Cagliari, bocciato l’emendamento per ridurre i costi di rimozione dell’amianto dagli edifici privati

Cagliari, bocciato l’emendamento per ridurre i costi di rimozione dell’amianto dagli edifici privati
Emanuele Cera (FdI)

Cagliari, 25 aprile 2025. Di Elia Sanna

La maggioranza del Consiglio regionale ha respinto un emendamento proposto dalla minoranza, primo firmatario Emanuele Cera (FdI), che chiedeva l’autorizzazione, nella Legge di stabilità, di uno stanziamento di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2025, 2026 e 2027.

I fondi sarebbero stati destinati alle Province e alle Città Metropolitane della Sardegna, da impiegare tramite bandi pubblici per abbattere i costi di rimozione e smaltimento dell’amianto dagli edifici privati.

Nella relazione che accompagnava l’emendamento, i consiglieri firmatari — oltre a Cera, Corrado Meloni, Paolo Truzzu, Fausto Piga, Antonello Floris, Maria Francesca Masala, Francesco Mula, Gianluigi Rubiu e Cristina Usai — hanno sottolineato come l’amianto, un tempo largamente impiegato nell’edilizia per le sue proprietà isolanti e ignifughe, rappresenti oggi un serio pericolo per la salute pubblica e l’ambiente.

Particolare attenzione è stata posta sulla Provincia di Oristano, dove operavano due stabilimenti — Sardit e Cema Sarda — attivi nella produzione di cemento-amianto, con un conseguente utilizzo diffuso di questo materiale nel patrimonio edilizio locale. 

“La presenza di amianto negli edifici costituisce una minaccia concreta che impone interventi urgenti e sistematici.

L’esposizione alle sue fibre, rilasciate nell’aria a seguito di deterioramento, lavorazioni o demolizioni, è scientificamente associata a gravi malattie respiratorie come l’asbestosi, il mesotelioma pleurico e diversi tipi di tumore ai polmoni”, si legge nella relazione.

Data la lunga latenza di tali patologie, i firmatari hanno ribadito l’urgenza di prevenire ogni forma di esposizione, destinando risorse pubbliche a interventi di bonifica e smaltimento svolti da ditte specializzate e autorizzate, nel rispetto dei rigidi protocolli di legge.

“Un’efficace politica di bonifica, gestita dalle Province e dalle Città Metropolitane della Sardegna e accompagnata da una forte campagna di sensibilizzazione, rappresenta un passo fondamentale per la tutela della salute pubblica e la riqualificazione del patrimonio edilizio”, ha dichiarato Emanuele Cera.

“Per questo abbiamo chiesto l’inserimento di quei 10 milioni: per garantire un futuro più sicuro e sostenibile alle comunità sarde.”

Cera ha poi espresso rammarico per la decisione della maggioranza, guidata dalla presidente Alessandra Todde e con la presenza dell’assessora all’Ambiente Rosanna Laconi, di respingere l’emendamento senza fornire alcuna motivazione.

Proprio il giorno prima, l’amministratore straordinario della Provincia di Oristano, Battista Ghisu, insieme ai rappresentanti dell’Associazione regionale ex Esposti amianto, guidati da Giampaolo Lilliu, aveva sollecitato la Regione a rimodulare i fondi necessari per la bonifica, chiedendo inoltre il riconoscimento dei due siti industriali come aree ad alto rischio ambientale.