LA REGIONE SARDEGNA CHIEDE SOLO IL 5% DI GARANZIA FIDEIUSSORIA PER COPRIRE I COSTI DI SMANTELLAMENTO DELL'EOLICO... NON E' SUFFICIENTE
Giannina Puddu, 7 agosto 2026.
Il costo comprende la rimozione delle torri eoliche, la demolizione delle fondamenta in calcestruzzo, il recupero dei cavi e la pulizia del terreno, lo smaltimento di tutti i materiali utilizzati.
Prima di iniziare i lavori o prima di entrare in esercizio, la società titolare dell'impianto eolico, consegna all’ente pubblico un contratto di fideiussione.
Una banca o un'assicurazione garantiscono il pagamento immediato all'ente pubblico se l'azienda sparisce, fallisce o non provvede alle attività di bonifica dell'area dell'impianto a fine vita.
La garanzia resta attiva per tutta la vita utile dell'impianto e viene periodicamente rinnovata o adeguata all'inflazione, solitamente, ogni 5 anni.
Alla fine del ciclo di vita, se la società smantella l'impianto fin dalle sue fondamenta, pulisce il sito e lo riporta alla sua condizione originaria a proprie spese, chiede la liberatoria all'ente che, verificata la corretta esecuzione dei lavori, restituisce la garanzia.
La Regione Veneto, per esempio, che non è mai propensa a farsi bagnare il naso, a fronte dell'impianto eolico in questione, compie un'analisi dettagliata dei costi di smantellamento dell'impianto e di bonifica del terreno.
Il totale di questi costi corrisponde al valore della garanzia fideiussoria che il Veneto addiziona di un 10% per coprire gli oneri fiscali e le spese tecniche accessorie.
Secondo il calcolo veneto, la demolizione e il trasporto delle torri, delle turbine e delle fondazioni incidono solitamente per una quota lorda stimata tra il 5% e il 12% del costo di costruzione.
La Regione Veneto pretende di ricevere la garanzia fideiussoria prima di autorizzare l'inizio dei lavori di costruzione dell'impianto.