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25. giugno 2019

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Guerre valutarie, fallisce il modello renano

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 Di Guido Colomba

La risposta di Obama è stata immediata. Se la Svizzera ha deciso di avviare una guerra valutaria del tutto inopportuna, la Casa bianca risponde con un maxi sgravio fiscale a favore della middle class (integrato da borse di studio universitarie) maggiorando la tassazione ai più ricchi. Peccato che l'Europa non sia partecipe di questa svolta. Occorrerebbe tornare al programma Fulbright (borse di studio) e ad un gigantesco Marshall Plan multilaterale. Proprio nel pieno della crisi deflattiva europea, il problema delle diseguaglianze è giunto ad un punto critico: i grandi patrimoni hanno guadagnato l'8,6% mentre la borghesia si è impoverita (-4,2%). Una crisi determinata da un ventennio di finanza speculativa favorita dai governi occidentali. Altro che modello renano. Basti pensare che il Tesoro italiano ha sottoscritto contratti derivati per 161 miliardi di euro (valore nozionale) e da alcuni anni registra perdite ingiustificate (3 mld nel 2014) tanto che il prof. Paolo Savona ha chiesto l'abolizione di questi strumenti speculativi ricordando che "qualsiasi regolamento verrà aggirato dai mercati". Al tempo stesso il Tesoro ha permesso agli enti locali di sottoscrivere contratti derivati che, come riferisce il bollettino della Banca d'Italia, registrano una perdita potenziale (cioè ai prezzi correnti) di oltre 34,4 miliardi di euro. Giovedì prossimo vi è un doppio appuntamento: la Bce dovrà decidere sul Quantitative Easing (si parla di almeno 500 miliardi) mentre, a Firenze, Angela Merkel è ospite di Renzi. Quest'ultimo dovrebbe ricordare al Cancelliere tedesco che il "six pack" (lo stesso che impone di tenere sotto controllo il debito) vieta di avere un surplus superiore al 6% del Pil per tre anni di seguito. Una regola non rispettata da otto anni dalla Germania (oltre 200 miliardi di euro di surplus nel solo 2014) che ha così impedito una ripresa della domanda interna e un riequilibrio dei conti tra i paesi dell'eurozona. La deflazione ha origini ben precise (domanda interna più debole, occupazione e redditi più bassi). Eppure, la Germania, dopo aver tentato la via degli "accordi contrattuali" che implicava cessioni "gratuite" di sovranità, si ostina a cavillare contro Draghi per evitare l'assunzione di rischi nella creazione di base monetaria (si parla di un compromesso nel quale i rischi verrebbero divisi a metà tra Bce e le 18 banche centrali). Per misurare l'impatto della ostinazione tedesca, è bene ricordare che la Bce è l'unica banca centrale ad avere addirittura ridotto il proprio bilancio tanto da essere scesa (era a 3102 miliardi di euro al 29 giugno 2012) di mille miliardi cioè quasi ai livelli della Banca del Giappone. Nello stesso periodo la Fed, negli ultimi cinque anni, ha incrementato dell'80% i propri asset. Non basta. L'unica manovra congiunturale a favore dell'Europa proviene dalla stessa Fed che, dal giugno scorso, sta salvando l'euro consentendo un apprezzamento del dollaro di circa il 15% a tutto favore delle esportazioni Ue. Nel frattempo vi sono 1200 miliardi di bond europei a tasso zero. Ecco perché la crisi del petrolio ha sicuramente preso in contropiede il governo tedesco. Vi sarà un impatto positivo sul Pil italiano (+0,6% secondo uno studio Mediobanca) mentre in Germania l'effetto deflazione sarà pari al -1,1%. Negli ultimi tempi la Svizzera è stata costretta dagli Stati Uniti a cancellare o ridimensionare il segreto bancario. Non a caso l'Italia giunge quasi ultima nell'ottenere una "voluntary disclosure" dai confini tuttora incerti. I guadagni derivanti dal "superfranco"sembrano fatti apposta per annacquarne i risultati. Ma scatenare guerre valutarie è sempre risultato un calcolo errato tanto che il premio nobel Paul Krugman si è affrettato a dire che "è sbagliato reagire con il panico alla deflazione". (Guido Colomba, editor, copyright 2015) 

OPPORTUNITA'

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MARKAGAIN: ottimi risultati ad un anno dalla nascita della piattaforma 

