Secondo quanto comunicato, l’atto trasmesso ai carabinieri non è un semplice esposto, ma un dossier corredato da dati tecnici, grafici, immagini e testimonianze dirette.
Tra gli elementi prodotti figurano picchi anomali di benzene, toluene, etilbenzene e xileni, con particolare riferimento alla giornata dell’11 aprile, oltre a documentazione fotografica e video che mostrerebbe una nube sopra la raffineria nello stesso arco temporale.
Il Comitato evidenzia inoltre il confronto tra rilevazioni provenienti da centraline indipendenti, dalla rete Arpas e dalla stazione comunale, insieme a segnalazioni e testimonianze di cittadini residenti non solo a Sarroch ma anche nei comuni limitrofi, tra cui Capoterra, Villa San Pietro e Pula.
“Alla base dell’iniziativa” spiega il presidente del Comitato, Giampaolo Masu, la richiesta di chiarire se gli episodi siano stati correttamente registrati nei sistemi degli impianti, comunicati agli enti competenti secondo le prescrizioni Aia e gestiti in modo adeguato, oppure se si siano verificati malfunzionamenti, rilasci non ordinari o eventuali omissioni nei controlli e nelle comunicazioni”.
Il Comitato punta inoltre il dito contro quella che definisce una carenza di informazione istituzionale, lamentando “l’assenza di comunicazioni tempestive alla popolazione e di una gestione trasparente della situazione”.
Nel mirino anche la presunta difficoltà di accesso, “da parte dei cittadini, a strumenti di monitoraggio degli odori già esistenti in ambito istituzionale. L’integrazione depositata rappresenta” conclude Masu, “solo un ulteriore passo. Proseguierà infatti la raccolta di testimonianze e segnalazioni, con l’obiettivo di ricostruire nel dettaglio quanto accaduto”.
Ora la parola passa all’Autorità giudiziaria, chiamata a verificare eventuali responsabilità e a fare chiarezza su quanto segnalato.