Macro USA: come il CapEx dell’IA, la tenuta dei margini e la politica della Fed impattano su small e mid cap

Macro USA: come il CapEx dell’IA, la tenuta dei margini e la politica della Fed impattano su small e mid cap
Michel Bourgon e Laura Corrieras, Fund manager, DPAM.

Milano, 28 settembre 2026. Di Michel Bourgon e Laura Corrieras, Fund manager, DPAM.

Il quadro macroeconomico degli Stati Uniti sta abbandonando il classico regime "Goldilocks" per evolvere verso un contesto più articolato, in cui il rallentamento dell'attività generale si scontra con le persistenti frizioni di breve termine causate dalla banca centrale.

Nonostante i crescenti rischi di un orientamento restrittivo della Fed e l'elevata volatilità dei rendimenti, le small e mid cap (SMID) statunitensi continuano a mostrare una notevole solidità fondamentale.

Grazie ai risultati finanziari del secondo trimestre del 2026, alle revisioni al rialzo delle previsioni di fatturato e degli utili nei settori chiave e a un’ondata di investimenti in infrastrutture per l’IA che sta trasformando il panorama, le SMID-cap stanno offrendo prospettive di crescita degli utili superiori rispetto agli indici generali delle società a grande capitalizzazione.

Quadro macroeconomico e Fed: frizioni di politica monetaria in un'economia in raffreddamento

Lo scenario economico non è più caratterizzato da una traiettoria "Goldilocks" priva di attriti, bensì da un rallentamento selettivo e dalla ricalibrazione della banca centrale:

Raffreddamento della domanda aggregata: le metriche di consumo ad alta frequenza, il venir meno della spinta favorevole dei rimborsi fiscali e le pressioni sui redditi reali causate dai costi energetici che continuano a rimanere elevati confermano che i precedenti rialzi dei tassi continuano a zavorrare l'attività economica generale. Il mercato del lavoro si è normalizzato - con un tasso di disoccupazione al 4,1% riconducibile principalmente a dinamiche di partecipazione piuttosto che a licenziamenti di massa - mentre il costo unitario del lavoro si mantiene coerente con gli obiettivi d'inflazione di lungo termine.

Fattori d'inflazione: la rigidità dell'indice PCE core (Personal Consumption Expenditures Price Index Core) rimane concentrata nelle categorie legate all'offerta, avvalorando l'ipotesi che l'inflazione di fondo possa raggiungere il target entro il 2027, sebbene le incertezze geopolitiche costituiscano ancora un fattore di rischio rilevante.

Rischi di una Fed restrittiva: malgrado il raffreddamento dei fondamentali, l'impazienza del Federal Open Market Committee riguardo al persistere di un’inflazione elevata e delle pressioni sulla curva dei rendimenti ha spinto il presidente Warsh ad adottare un tono decisamente falco a Jackson Hole. Sebbene il nostro scenario di base preveda che la Fed mantenga i tassi invariati prima di procedere alla normalizzazione verso un tasso neutro del 3,5% entro la fine del 2027, la probabilità a breve termine di un aumento preventivo dei tassi alla fine del 2026 è aumentata in modo significativo, poiché la banca centrale attribuisce priorità alla propria credibilità.

La volatilità dei tassi d'interesse potrebbe frenare l'azionario nel breve periodo, complice la minore trasparenza comunicativa del presidente Warsh. In questa fase, infatti, il livello assoluto dei tassi non è l'unico fattore da monitorare: la loro stabilità conta altrettanto.

Risultati societari e revisioni dinamiche: la sovraperformance delle SMID

I dati microeconomici evidenziano una netta divergenza tra il rumore di fondo della politica macroeconomica e la tenuta degli utili aziendali. La seconda stagione delle trimestrali del 2026 ha confermato una solida gestione operativa, con il 64% delle società appartenenti al Russell 2000 che ha superato le stime di utile per azione. Contestualmente, gli analisti finanziari stanno rivedendo attivamente al rialzo le stime di crescita dei ricavi e degli utili netti per i prossimi due anni, con interventi concentrati soprattutto nei settori chiave a forte presenza SMID, ovvero IT, industriali, healthcare e finanziari.

Ciò alimenta prospettive di crescita relativa decisamente favorevoli. Le stime di consensus indicano infatti per le small e mid cap una traiettoria di sviluppo senza precedenti, capace di superare nettamente i benchmark a grande capitalizzazione. Nello specifico, i dati Bloomberg di fine agosto 2026 prevedono per il segmento SMID-cap un incremento dell'EPS pari al 43% nel 2027 e al 28% nel 2028, a fronte di una crescita del mercato azionario generale rappresentato dall'S&P 500 proiettata al 13% nel 2027 e al 15% nel 2028.

Driver strutturali: ricadute del CapEx dell’IA e difesa dei margini

Il motore fondamentale alla base di queste cifre di crescita ambiziose poggia su due pilastri principali:

Effetto cascata sui ricavi dal CapEx dell’IA: i massicci investimenti infrastrutturali dei colossi tech hyperscaler stanno innescando un forte effetto moltiplicatore sull'economia. A fronte di un contributo stimato di circa un punto percentuale alla crescita del PIL statunitense, ci si aspetta che questa spesa alimenti il portafoglio ordini in diversi sottosettori specializzati del segmento SMID (semiconduttori, raffreddamento liquido e termico, ingegneria per data center, ammodernamento della rete elettrica e fonti di energia nucleari o rinnovabili).

Difesa dei margini netti: malgrado gli elevati costi di indebitamento e la maggiore esposizione al debito a tasso variabile, i margini operativi delle SMID si mantengono vicini ai massimi storici. L'adozione aziendale dell'IA e degli strumenti di automazione sta stimolando un incremento diffuso della produttività, compensando con successo la crescita salariale e i maggiori oneri finanziari per il servizio del debito.

Conclusioni

Sebbene l'incertezza politica a breve termine legata alla Fed e la volatilità dei rendimenti possano creare un po' di rumore tattico temporaneo, le prospettive di fondo per le piccole e medie imprese statunitensi restano solide.

Spinte dai robusti risultati del secondo trimestre, dalle diffuse revisioni al rialzo delle stime e da un'espansione degli utili pluriennale eccezionale (con un +43% previsto nel 2027 rispetto al +13% dell'S&P 500), le SMID-cap offrono agli investitori una combinazione unica di crescita strutturale e tenuta operativa.