Milano, 13 gennaio 2015 – MARKAGAIN, la prima piattaforma per l’acquisto, la gestione e la vendita di beni usati derivanti da crediti e leasing problematici, chiude positivamente il primo anno di attività.  Capitalizzando gli oltre 10 miliardi di euro di crediti e beni problematici gestiti da Cerved Credit Management, MARKAGAIN ha venduto nel solo 2014 beni per un controvalore di oltre 25 milioni di euro, realizzando buoni risultati in ciascuno dei settori di competenza: yacht, immobili di prestigio, auto di lusso e altri beni speciali (ad esempio aerei privati). Il segmento nautico, che vede attualmente in gestione 138 imbarcazioni in 9 marine convenzionate in Italia, ha fatto registrare un controvalore intermediato di 20 milioni di euro. Oltre 70 imbarcazioni principalmente tra i 12 e i 35 metri sono state vendute e consegnate nel solo 2014, il 78% delle quali all’estero. In particolare, l’area EMEA guida le vendite con il 54% del totale, seguita dall’America (Nord e Sud) con il 21% e dall’Asia con il 3% del venduto. Il segmento real estate è stato uno dei settori sui quali l’azienda ha investito maggiormente nel corso dell’anno, arrivando alla conclusione del 2014 con un totale di 18 immobili in gestione, per un controvalore complessivo di 93 milioni di euro. Per quanto riguarda il segmento auto di lusso, il primo anno di attività ha visto oltre 60 vetture di alta gamma vendute per un controvalore di intermediato di 2 milioni di euro, il 25% delle quali vendute all’estero. Le auto in gestione a MARKAGAIN provengono in prevalenza da leasing in scadenza (80%) e secondariamente (20%) da privati, dealer e flotte aziendali. “Dopo il lancio alla fine del 2013, il 2014 è stato un anno molto importante per MARKAGAIN, durante il quale abbiamo posto solide basi per il futuro”, commenta Andrea Subert, Direttore di MARKAGAIN. “Il quadro finale dell’anno è indubbiamente soddisfacente: il nostro modello di business è stato accolto positivamente dal mercato e siamo orgogliosi del riscontro che abbiamo ottenuto non soltanto dagli istituti di credito e dai nostri partner consolidati, ma anche dai privati. E’ infatti cresciuta in modo considerevole la quota di chi si affida a MARKAGAIN per la gestione e la vendita dei propri beni di lusso, potendo contare sull’assistenza di un team di vendita specializzato ed in grado di valorizzare al meglio i prodotti gestiti”. 

la Grecia: nuova ferita sui nervi d'Europa!

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da The Wall Street Journal 

Euro Tumbles 
To 9-Year Low

The euro was struck by a fresh dose of nerves over Greek politics, a backdrop of steadily building expectations that the ECB will soon beef up its stimulus program, and a robust dollar.

la Grecia su DerSpiegel on line

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Da Derspiegel online

Streit in der Koalition: Griechenland-Kehrtwende erzürnt Sozialdemokraten

Gabriel: "Ziel ist es, Griechenland in der Eurozone zu halten"Zur Großansicht

Gabriel: "Ziel ist es, Griechenland in der Eurozone zu halten"

Die Koalition streitet über ihre Griechenland-Politik. Vizekanzler Gabriel warnt Athen: "Wir sind nicht mehr erpressbar." Doch in seiner SPD grummelt es - einige Sozialdemokraten halten einen Ausstieg aus dem Euroraum noch immer für hochgefährlich.

Berlin - Der SPIEGEL-Bericht über eine neue Bewertung der Griechenland-Politik innerhalb der Bundesregierung hat eine heftige Debatte ausgelöst. Vizekanzler Sigmar Gabriel pochte darauf, dass die Regierung in Athen eingegangene Spar- und Reformzusagen erfüllt. Man erwarte von der griechischen Regierung - "egal wer sie stellt - dass die mit der EU getroffenen Vereinbarungen eingehalten werden", sagte er der "Hannoverschen Allgemeinen Zeitung" .

TSIPRAS CONTRO SAMARAS? NESSUN ALTRO NEL NUOVO CAMPO GRECO?

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Che ne sarà della sovranità del Popolo Greco?

Di Giannina Puddu


Il Governo greco non è riuscito a portare nessun candidato alla Presidenza.

La regola greca prevede che, se il governo in carica fallisce per tre volte la nomina di suoi candidati alla presidenza, deve cessare immediatamente se' stesso e indire nuove elezioni politiche. Infatti, la data delle prossime politiche è fissata per il 25 gennaio 2015.

