NELLE ELEZIONI PER IL RINNOVO DEL COMITATO DEI DELEGATI IN CASSA FORENSE HA VINTO, ANCORA UNA VOLTA, L'ASTENSIONISMO
Trento, 12 ottobre 2026. Di Paolo Rosa, avvocato, già Presidente Cassa Forense
Non sono ancora disponibili i dati nazionali ma quelli del COA di Milano sono indicativi della disaffezione al voto, nonostante l'intensa propaganda svolta in prima persona anche dallo stesso Presidente Antonino La Lumia, lista n.2.
Questo il dato ufficiale pubblicato sul sito istituzionale del COA di Milano:
"Le operazioni elettorali per il rinnovo dei componenti del Comitato dei Delegati della Cassa Forense - quadriennio 2027-2030, presso il Seggio elettorale del circondario di Milano, si sono chiuse alle ore 13.00 di venerdì 9 ottobre 2026.
Hanno votato n. 2.739 elettori.
Schede valide n. 2.674
Schede bianche n. 13
Schede nulle n. 52
Lo scrutinio ha dato i seguenti risultati:
LISTA n. 1 - UNA PREVIDENZA SOSTENIBILE E PER TUTTI: 74 voti
LISTA n. 2 - FARE AVVOCATURA – DIRITTO AL FUTURO: 1.450 voti
LISTA n. 3 - COMPETENZA ED EQUILIBRIO NELLA RAPPRESENTANZA: 28 voti
LISTA n. 4 - NOI AVVOCATI: 1.032 voti
LISTA n. 5 - A.I.G.A. – PER CAMBIARE IL FUTURO: 90 voti
Si rammenta che l’assegnazione definitiva dei seggi e la proclamazione degli eletti saranno effettuate dalla Commissione Elettorale Centrale costituita presso la Cassa Forense, all’esito delle votazioni svolte anche nei Seggi elettorali degli altri Ordini del Distretto di Milano."
Al COA di Milano sono iscritti 22.816 avvocati.
Nonostante la presenza di ben 5 liste, è andata al voto solo una esigua minoranza di 2.739 Avvocati, pari al 12%, ma vi sono state 13 schede bianche, che, evidentemente, non si sentivano rappresentate da alcuna lista e ben 52 schede nulle, pari al 1,90%, che avranno scritto di tutto e di più su Cassa Forense e suoi rappresentanti!
Che cosa ci dicono i numeri?
Che la stragrande maggioranza degli avvocati di Milano non si riconosce in Cassa Forense e quindi protesta disertando il voto.
Credo che abbia inciso a Milano, da dove è partito il contenzioso per la riliquidazione delle pensioni stante l'errore commesso da Cassa Forense nel rivalutare i redditi per l'anno 1980, l'atteggiamento difensivo della Fondazione e soprattutto la infondata, a mio giudizio e lo ho anche scritto motivatamente, eccezione di prescrizione e il diniego ad una transazione, dopo lo stanziamento in bilancio di circa 168 milioni di euro, “a risparmio di tempo e di spese”, come soleva sollecitare un valente Magistrato di Trento.
C'è molto da ricostruire nel rapporto Cassa v Iscritti che richiede massima trasparenza e totale assenza di interessi personali.
Costituire due Sicav e Sicaf al 100% di Cassa Forense per andare ad occupare le poltrone di governo e così per gli Adisory board, anche dopo la fine del mandato in CF, non giova certamente allo scopo!
Sulla pagina FB della Presidente di CF, dopo l'augurio di benvenuto ai nuovi Delegati e un grazie a chi è uscito, un Collega ha scritto: “Ogni elezione si spera in qualcosa di positivo per noi avvocati ma alla fine resta soltanto una speranza. Contributi esosi pensioni esigue etc. etc. Non ditemi che non è così perché la maggior parte degli iscritti si lamentano della attuale situazione della avvocatura e della Cassa Forense. Non dimentichiamo molti colleghi che si sono cancellati, tanti colleghi che hanno dovuto chiudere gli studi e trasferirsi nelle proprie abitazioni per risparmiare il canone di locazione".
Per ricucire il rapporto con gli iscritti non basta “una riflessione di gruppo” perché il gruppo, come certificato anche da questa tornata elettorale, è sempre quello, ma servono comportamenti concludenti, per esempio, rimunciare alle comode poltrone create negli Advisory committee e in Sicav e Sicaf dopo la fine del mandato in CF!
Sarebbe un segnale di cambiamento.
Ma sono l'unico a dirlo e quindi Vox clamantis in deserto: parate viam Domini!