Ha "PAURA DELLA FIRMA"? PUO' RASSEGNARE LE SUE DIMISSIONI!
Giannina Puddu, 28 aprile 2026.
La cosiddetta Riforma Foti è oggetto di un deciso intervento della Corte dei Conti che il 23 aprile u.s. ha chiesto alla Corte Costituzionale di esprimersi sul testo di legge che si pone “in contrasto insanabile con le norme costituzionali ed eurounitarie che governano la sana e corretta gestione delle risorse pubbliche”.
La simpatica "Riforma" è l'espressione di chi, amando il Potere, vuole tenerselo con tutti gli "Onori", schiacciando il peso degli "Oneri".
In perfetta scia con la cancellazione del reato di "Abuso di Ufficio", già sanzionata dalla UE...
La riforma della responsabilità erariale voluta dal governo Meloni, ha compresso al 30% (scaricando il 70% sulla collettività) il danno risarcibile dai funzionari pubblici in caso di accertata colpa grave.
Secondo gli estensori e i "padri" della riforma, questa servirebbe a favorire la "firma" dei dirigenti.
Ridurre la "paura della firma" che bloccherebbe l'azione amministrativa, causata dal timore di incorrere in responsabilità per danno erariale.
La migliore soluzione per i pubblici funzionari che siano preda della "Paura della Firma" sarebbe quella di rassegnare le dimissioni, ammettendo la propria inadeguatezza al ruolo.
L'efficacia di questa legge, in vigore dal 22 gennaio 2026, è estesa ai procedimenti non ancora conclusi, quindi, è pure retroattiva.
Un grande regalo, fatto dal Governo, a chissà quali funzionari pubblici...
Spulciando si legge che l'efficacia sia tale in relazione a:
- Giudizi Pendenti: Le nuove norme si applicano a tutti i procedimenti e giudizi pendenti che non sono ancora definiti con sentenza passata in giudicato alla data di entrata in vigore (22 gennaio 2026).
- Condotte Pregresse: L'efficacia retroattiva si estende alle condotte compiute prima del 2026, a condizione che il processo relativo non sia già chiuso definitivamente.
- Scudo Erariale: La riforma Foti ha assorbito le logiche dei precedenti "scudi erariali", che erano stati prorogati fino al 31 dicembre 2025, rendendo strutturale la limitazione della responsabilità per colpa grave.
- Applicazione nel Tempo: Secondo i primi commenti, la riforma comporta l'applicazione immediata e retroattiva delle norme più favorevoli, inclusi i limiti al danno quantificabile (il cosiddetto "tetto" o "doppio tetto").
Vito Tenore ha scritto il documento n° 1/2025: LA “PAURA DELLA FIRMA” E “LA FATICA DELL’AMMINISTRARE” TRA MITO E REALTÀ: CATEGORIE REALI O MERA GIUSTIFICAZIONE PER L’IMPUNITÀ NORMATIVA DEGLI AMMINISTRATORI PUBBLICI? DALLA “CORTE DEI CONTI” ALLA “CORTE DEGLI SCONTI” nel quale ha argomentato sulla Riforma Foti, quando ancora non diventata legge.
L' Abstract del testo:
Lo studio si sforza di dimostrare che la “paura della firma”, la “burocrazia difensiva”, la “fatica dell’amministrare” sono categorie sopravvalutate, psicologiche, emotive, umorali, evanescenti e soprattutto prive di qualsiasi riscontro probatorio o di evidenza scientifica sulla ascrizione delle stesse ad iniziative persecutorie della Magistratura penale o contabile.
I sondaggi e gli studi ad oggi effettuati tra i dirigenti confermano tale approdo.
Pertanto, lo “scudo erariale” (art. 21 d.l. n. 76/2020) ed il progetto di legge “Foti” (C1621, ora al Senato con numero S1457) fondano i propri precetti di riforma della responsabilità amministrativa su un assioma indimostrato e tendono in realtà a tutelare gli amministratori con una “corazza erariale”, trasformando la Corte dei conti nella “Corte degli sconti”.
Lo studio critica analiticamente i diversi precetti del progetto di legge Foti, dimostrando la loro inutilità o inopportunità.
Oltre a ciò, spulciando oltre, si osserva che in Italia, la percentuale di ricorsi al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) che si conclude con la condanna della Pubblica Amministrazione sia relativamente bassa.
Nel 2024, su oltre 17.000 ricorsi definiti con sentenza, le accoglienze hanno riguardato il 36,71% dei casi, mentre il 28,75% è stato respinto e il 34,52% si è concluso con pronunce in rito.
VITO TENORE, nel video, è Presidente di Sezione della Corte dei Conti, Sezione Giurisd. Lombardia, professore di diritto del lavoro pubblico presso la SNA (già SSPA), Docente titolare di diritto amministrativo presso la Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia, Docente aggiunto presso la Scuola di Polizia Tributaria e insegnante presso la Scuola Ufficiali dei Carabinieri di Roma; è stato in passato funzionario della Banca d’Italia, Magistrato ordinario, Magistrato Militare, Avvocato dello Stato.