Lo scontro si apre tra l'attuale forza di Governo rappresentata da Samaras ed il leader dell'opposizione Tsipras. Samaras che ha comunicato con la Troika, Tsipras che li ha costantemente criticati entrambi.

Da oggi al 25 gennaio, saranno giorni intensi e potrebbero spuntare nuovi attori in gara.

Lo scenario che si apre è destabilizzante. Le borse, con l'occhio sempre rivolto al futuro, hanno già accusato il colpo.

La Grecia è piccola ma l'effetto del voto del popolo greco potrebbe essere grande. Già nell'antichità, lo stesso popolo, ebbe la forza di esercitare la sua influenza per almeno trecento anni.

Il nostro presidente del Consiglio Renzi si è affrettato a dichiarare "nessun rischio di contagio dalla crisi greca". Ciò significa invece che, saggiamente, teme il rischio di contagio.

Dal 26 gennaio 2015, il nuovo Governo in carica (ammesso che sia diverso dall'attuale) potrebbe decidere di rimettere in discussione i dettati della BCE, dell'UE e del FMI come ricevuti da Samaras. Potrebbe anche decidere l'uscita dall'euro.

Se fosse, quale reazione negli altri paesi dell'Eurozona? Sarebbe, per qualcuno, un esempio da ricalcare?
La domanda è inquietante. Perchè uno scenario di questo tipo apre anche all'ipotesi di forti tensioni sociali. Perchè, sentita e risentita della necessità di cessione parziale della sovranità nazionale, che ne sarà della sovranità popolare? Il Popolo Greco potrà, davvero, esercitare tutta la sua sovranità?

Bank of Russia takes urgent steps to improve sentiment

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 A cura di Evgeny Koshelev SOCIETE GENERALE CROSS ASSET RESEARCH

With the plunge in the ruble since its previous regular meeting, the Bank of Russia took a couple of steps to brake the extensive deterioration in market sentiment. Initially, the key rate was rapidly raised by 650bp to 17.0%. Later on, when pressure on banking capital increased, a strategic move to impose a moratorium on asset revalutions was made. These measures should buy some time to rebalance banks’ books, but, in the nearer term recapitalisation might be required. With the overall deterioration in economic sentiment, the most recent escalation of finanicial risks might signal a deepening of the recession in early 2015.
Financial conditions have almost provoked a vicious circle The situation on Russian financial markets became particular cause for concern recently as the initial tightening of interest rate policy by 100bp (on 11 December) and the subsequent urgent hike of the key rate by 650bp failed to provide relief to the currency market. On the contrary, after the CBR took this urgent step, the ruble intraday peak-to-trough correction reached nearly 30% causing extreme concern for financial stability of the local banking system. In fact, the storm intensified when ruble volatility breached the population’s tolerance for risk, having triggered withdrawals of ruble liquidity and buying of foreign currency. Nonetheless, it was probably only a minor contributor as other issues were also significant. At an early stage, the current market situation was probably triggered by the lax reaction of the CBR to the ruble correction since it had been allowed to float freely on 10 November this year. The regulator initially claimed that it intended to tighten ruble liquidity conditions but, shortly after, the situation remained neutral (in terms of the CBR’s balance sheet) with funds provided via refinancing instruments. By itself, this could have undermined the regulator’s credibility as long as liquidity management remains an unaccustomed and delicate theme for market participants. Nonetheless, frustration increased when a 3-year Lombard auction (with a limit at RUB 700 bn) was tailored in an extremely short timeframe.
The auction failed due to lack of demand; this could distort the seasonal pattern of ruble liquidity and increase imbalances in the FX market in the medium term.
What raised additional frustration for the market was the clash of views on implementation of ad-hoc FX intervention. Although the Bank returned to the FX market with direct selling of hard currency, the volumes sold in December (nearly USD10bn) and inefficient policies suggest that heavy intervention was abandoned as the current strategy for managing monetary policy. Ideally, the CBR should decide to duplicate the ruble transmission mechanism with a sort of FX transmission mechanism in order to smooth adverse effects of restrictions on capital inflows. With a set of 1-day, 28-day and 1-year facilities, it was impossible to judge its efficiency as either the charges were protectively high, or the lack of infrastructure worked against dissemination of longer term liquidity. On 15 December, the first workable 1-year auction was launched with USD4.8bn, as well as a 28-day auction for USD1.5bn. Nonetheless, both outcomes were ignored by participants, forcing the CBR tosupplement a decision on the key rate by extending limits for the 28-day instrument to USD5bn and putting 28-day and 1-year FX repos into the weekly schedule. At a later stage, the deterioration began to feed on itself as the weaker currency started putting downward pressure on the capital adequacy ratio (CAR) of the banking sector and
raised concerns for financial stability. The urgent hike and asset price correction eventually led to inflated risks of a breach of the CAR standard (10%) and preventive interfervention by the CBR. Although the CBR is also responsible for supervision of the banking sector, any breach of the CAR standard would be costly and undesirable as it could lead to moral hazard. So far, in collaboration with the government on the evening of 17 December, the CBR finally delivered a host of measures that addressed major issues regarding banking capital.

