GUARDATE COSA SUCCEDE A CARACOLI DOVE IMPERVERSA IL CANTIERE DI TERNA...

GUARDATE COSA SUCCEDE A CARACOLI DOVE IMPERVERSA IL CANTIERE DI TERNA...
Immagine pubblicata da Esperonews.it che mostrano un tratto interrato dell’acquedotto Cornelio, costruito in opera cementizia e datato tra la fine del II e agli inizi del I sec. a. C, distrutto durante le attività di cantiere...

Giannina Puddu, 26 giugno 2026.

Si è costituito  il Comitato "Città porto per un futuro sostenibile", che si racconta come segue: vede l'adesione di cittadini e cittadine di Termini Imerese, con l'obiettivo di tutelare la città da eventuali svolte che potrebbero segnare, in maniera irreversibile, il futuro del territorio.
L’argomento ad oggi in questione è la possibile futura destinazione d’uso del porto di Termini Imerese, che L'Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale sembra volere attribuire al quasi esclusivo traffico commerciale, con prevalenza di navi adibite al trasporto di merci “varie e alla rinfusa” che verrebbero scaricate sulle banchine, per poi successivamente essere smistate altrove generando un elevato e insostenibile inquinamento atmosferico, acustico e visivo in prossimità del centro storico.
Tale volontà dell’AdSP è facilmente deducibile dalla proposta di modificare l’attuale Piano regolatore spostando l'approdo turistico (previsto in prossimità del centro storico, del Grand Hotel delle Terme e della spiaggia) lontano dal centro abitato, a ridosso della strada di collegamento con la zona industriale.
Se tale ipotesi dovesse trovare realizzazione, l'intera zona storica e delle terme vedrebbe per sempre tramontare la speranza di una valorizzazione turistica; subirebbe, anzi, un ulteriore degrado, a causa dell'inevitabile e conseguente inquinamento generato dalle attività delle grandi navi commerciali che sarebbero collocate, paradossalmente, nella zona portuale col più alto potenziale di sviluppo urbano.
Per una città costiera il mare rappresenta una ricchezza dal punto di vista naturalistico e un importante opportunità a livello economico, il luogo privilegiato verso cui rappresentare se stessa e in relazione al quale fissare la propria identità e sviluppo.
Tante città nel mondo hanno già vissuto un rapido e sostenibile sviluppo proprio convertendo le zone portuali sottoutilizzate e degradate in luoghi urbani vitali ed attrattivi.
Termini Imerese non può che seguire i numerosi esempi di sviluppo simbiotico tra città e porto, respingendo qualsiasi tentativo prevaricante della AdSP, che comprometterebbe lo sviluppo turistico della città.
La città, ormai in piena fase post-industriale ha la necessità di avviare una nuova fase di sviluppo economico, sia urbano che territoriale, riproponendosi come centro integrato turistico, commerciale e produttivo.
Il comitato si propone di acquisire informazioni e, al contempo, di richiedere dettagliate notizie all'Amministrazione Comunale in merito agli intendimenti in proposito.

Comitato "Città Porto per un futuro sostenibile" sta monitorando le attività di Terna che ha aperto il cantiere per il famigerato Tyrrhenian Link per il quale ha deciso che  la stazione di conversione sarà a Caracoli, nel comune di Termini Imerese (PA).

Terna aveva presentato l’istanza per l'autorizzazione della tratta Ovest del Tyrrhenian Link (il collegamento sottomarino tra Sicilia e Sardegna) alla fine di aprile 2022, perfezionando la richiesta al Ministero della Transizione Ecologica (ora MASE) a maggio dello stesso anno.
A settembre 2023 il MASE aveva rilasciato l'autorizzazione definitiva. Ahinoi!!!

All'inizio del mese di gennaio 2026 è stata completata la posa del primo cavo sottomarino del ramo ovest. 

La tratta Ovest unisce Termini Imerese (Palermo) a Quartu Sant'Elena (Cagliari).

L'elettrodotto si sviluppa per circa 480 km e, per la prima volta al mondo, raggiungerà profondità sottomarine superiori ai 2000 metri e sai che primato!

Mentre Terna opera, riferisce il comitato  Città Porto per un Futuro Sostenibile riferisce che:

A Caracoli la statale si blocca anche di notte per trasporti eccezionali di Terna.

Risultato: gente in coda fino a tarda notte solo per rientrare a casa propria.

Senza scorta senza avvisi decenti, senza un piano che tenga conto di chi li ci vive.

Non è un disagio di "cantiere " che dura 3 giorni.

È una condizione permanente che ti cambia la vita.

Non puoi organizzare il lavoro non puoi avere un'ambulanza che arriva in tempo, non puoi dormire.

E mentre la città è paralizzata ,chi dovrebbe gestire il traffico è assente.

La beffa è nei 10 milioni di compensazione.

Nati per mitigare il danno a Caracoli, sono stati dirottati altrove.

Così il territorio paga due volte: prima con il cantiere, poi con i soldi che dovevano servire a riparare il danno che spariscono.

Le conseguenze sono concrete: Salute , polveri rumore stress traffico h24.

Patrimonio case che si deprezzano perché chi comprerebbe in una zona isolata e intasa?

Dignità perché sentirsi prigionieri nella propria strada non è accettabile.

Terna porta l'energia, ma l'energia può passare sulla pelle di chi vive a Caracoli senza regole senza contropartite reali.

Un'amministrazione che accetta compensazioni dirottati altrove sta dicendo ai cittadini di Caracoli che valgono meno.

Se non si mette al centro chi subisce il danno, il messaggio è semplice: qui si può passare sopra a tutto.

E una comunità che accetta questo, prima o pi smette di esistere.

Cosa chiedono i residenti di Caracoli che finora nessuno ha ascoltato?.

Un altro  Comitato, il  San Calogero, il 3 settembre 2024 aveva presentato altra denuncia di violazione del patrimonio archeologico-storico locale:

“Durante la realizzazione delle stazioni di conversione elettrica, – scrive il comitato – a servizio dei due rami del collegamento elettrico sottomarino del “Tyrrhenian Link” in Contrada Caracoli a Termini Imerese è stato intercettato, nel cantiere della Terna, un tratto interrato dell’acquedotto Cornelio, costruito in opera cementizia e datato tra la fine del II e agli inizi del I sec. a. C, che portava l’acqua da sorgenti poste a 8 km dalla città: forse il più grande di tutta la Sicilia.

Il suo ritrovamento venne presentato alla stampa con grande enfasi insieme a innovativi percorsi di salvaguardia e valorizzazione. E, con la benedizione di illustri studiosi, venne previsto, non si capisce il motivo, la rimozione e il trasferimento in un altro sito.

Ma da allora del tempo è trascorso e la domanda nasce spontanea: che fine ha fatto l’acquedotto di Contrada Caracoli? Semplice: distrutto.

Questa notizia, che evito di commentare perchè la rabbia che scatena è ingestibile,  era stata data da Esperonews.it.