Rischio politico in Eurozona: impatto sugli spread e implicazioni di portafoglio In arrivo

Rischio politico in Eurozona: impatto sugli spread e implicazioni di portafoglio In arrivo
Enguerrand Artaz, Fund Manager di La Financière de l’Echiquier

Milano, 12 ottobre 2026. Di Enguerrand Artaz, Strategist di La Financière de l'Echiquier  

Un fenomeno nuovo, il diffondersi delle tensioni al resto dell’Eurozona, si è affiancato al recente allargamento del differenziale di tasso (spread) tra Francia e Germania che ha suscitato parecchi commenti.
Fino ad allora, gli altri titoli europei erano rimasti complessivamente immuni di fronte alle tensioni derivanti dalla situazione di bilancio francese.
Negli ultimi giorni però, mentre i mercati azionari erano sotto pressione, abbiamo visto ampliarsi gli spread di numerosi Paesi.
In Italia e in Grecia, quelli sui decennali sono così aumentati rispetto alla Germania di quasi 30 punti base (0,3%), mentre lo spread spagnolo è cresciuto di 15 punti base.
È aumentato anche lo spread portoghese nonostante il Paese vanti probabilmente uno dei percorsi di debito e di disavanzo più solidi all’interno dell’Eurozona.
Questo fenomeno ricorda la crisi del debito sovrano del 2011-2012, ancorché sia imputabile a un riflesso quasi pavloviano dei mercati: quando le tematiche politiche si moltiplicano in Europa, gli investitori – in particolare quelli internazionali – si ritirano e attendono.
Al di là del caso francese, è pur vero che diversi Paesi europei si trovano ad affrontare importanti avvenimenti politici.
È il caso della Germania, con le recenti elezioni regionali, e della Spagna, che ha appena annunciato lo svolgimento di elezioni anticipate il prossimo 29 novembre.
Non va nemmeno dimenticata l’Italia, dove le elezioni parlamentari si terranno entro la fine del 2027.
Tuttavia, in ognuno di questi casi, la posta in gioco è ben meno alta rispetto alle prossime elezioni presidenziali in Francia.
La posizione del Cancelliere Mertz è indubbiamente indebolita in Germania a seguito delle recenti sconfitte del suo partito, la CDU, anche se sembra poco probabile che la coalizione di governo si sciolga prima delle elezioni del 2029.
Sulla base dei sondaggi attuali, le elezioni anticipate potrebbero portare a uno scenario politico tale da rendere molto difficile la formazione di una nuova alleanza.
I partiti al potere avrebbero quindi molto da perdere proprio nel momento in cui i piani di investimento pubblico stanno finalmente iniziando ad accelerare.
In Spagna, dove l’economia è in forte crescita, il Paese dovrà presto fare fronte alla fine dei trasferimenti europei di cui ha beneficiato negli ultimi anni e dare, di conseguenza, prova di maggiore disciplina di bilancio.
In questo contesto sarà necessaria una solida maggioranza di governo, appena (ri)eletta.
Appare quindi difficile individuare, in queste elezioni, un rischio economico di rilievo.
In Italia, infine, l’opposizione attualmente frammentata e la legge elettorale recentemente approvata potrebbero deporre a favore della leadership dell’attuale Primo Ministro all’interno della destra italiana.
È quindi altamente probabile che in Italia si protragga il periodo di stabilità governativa più lungo del dopoguerra.
Il rischio politico europeo, nonché i rischi economici e di bilancio ad esso associati, appaiono sopravvalutati alla luce di questi eventi e il contagio al di fuori della Francia poco giustificato.
In realtà, potrebbe essere una buona notizia per gli investitori.
Infatti, questo contagio esagerato al resto dell’Eurozona potrebbe, se dovesse protrarsi, indurre la BCE a intervenire rapidamente, poiché è molto più sensibile a tale rischio che alla situazione specifica di un singolo Paese.
A costituire una delle fonti di nervosismo del mercato è l’assenza, in questa fase, di un «put» – una rete di protezione – esplicito da parte della banca centrale.
Un intervento della BCE, anche solo a livello di dichiarazioni e senza l’attivazione del meccanismo anti-frammentazione, potrebbe tranquillizzare gli investitori e consentire un rimbalzo degli asset europei.
D’altra parte, la recente evoluzione crea delle opportunità per tornare a investire in settori o temi che avevano funzionato bene e per i quali il posizionamento era forse diventato un po’ troppo consensuale, come il settore bancario.
La situazione francese va ovviamente seguita da vicino, tanto più che riveste un carattere sistemico per l’Eurozona.
Tuttavia, è necessario che gli investitori prendano le distanze da una situazione europea che, nel complesso, è ben lungi dall’essere così negativa.