grecia, cronaca di una crisi

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Sopravvivere in Grecia, cronaca di una crisi

Testi tratti dal blog di FRANCESCO MORETTI che vuole informare su come e quanto sta cambiando la vita di tutti i giorni in Grecia.


L'intervento del Fondo Monetario Internazionale, BCE e dell'Unione Europea sta riducendo la Grecia a un paese in cui sarà difficile vivere. Non sono un giornalista e su questo blog voglio raccontare la vita di tutti i giorni, la mia esperienza diretta di come siamo costretti a "sopravvivere in grecia".

martedì 9 dicembre 2014

Sondaggio di opinione rispetto all'intenzione di voto nelle prossime elezioni politiche in Grecia. Sono state fissate per il 17 dicembre le votazioni in parlamento per l'elezione del nuovo presidente della democrazia (la più alta carica dello stato). Con molta probabilità la coalizione di governo Nea Dimokratia - Pasok non riuscirà a racimolare i 180 voti di cui ha bisogno per far passare il proprio candidato. Se il governo non riesce a trovare questa maggioranza allargata, com'è probabile, ci saranno nuove elezioni politiche per la formazione di un nuovo governo che saranno fissate più o meno a gennaio 2015. Il maggiore partito di sinistra radicale Syriza è attualmente il primo partito con il 27% e sorpassa il maggiore partito di governo Nea Dimokratia di 5 unità. I socialisti del Pasok sono al 6,5%. L'attuale governo è formato da Nea Dimokratia e Pasok. Anexartiti Ellines (un partito di destra ma contro il memorandum, provengono da una rottura in Nea Dimokratia) ha il 3,5%. Il partito di ispirazione nazista Chrisi Avghi cala al 6%, tornando sotto al risultato ottenuto nelle elezioni del giugno 2012 . Dimokratiki Aristerà (Sinistra Demokratica) ex partito di governo è ora l'1%, nel giugno 2012 aveva il 6,26%. I comunisti del KKE con il loro 5,5% tornano più o meno alle percentuali che hanno sempre avuto. To Potami ha il 6%, è un nuovo partito che non era presente alle precedenti elezioni politiche, assomiglia un po' al 5 Stelle. Grande è ancora il "partito" di coloro che alla fine decideranno...Gli Indecisi che ha tutt'ora il 9,5%. I dati raccolti sono dell’agenzia di sondaggi Pulse e sono stati raccolti per il canale televisivo Action 24 Etichette: Sondaggio d'opinione future elezioni greche, Syriza primo partito  

lunedì 8 dicembre 2014

Uomini della polizia greca prendono a pedate una ragazza rimasta intrappolata tra i cancelli che delimitano i marciapiedi. Questa fotografia, da ieri è presente più o meno su tutti i media. Questa ragazza è tutt'ora ricoverata in ospedale con dolori ai reni e alla schiena. Le sue condizioni di salute hanno impedito che questa mattina venisse processata.  Questo purtroppo è una delle tante immagini e video che descrivono l'operato delle così dette "forze dell'ordine". Non mi stupisco neanche più nel vedere queste immagini di poliziotti al lavoro. Per me è un po' come quando vai al bagno in un posto pubblico, entri, alzi il tappo del water e scopri che quello prima di te non ha risciacquato il water e il suo stronzo è ancora li. La sensazione che provo è di schifo, non stupore. 

