I TRATTORI A BRUXELLES

Redazione, 26 febbraio 2024.

Stamattina, i Ministri dell'Agricoltura dell'UE si sono riuniti a Bruxelles mentre sotto le loro finestre si sono radunati  gli agricoltori belgi e provenienti da ogni parte d'Europa a bordo dei loro trattori.

Le ragioni della protesta riguardano i prezzi insostenibili dei loro prodotti, la norme per la tutela ambientale che hanno un impatto diretto sulle loro attività, le regole di  scambio delle merci extra UE come quelle che dall'Ucraina stanno disturbando i coltivatori polacchi e tedeschi, il carico burocratico eccessivo imposto dall'Unione.

Da tempo, gli agricoltori polacchi bloccano il confine ucraino per impedire il transito delle merci a buon mercato che agevola  la produzione di un Paese che è fuori dall'Unione, danneggiando chi è dentro.

Sotto tiro, l'accordo Mercosur, accordo commerciale che l'UE ha sottoscritto con Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay,  paesi che appartengono Mercato Comune dell'America del Sud.

I termini dell'accordo prevedono l'esportazione, dall'UE,  di automobili, prodotti chimici, medicinali e macchinari e l'importazione in area UE, a condizioni fiscali basse o azzerate, di carne bovina, pollame e zucchero esponendo gli agricoltori UE a concorrenza sleale che li penalizza.

I manifestanti chiedono che siano cancellati gli accordi Mercosur.

Scontri tra gli agricoltori e la polizia nell'aria che sapeva del letame sparso.

Bruciati copertoni dai manifestanti e fatto largo uso di lacrimogeni da parte della polizia, mentre un'imponente colonna di trattori ha sfilato lungo Rue de la Loi, dirigendosi verso la rotatoria Schuman, in prossimità della sede dell'incontro dei ministri che hanno chiesto la protezione della polizia belga.

Particolarmente attivi i rappresentanti sindacali di categoria italiani e belgi che hanno ripreso, appunto, il tema delle entrate in calo, gli oneri ambientali insostenibili, la concorrenza dei produttori di altri Paesi che sfruttano costi di produzione e fiscali più bassi.

Mark Wulfrancke, responsabile politico del Sindacato generale fiammingo degli agricoltori (Algemeen Boerensyndicaat), ha dichiarato: "Siamo qui oggi perché vogliamo leggi autentiche sull'agricoltura e sull'alimentazione... A livello nazionale, i politici puntano sempre il dito contro [l’UE]: siamo qui perché non possano più farlo”.

Il mondo agricolo è in rivolta in tutta Europa da settimane e gli agricoltori francesi hanno rivolto il loro attacco contro la multinazionale lattiero-casearia Lactalis che paga troppo poco il loro latte.

La rabbia è rivolta anche contro i principali sindacati agricoli accusati di tutelare solo gli interessi dei grandi gruppi dell’agrobusiness che incassano la larga parte dei sussidi agricoli e usano la loro forza di influenza  per sfuggire all’applicazione degli standard ambientali e di tutela della forza lavoro, mentre sui piccoli proprietari terrieri si carica tutto il peso delle riforme del Green Deal dell’UE.

Protesta contro i Grandi Gruppi che riescono a produrre a costi bassi, sacrificando  il benessere ambientale, sociale e animale, adottando un approccio ultraliberista che nessuno fin qui ha contrastato, rendendo impossibile, invece, la vita dei piccoli produttori che sono i veri protettori ambientali, che si curano del benessere animale e rispettano i lavoratori essendo essi stessi lavoratori diretti.

La straordinaria quantità di trattori che dai campi si è spostata sulle strade d'Europa e, oggi, di Bruxelles, smonta le ragioni del  Green Deal, voluto dalla Commissione Europea a guida Von Der Leyen.

Che ha affermato di avere adottato una serie di proposte per trasformare le politiche dell'UE in materia di clima, energia, trasporti e fiscalità in modo da ridurre le emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. Maggiori informazioni sulla realizzazione del Green Deal europeo.