GIOIA: PER "UNIRE LE FORZE" NESSUNO IN CATTEDRA!
Giannina Puddu, 13 ottobre 2026.
Preso atto del nuovo e alto muro eretto dalla nuova Legge Elettorale per scoraggiare l'entrata di nuovi Partiti nell'arena politica italiana, Francesco Toscano, Presidente di Democrazia Sovrana e Popolare, l'ha pensata giusta ma l'ha fatta sbagliata.
E' la storica differenza tra "l'avere una buona idea" e il saperla realizzare...
Domenica 20 settembre, presso il Seraphicum, a Roma, Toscano ha messo insieme nuovi Partiti e Movimenti, a carattere locale e nazionale che appartengono al cosiddetto mondo del "Dissenso", allo scopo di unire le forze per costruire un'area vasta e competitiva che sia in grado di presentarsi ai cittadini italiani come "alternativa" politica credibile e affidabile.
Questo obiettivo, che avrebbe dovuto sommare le forze già in passato e che, oggi, si impone come tappa obbligata per superare la nuova barriera imposta per legge, non è mai stato coltivato a dovere a causa della forza centrifuga dispersiva, alimentata dall'ego smisurato dei vari e sedicenti leader.
Questo fenomeno si registra a livello locale e nazionale privando il Popolo italiano della prospettiva di un netto cambio di passo politico e costringendolo a chiudersi nel desolato rifugio dell'astensionismo.
Il voto è diritto e dovere, ma non il rinnovo di un atto di fede che si sa essere sbagliato in partenza.
In una vera "Democrazia" si dovrebbe prevedere un "quorum" come limite minimo di espressione del voto popolare senza il quale le votazioni dovrebbero essere invalidate perchè non rappresentino la "Rappresentanza della minoranza anzichè della maggioranza" con Minoranze reali che diventano Maggioranze di governo...
A tutti i Partiti storicamente appollaiati sugli scranni parlamentari, questa condizione piace e ci è chiaro da quel dì...
Così come risulta conveniente per tutti loro questa nuova Legge elettorale che toglie di mezzo eventuali competitori o, quantomeno, li azzoppa.
Quindi, buona l'intenzione di Toscano ma mal coltivata.
E, veniamo al perchè come bene espresso da Emiliano Gioia, Segretario Nazionale del Movimento SIAMO in un Comunicato politico, trasmesso ai presenti all'incontro del 20 settembre a Roma, nel quale ha chiesto un Cambio di metodo (Tavola Rotonda e Tavoli di Lavoro): I prossimi appuntamenti non dovranno più replicare la dinamica frontale “palco/platea” con i relatori da un lato e il pubblico dall’altro. È necessario un confronto orizzontale a “tavola rotonda” per definire idee, priorità e punti programmatici non negoziabili.
Un "cambio di metodo" indispensabile nel caso che ha visto sul palco Toscano, Cabras e altri suoi strettissimi collaboratori e in platea il pubblico delle forze che vorrebbe aggregare ma con l'atteggiamento di chi vorrebbe fagocitare anzichè sommare nel pubblico interesse.
E' legittima l'aspirazione alla leadership che, perchè sia tale, deve essere riconosciuta e non imposta.
Chiunque aspiri a essere leader deve avere la forza e il coraggio di farsi prendere le misure, in un confronto rispettoso e leale tra pari alla partenza.
Questi atteggiamenti sono una colpa grave perchè contribuiscono a ritardare l'emancipazione politica in Italia e devono essere corretti nel vero interesse del nostro Paese, anche per impedire che, nello spazio vuoto, entri qualcuno che si faccia finanziare dall'estero per rifare un altro, ennesimo partito dal volto inquietante.
L'intervento di Gioia, scritto il 21 settembre e parlato durante la stessa riunione del 20 a Roma, ha messo in giusta evidenza quale sia la precondizione essenziale per l'unione delle forze in campo.
In mancanza, trionfa ancora il "divide et impera"...