Risparmio gestito, i vantaggi di un'asset allocation dinamica

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Secondo Aviva Investors i fondi pensione del Regno Unito avrebbero migliorato le loro performance di lungo termine fino al 3,5% annuo se avessero adottato, nella gestione dei portafogli, una asset allocation dinamica associata all’utilizzo di modelli previsionali. Questa affermazione è il risultato di un’analisi sugli ultimi 10 anni condotta in seguito alla recente crisi dei mercati, che ha esaminato se una valutazione tempestiva e preventiva degli eventi di mercato possa fare la differenza in termini di rendimenti sugli investimenti.
 
Aviva Investors ha costruito due ipotetici portafogli basati sulla tipica asset allocation adottata dalla maggior parte dei fondi pensione britannici all’inizio del 2001 (71% azioni; 20% reddito fisso; 4% liquidità; 5% immobili) . Nel corso dei 10 anni successivi, un portafoglio è stato gestito in maniera dinamica con una revisione di tipo previsionale ogni trimestre cambiando le allocazioni a seconda  dei cambiamenti nei rendimenti, nei rischi e nella correlazione con i mercati. Il secondo portafoglio è stato gestito in maniera più statica con un ribilanciamento delle posizioni ogni 12 mesi in linea con la media dei fondi pensione britannici*.
 
I risultati dimostrano che il portafoglio dinamico ha superato la performance di quello statico di circa il 3,5% annuo. Inoltre, il ribilanciamento dinamico ha aiutato a ridurre la volatilità totale del portafoglio e ha ridotto il rischio di ribasso, come evidenziato dalla perdita massima su un trimestre che è stata il 4% circa più bassa rispetto a quella di un portafoglio statico.
 

 

 

Portafoglio statico

Portafoglio dinamico

Rendimento annuo medio

5,10%

8,52%

Rendimenti totali nel periodo analizzato

64,39%

126,61%

Volatilità annualizzata

10,26%

10,24%

Perdita massima in un trimestre

-12,69%

-8,31%

 

 

Mirko Cardinale, Responsabile della Ricerca dell’Asset Allocation Strategica di Aviva Investors, ha commentato: “La recente agitazione dei mercati ha ancora una volta spostato l’attenzione sui rendimenti costringendoci ad ammettere quanto sia importante per un fondo pensione agire in maniera tempestiva. Secondo la nostra visione, l’asset allocation è il fattore che maggiormente influenza il rischio e il rendimento di un fondo multi-asset. Dal momento che la scelta delle posizioni strategiche è così importante, l’asset allocation dovrebbe essere una delle priorità quando si tratta di prendere decisioni riguardo il tempo e le risorse da dedicare alla gestione degli investimenti. Tuttavia, nella mia esperienza accade ancora l’incontrario: viene speso molto tempo nell’incontrare molti fund manager e le riunioni sono dominate da discussioni sulle performance rispetto ai benchmark di riferimento o sulla logica con cui i gestori sovrappesano o sottopesano”.
 
L’analisi dimostra come i modelli previsionali possono aiutare ad ottenere dei portafogli allocati in maniera ottimale nelle varie asset class. Invece di guardare ai rendimenti storici, il portafoglio dinamico si è basato sui fondamentali correnti come il rapporto prezzo/rendimento o il dividend yield (per le azioni), il rapporto prezzo/affitto (per gli immobili), il rendimento effettivo a scadenza (per le obbligazioni) e la parità del potere di acquisto (per le valute estere) al fine di prevedere i rendimenti delle rispettive asset class e suggerire correzioni delle allocazioni in linea con il cambiamento delle loro prospettive di rendimento nel lungo termine.
 
Per esempio, il portafoglio ha raggiunto una quota massima di allocazione in azioni (del 64%) nel 2002 quando le valutazioni sono migliorate sulla scia della correzione di mercato. Tuttavia, nel 2008 le azioni erano diventate costose rispetto ad altre asset class rischiose e l’allocazione è stata tagliata al 44%.  Anche se il fondo pensione medio ha mantenuto l’esposizione generale su un livello simile, il portafoglio dinamico ha migliorato la performance riducendo in maniera significativa la propensione domestica e diversificando in azioni estere, soprattutto nelle azioni ad alta crescita delle Borse dell’Asia Pacifico e più in generale dei mercati emergenti. Anche l’esposizione ottimale al reddito fisso internazionale è cambiata nel tempo in linea con i cambiamenti nei rendimenti e il livello di attrazione della sterlina rispetto ad altre valute. Quando la sterlina è diventata sopravalutata nel 2006/2007 il portafoglio ha assunto una posizione sovrappesata negli asset internazionali rispetto a quelli domestici. Questa posizione è stata significativamente ridotta quando la sterlina si è svalutata a seguito dell’eccezionale stimolo monetario immesso durante la crisi finanziaria. Anche l’allocazione in immobili ha seguito uno schema anti-ciclico con una riduzione dell’esposizione relativa man mano che la prospettiva dei rendimenti si restringeva a causa di rendimenti più bassi dalle locazioni e delle valutazioni eccessive nel 2007. 
 
Mirko Cardinale ha concluso: “Molti fondi pensione rivedono la loro allocazione regolarmente ma non abbastanza frequentemente, in alcuni casi la revisione viene eseguita solo una volta ogni tre anni. Inoltre, molti modelli di ottimizzazione del portafoglio utilizzati dagli investitori, si basano ancora su dati relativi ai rendimenti storici come miglior stima per i rendimenti futuri, nonostante le numerose prove contro l’efficacia di questo approccio” .
 
“Al contrario, riteniamo che il mercato offra segnali adeguati sulla prospettiva dei rendimenti in diverse asset class che possono essere utilizzati per suggerire dei cambiamenti dinamici nell’asset mix. La maggior parte di questi indicatori può cambiare piuttosto velocemente anche in un breve periodo di tempo, quindi rivedere l’asset allocation dei loro portafogli almeno una volta ogni sei mesi è un imperativo. Benché sia un compito non facile, la nostra analisi mostra che, quando adottato in maniera corretta e sistematica, un approccio previsionale all’asset allocation può portare in ultima analisi a un significativo aumento nei rendimenti dei portafogli nel lungo termine”.