L'INTERESSE GLOBALE VERSO LA "TRANSIZIONE ENERGETICA" STA CROLLANDO. L'INDIA RIFIUTA DI OSPITARE LA COP33 DEL 2028
Giannina Puddu, 14 agosto 2026.
Lavanya Rajamani, professoressa di diritto ambientale internazionale all'Università di Oxford, preso atto del formale rifiuto espresso dall'India ad ospitare la prossima COP33, ha commentato: L'attenzione sarà intensificata non solo sulle scelte energetiche interne dell'India, ma anche sul suo coinvolgimento con le voci dissidenti e attiviste, gli attori non statali e la società civile.
Eppure, ancora, in Italia (in Sardegna, in Puglia, Basilicata, Calabria, Emilia Romagna, Lombardia, Abruzzo, Lazio, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, etc....) le decisioni per il clima sono imposte dall'alto, calpestando, con barbara e arretrata tirannia, le "voci dissidenti e attiviste, gli attori non statali e la società civile".
Emblematico il caso della grande e storica risaia Maggi (Cascina Baraggia / Cascina Fontaniva nel comune di Carisio in provincia di Vercelli) che rischia di essere cancellata con l'occupazione e l'esproprio di decine di ettari di risaie fertili per la costruzione di una stazione elettrica e di infrastrutture connesse a mega-parchi fotovoltaici/agrivoltaici proposti da società energetiche.
La Sardegna è riconosciuta come l'epicentro della protesta nazionale contro il sistematico saccheggio del territorio e della cultura locali.
L'Abruzzo, il Lazio e la Calabria hanno introdotto moratorie o sospensioni temporanee per bloccare i progetti selvaggi in attesa di definire con precisione le aree non idonee a tutela dell'ambiente.
L'Emilia-Romagna e il Friuli Venezia Giulia stanno esprimendo la loro linea di netta chiusura contro l'eolico industriale e i parchi invasivi lungo le aree appenniniche o montane per evitare il disboscamento e la perdita di biodiversità.
La Lombardia e le Regioni Padane hanno adottato criteri molto rigidi sulla Superficie Agricola Utile (SAU) per impedire che i pannelli fotovoltaici a terra sottraggano spazio prezioso all'agricoltura.
Mentre il Governo italiano si muove controcorrente e contro gli interessi primari nazionali, la COP33, 33a Conferenza delle Parti della Convenzione quadro dell'ONU sui cambiamenti climatici (UNFCCC), in programma per il 2028 e destinata a essere ospitata dall'India, dovrà trovarsi un'altra sede, poichè l'India ha dichiarato di non essere più disponibile.
La decisione del ritiro dell'India è il frutto maturo della rilevanza decrescente della COP nel promuovere un'azione globale per il clima.
L'inversione di marcia, netta, si era manifestata al Vertice di Belém in Brasile (6 e 7 novembre 2025) che aveva registrato una scarsa partecipazione dei Paesi membri, un limitato coinvolgimento politico di alto livello, con gli Stati Uniti che non avevano inviato alcun rappresentante di rilievo.
Fatta eccezione per l'UE, a guida Ursula Von Der Leyen che, nel mutato e avverso contesto, si era mossa controcorrente e con risultati piuttosto insignificanti.
L'Italia, sta, ancora, seguendo i diktat imposti da Bruxelles e l'eredità Draghi, con l'applicazione di una politica climatica anacronistica che, purtroppo, si esprime con la definitiva devastazione ambientale dei nostri territori.
Scelte politiche che sono, ormai, fuori dal tempo, appartengono ad un passato colmo di errori di valutazione che i leader più lucidi stanno correggendo per difendere le proprie terre, le proprie economie, gli interessi locali.
La vera "modernità" è la difesa della Terra e di chi la vive.
Chi favorisce, in qualunque ruolo, la realizzazione di grandi progetti sostenendone la rilevanza primaria rispetto al sacrificio del territorio che li ospita, dimostra un elevato livello di arretratezza culturale, di spessa e grassa ignoranza e di antiprogressismo.
Questa "Transizione Energetica", ormai morente, non è per l'amore dell'Ambiente, non è per il clima, ma è per sfamare i super energivori data center che dovrebbero servire l'Intelligenza Artificiale e i suoi straricchi promotori che agiscono in preda ai loro deliri di onnipotenza.
Troppi soldi in mano a poche persone rappresentano una gravissima minaccia per il nostro Pianeta e si dovrebbero adottare misure politiche rigide che impediscano tali concentrazioni di risorse in tasche private.