LAVORO, UNIVENDITA-CONFCOMMERCIO LANCIA PRIMO OSSERVATORIO DELLA VENDITA DIRETTA: 9 ADDETTI SU 10 APPREZZANO WORK-LIFE BALANCE
ROMA, 13 ottobre 2026. Di Ulisse Spinnato Vega
L’indipendenza economica, certo, ma anche l’autonomia gestionale, la flessibilità che consente di conciliare vita e lavoro, ma soprattutto la valorizzazione dell’impegno effettivo, le occasioni di carriera e la creazione di una rete relazionale dinamica e stimolante.
Sono queste le ragioni chiave che animano i quasi 100mila incaricati del comparto della vendita diretta in Italia, che fanno capo alle aziende associate a Univendita-Confcommercio (oltre 500mila gli addetti globali), secondo la rilevazione realizzata dal primo Osservatorio Univendita su un vasto campione di circa 8.500 rispondenti.
Per oltre il 90%, il work-life balance è un elemento decisivo, così come la gestione autonoma del tempo. L’86,5% conta di poter modulare l’attività nel tempo e l’84,6% dà peso all’emancipazione economica.
Infatti, il 63,1% è soddisfatto dei propri guadagni rispetto all’attività svolta, una percentuale che sale al 73,2% tra gli incaricati under 25.
La platea di lavoratori del comparto è costituita da donne per quasi il 90% e il 72,6% del campione dichiara che sono garantite pari opportunità di guadagno tra donne e uomini.
Per il 58,5% la vendita diretta rappresenta un’attività part time o comunque a integrazione di un altro lavoro, mentre per quasi un addetto su quattro è l’impegno principale (23,2%). Quest’ultimo dato sale al 70% tra gli uomini.
Le aziende del settore offrono formazione, sempre gratuita, a 360 gradi e infatti per i giovani fino a 25 anni la crescita personale e professionale, compresa l’acquisizione di soft skill relazionali, è la prima motivazione a spingerli verso questa attività (40,6%). L’86,2% del campione si sente valorizzato, il 91% si dice soddisfatto e quasi il 61% consiglierebbe questo lavoro ad altri.
A dimostrazione che la vendita diretta si evolve al passo con i tempi, nella rilevazione il 78% degli incaricati dichiara di utilizzare quotidianamente o con regolarità gli strumenti digitali, a supporto della propria attività, con una preminenza di smartphone più app dedicate fornite dalle aziende rispetto ad altri device quali pc o tablet.
Altro dato importante, che smentisce il cliché dell’attività mordi e fuggi: il 70,5% degli addetti lavora nel comparto da almeno quattro anni e il 53,8% da almeno sette. Quest’ultimo valore sale oltre il 70% per gli over 55.
Oltre l’80% si dice orgoglioso della propria attività e l’82,3% del campione, nella survey dell’Osservatorio Univendita, ritiene la vendita diretta più soddisfacente o alla pari con le altre opportunità di lavoro, un dato che supera l’88% tra gli under 25.
Sul fronte dei temi formativi, prevalgono naturalmente i contenuti legati ai prodotti e alle tecniche di vendita, ma intenso è anche il training su comunicazione, public speaking e sulle soft skill relazionali, a dimostrazione che continua a essere determinante il rapporto diretto e personale cliente-venditore. Interessante il dato per cui il 43,3% delle incaricate donne dichiara di aver ricevuto una soddisfacente formazione sull’educazione finanziaria, quota sovrapponibile a quella del campione globale. L’81,6% considera utile la formazione ricevuta e l’82,6% ne ha tratto un beneficio professionale in termini di crescita.
Inoltre, il 93,7% degli addetti dice che con il cliente si crea frequentemente un rapporto di fiducia, l’81,9% dichiara che il consumatore apprezza il rapporto diretto e personale e il 79,9% dichiara di mantenere rapporti con il cliente anche oltre la vendita, testimoniando il piacere della relazione che dura nel tempo in un’epoca in un cui l’e-commerce tende a spersonalizzare l’esperienza di acquisto. Addirittura, l’84,5% dei rispondenti dice di sentirsi “un punto di riferimento” per i propri clienti.
Marta Gamba, segretario generale Univendita, dichiara: “Questa importante e approfondita ricerca del primo Osservatorio di Univendita testimonia come la vendita diretta sia un settore etico e meritocratico, congeniale per chi desidera l’autonomia responsabile sul lavoro, per chi cerca flessibilità, occasioni di carriera e guadagni commisurati al merito. Al tempo stesso, le donne, che sono la stragrande maggioranza degli addetti, apprezzano la gender equality economica, la flessibilità organizzativa che permette un work-life balance e la creatività relazionale. L’indagine mostra anche l’importanza degli strumenti digitali in un comparto che si muove al passo con i tempi, in cui però il rapporto personale con il cliente rimane insostituibile e fondamentale. Dall’Osservatorio di Univendita emerge dunque il ritratto di un settore vivace e in evoluzione, capace di innovare e di guardare al futuro con solida fiducia”.