L’associazione ambientalista, rappresentata dall’avvocato Carlo Augusto Melis Costa, ha già depositato il proprio intervento davanti al Tar Sardegna, dove l’8 luglio è in programma l’udienza cautelare.
Al centro della contestazione c’è il progetto Tavolara Bay, promosso da una società partecipata dal gruppo brasiliano Jhsf Participações, proprietario della catena alberghiera di lusso Fasano.
L’intervento interessa un’ampia area costiera tra Cala Finanza e Punta La Greca, di fronte all’isola di Tavolara.
Secondo il GrIG, dalle recenti ricostruzioni giornalistiche stanno emergendo “particolari inquietanti” legati all’operazione immobiliare, compresa l’ipotesi di un possibile sostegno pubblico al progetto.
L’iniziativa complessiva prevede la realizzazione di un hotel a cinque stelle con 50 camere, 30 ville di grandi dimensioni, ristoranti, attività commerciali e turistiche, un porto turistico e un campo da golf.
“Noi del GrIG ci siamo, per difendere le coste e la legalità”, ha affermato il presidente dell’associazione, Stefano Deliperi, che ribadisce la volontà di contrastare quella che il gruppo definisce una “speculazione immobiliare” su un tratto particolarmente pregiato del litorale gallurese.
La vicenda è inoltre al vaglio della Procura di Tempio Pausania, che sta svolgendo accertamenti anche sulla base di segnalazioni presentate dalla stessa associazione ambientalista.
Intanto, sul fronte politico-amministrativo, il sindaco di Loiri Porto San Paolo, Francesco Lai, ha deciso di portare in Consiglio comunale la revoca della variante urbanistica collegata al progetto.
Il colpo di scena è arrivato in apertura dell’ultimo Consiglio comunale, quando il sindaco Francesco Lai ha annunciato la convocazione di una nuova assemblea civica per ritirare la delibera approvata nel novembre 2025, quella che aveva dato il via libera alla variante urbanistica dell’area di Cala Finanza.
Un passaggio considerato indispensabile per la realizzazione del campeggio a cinque stelle promosso dalla società Tavolara Bay.
La decisione rappresenta una netta inversione di rotta rispetto alle scelte compiute dall’amministrazione nei mesi scorsi e arriva dopo le forti contestazioni che hanno accompagnato il progetto, ritenuto da molti incompatibile con la tutela di uno dei tratti costieri più pregiati del territorio.
Alla svolta politica si aggiunge anche quella amministrativa. L’assessore comunale Riccardo Biancu ha infatti rassegnato le dimissioni.
Biancu è fratello di Alberto Biancu, amministratore delegato della società Tavolara Bay.
L’ormai ex assessore ha precisato di non essersi mai occupato direttamente del progetto e di aver scelto di lasciare l’incarico esclusivamente per ragioni di trasparenza.
Durante il dibattito in aula non sono mancati i momenti di forte tensione.
Il consigliere di opposizione Elio Decandia ha chiesto le dimissioni del sindaco Francesco Lai, ritenendo insufficiente il semplice ritiro della delibera.
La replica del primo cittadino è stata immediata: “Anche la minoranza ha votato a favore della delibera di novembre, dimettetevi”.
Lo scontro politico è quindi tutt’altro che concluso.
Anzi, il dietrofront dell’amministrazione rischia di aprire una nuova fase di polemiche su una vicenda che continua a dividere la comunità e che, tra approvazioni, contestazioni e ripensamenti, sembra destinata ad aggiungere ancora nuove puntate alla lunga telenovela di Cala Finanza.
Una decisione che potrebbe incidere sul futuro dell’intervento previsto lungo la costa di Cala Finanza.