CONVINZIONI IN MATERIA DI ASSET ALLOCATION
Milano, 12 ottobre 2026. Di Grégory Steiner, CFA, Global Head of Asset Allocation, Indosuez Wealth Management.
In un contesto caratterizzato da una maggiore volatilità stagionale, tensioni geopolitiche persistenti e un rialzo dei tassi a lungo termine, manteniamo un'allocazione strategica disciplinata.
Conserviamo una visione positiva sulle azioni, supportata dalla solidità degli utili societari, dal ciclo di investimento legato all'intelligenza artificiale (IA) e da una crescita economica statunitense in orientamento costante.
Seppur i rischi a breve termine richiedano maggiore vigilanza, le correzioni del mercato vanno viste come opportunità per rafforzare le posizioni piuttosto che come segnali di inversione di tendenza.
AZIONI
Manteniamo una visione costruttiva sui mercati azionari, con una chiara preferenza per gli Stati Uniti e i mercati emergenti.
Negli USA, il contesto resta fortemente orientato: la crescita degli utili aziendali rimane robusta, trainata sia dagli investimenti accelerati legati all'IA sia da bilanci generalmente resilienti.
In questo contesto, un'esposizione selettiva verso azioni a elevata crescita appare ancora giustificata.
Contemporaneamente, diversifichiamo la nostra esposizione attraverso una selezione di società americane a piccola e media capitalizzazione con solide strutture finanziarie.
Questo posizionamento ci permette di cogliere il potenziale del ciclo IA in un quadro di rischio più equilibrato, riducendo la dipendenza da un numero limitato di grandi titoli tecnologici, e accedendo a segmenti spesso meno seguiti e più attraenti in termini di valutazione.
I mercati emergenti mantengono anche un profilo d'investimento favorevole.
Beneficiano del boom dell'IA attraverso la loro esposizione alla catena del valore tecnologica, da una prospettiva a medio termine di un dollaro più debole e, per alcuni paesi esportatori di materie prime, da un supporto aggiuntivo delle valute. Tuttavia, restiamo attenti alla marcata concentrazione dei rendimenti all'interno di un ristretto gruppo di azioni asiatiche del settore della tecnologia e dei semiconduttori.
Al contrario, l'Europa appare più esposta ai rischi.
Nonostante un'attività economica più resiliente del previsto, la regione affronta ancora fragilità persistenti: vincoli energetici, una politica monetaria percepita come eccessivamente sensibile agli shock dell'offerta, e una possibile ripresa del rischio politico, in particolare in Francia.
Manteniamo anche un approccio prudente verso il Giappone, in un contesto di progressiva normalizzazione monetaria e nell'ambito della sensibilità strutturale dell'economia ai costi energetici.
MERCATI OBBLIGAZIONARI E DEL CREDITO
Nei mercati obbligazionari, il rialzo dei rendimenti crea un contesto più favorevole rispetto ai trimestri precedenti, ma non giustifica ancora un marcato allungamento della duration.
Il rischio di nuove tensioni sui tassi resta tangibile, in un contesto in cui la credibilità delle banche centrali può ancora essere messa in discussione e gli squilibri fiscali restano elevati.
Inoltre, la persistenza della competizione tra le esigenze di finanziamento statale e quelle del settore privato continua a esercitare pressione al rialzo sui tassi a lungo termine, soprattutto negli Stati Uniti. In questo quadro, la sfida principale oggi consiste nell'individuare un punto di ingresso più opportunistico per le scadenze lunghe.
A questo stadio, manteniamo un'esposizione prudente al rischio tasso, con un posizionamento concentrato su scadenze medio-brevi. Preferiamo in particolare il debito sovrano europeo, segmento in cui il mercato sembra scontare uno scenario di inasprimento monetario eccessivamente restrittivo.
Sul credito, la nostra preferenza va agli emittenti di alta qualità denominati in euro. Nonostante il restringimento degli spread, i rendimenti assoluti rimangono attraenti e i fondamentali delle aziende solidi, supportati da flussi persistenti da investitori in cerca di rendimento. Sul segmento high yield, manteniamo un approccio misurato. I default restano contenuti, ma le valutazioni non offrono un margine sufficiente per aumentare il rischio. Il debito in valuta locale dei mercati emergenti rimane un segmento interessante di diversificazione: i tassi reali restano elevati garantendo un carry attraente, e la performance dovrebbe essere sostenuta anche da un apprezzamento graduale delle valute locali.
VALUTE
Il nostro bias resta negativo sul dollaro nel medio termine.
Sebbene la valuta statunitense potrebbe beneficiare a breve termine del suo status difensivo, la fragilità del finanziamento esterno degli Stati Uniti, sostiene la prosecuzione di una correzione graduale dai livelli attuali.
Una vittoria schiacciante dei Democratici alle elezioni di metà mandato eserciterebbe inoltre una pressione al ribasso sul dollaro.
Per quanto riguarda lo yen, la riunione di settembre della Banca del Giappone ha deluso gli investitori, con l'istituto che continua a rimanere indietro rispetto ai pari e a segnalare un orientamento ancora troppo poco restrittivo rispetto alle altre banche centrali. Di conseguenza, stiamo rivedendo la nostra posizione da costruttiva a neutrale, pur continuando a considerare lo yen una valuta di diversificazione del portafoglio.
L'oro rimane uno strumento di diversificazione preferito.
Il metallo giallo continua a beneficiare di un contesto geopolitico incerto, di crescenti preoccupazioni sulle traiettorie fiscali delle economie sviluppate, della diversificazione delle riserve ufficiali e della ripresa della domanda cinese.
Questi fattori strutturali compensano gli aggiustamenti a breve termine legati all'aumento dei tassi reali.
