarazione si reputa conosciuta nel momento in cui giunge all'indirizzo del destinatario, a meno che questi non provi di essere stato, senza sua colpa, nell'impossibilità di averne notizia.

Impossibile provare di essere stati "nell'impossibilità di averne notizia". Cioè, è impossibile, per un normale cittadino,  dimostrare che il portalettere non abbia stampato il foglietto che annuncia la giacenza della Raccomandata. E' impossibile, per il normale cittadino,  dimostrare che il portalettere abbia stampato (magari a casa sua...) il foglietto e che non lo abbia lasciato nella cassetta della posta del destinatario.

2) Atti giudiziari e cartelle esattoriali: Si applica l'art. 8 della Legge 890/1982. In questo caso, se il destinatario è assente, la raccomandata viene depositata nell'ufficio postale e la notifica si considera legalmente avvenuta decorsi 10 giorni dalla data di spedizione dell'avviso di giacenza.

Dal punto di vista dei destinatari vale quanto espresso al punto 1).

Concludendo, gli stessi Governi che nominano gli AD di Poste italiane con l'obiettivo primario di sfornare utili sacrificando la qualità del servizio, sono gli stessi che non hanno adeguato la norma relativa al servizio di recapito affinchè questo e soprattutto nei casi più importanti quale è l'effettiva ricezione di una Raccomandata, possa definirsi certo, oltre ogni ragionevole dubbio.

La situazione è tale per cui, se il portalettere con contratto a termine, non preparato, non istruito a dovere e non motivato, non vi consegna la Raccomandata o l'Avviso di Raccomandata, comunque, la Raccomandata si dà per ricevuta e matura effetti, per legge!

Secondo la giurisprudenza della Corte di Cassazione, la mancata consegna della raccomandata unita all'omesso rilascio dell'avviso di giacenza rende nulla la notifica e non produce alcun effetto legale. 
Il mittente (non il destinatario) ha l'onere di provare non solo la spedizione, ma anche l'avvenuta immissione dell'avviso nella cassetta postale.
Ma, questa soluzione, la cui efficacia sarebbe tutta da dimostrare con azioni legali onerose, è la conferma di un grave e diffuso disservizio di Poste Italiane che dovrebbe essere costretta ad una più seria gestione dei servizi di consegna.
Il 10 gennaio 2016 (preistoria...) il Giudice di Pace di Taranto aveva ritenuto nulla la notifica effettuata da uno dei portalettere assunti da Poste Italiane con contratti precari a tre mesi: giovani disoccupati, cioè, con rapporto di lavoro a tempo determinato, chiamati anche “trimestrali”.
Da allora, nulla è cambiato, anzi, pare che la situazione sia peggiorata.
Serve il Postino come era una volta, formato a dovere, assunto con contratto a tempo indeterminato, così che abbia il tempo e la serenità per imparare a conoscere il territorio e i suoi abitanti tornando ad essere ciò che era, un professionista affidabile amico della gente.