Brillante dichiarazione del primo ministro Samaras
Tanto per far capire il livello (basso) del primo ministro Antonis Samaras, riporto questa piccola notizia: Dopo la relazione di Alexis Tsipras in parlamento, a riguardo dello sciopero della fame, Antonis Samaras ha dato la sua risposta, senza menzionare il nome di Nikos Romanos ha detto:  "Lodate uno per lo sciopero della fame, ma avete dimenticato che questo giovane è stato condannato a 15 anni di reclusione per rapina con kalashnikov", tra l'apoteosi dei parlamentari del suo partito.Come potete ben capire il primo ministro Samaras ha un concetto piuttosto bizzarro di giustizia e democrazia, forse proprio per questo è il referente preferito della Troika. Nikos Romanos è in carcere per rapina, questo non vuole assolutamente dire che deve essere privato di tutti i diritti di un carcerato. Diritti e doveri che proprio lo stato greco ha scritto e approvato. Se poi vogliamo spostare la questione dai "diritti negati" alla "rapina" è bene notare che la più grossa rapina vista fino ad oggi in Grecia è quella fatta da Samaras e dal suo governo. Rapina fatta al proprio popolo per conto delle banche. Si noti che la brillante dichiarazione è stata fatta poche ore prima della riunione prevista di Antonis Samaras con i genitori  di Nikos Romanos, che cercano di trovare una soluzione per il loro figlio che ha completato 28 giorni in sciopero della fame.

UNA BANCA PUO' DISTRUGGERE QUESTA MERAVIGLIA?

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Ferma il Re del Carbone indiano, Mr. Adani. Firma la petizione!

Il re del carbone indiano ha chiesto un prestito da 1 miliardo di dollari per trasformare una meraviglia ecologica in una rotta per navi da trasporto. Ma se agiamo subito possiamo bloccare questi soldi e lasciare la Grande Barriera Corallina a balene e delfini, non a enormi navi da carbone. E' stata la stessa UNESCO a dichiarare che il progetto mette la Barriera a rischio, e addirittura 8 importanti banche internazionali si sono già  tirate  indietro. Adesso la State Bank of India deve decidere se firmare o affossare l'accordo. La sua Presidente ha legato la sua reputazione all'impegno contro i prestiti sbagliati: un appello globale e di massa può convincerla a riconsiderare l'investimento per questo assurdo progetto. La pressione internazionale ha già fatto cambiare idea ad altre banche, ora è il momento di farci sentire e impedire il prestito più dannoso del mondo. Raggiunto il milione di firme dimostreremo in un dossier i problemi finanziari e ambientali del progetto e lo consegneremo alla Presidente Bhattacharya con tanto di notifiche legali, accompagnando il tutto con una campagna mediatica: https://secure.avaaz.org/it/india_great_barrier_reef_nonsam_lang/?btlxefb&v=49535 La Grande Barriera Corallina è l'organismo vivente più grande della Terra, la casa di migliaia di specie protette. Negli ultimi 30 anni l'inquinamento delle miniere, il cambiamento climatico e altri fattori l'hanno dimezzata. Il giornale tedesco Der Spiegel ha riportato che se il trend attuale non cambierà,  potrebbe succedere l'impensabile: la Grande Barriera Corallina potrebbe morire. Questa corsa sfrenata verso il carbone è tossica per il pianeta. Il carbone è il combustibile più inquinante e per farlo arrivare in India il signor Adani  dovrebbe far passare le navi proprio attraverso la Barriera. Dicono che il carbone serve all'India per combattere la povertà. Strano allora che il ministro indiano per la gestione del carbone abbia annunciato che l'India dovrebbe riuscire a eliminare le importazioni entro tre anni: molto prima che la miniera australiana sia pronta a partire! Le campagne di pressione di Avaaz e di altre organizzazioni, e i dubbi sul ritorno economico del progetto, hanno persuaso banche come Citigroup e Deutsche Bank a rigettare il progetto di Adani per la miniera e le infrastrutture di Carmichael. E ora la State Bank of India è sotto il fuoco della stampa nazionale e dell'opposizione. Un sondaggio mostra che il 69% degli indiani è contrario al progetto. In quanto Presidente della più grande banca statale del Paese, la signora Bhattacharya dovrà  ascoltare l'opinione pubblica: la nostra petizione da un milione di firme, il fiume di messaggi, le inserzioni sui giornali e i report sul progetto possono convincere il Consiglio di Amministrazione a rifiutare il prestito ad Adani. Firma anche tu e arriviamo a 1 milione contro la miniera di carbone

distruggi-Barriera: https://secure.avaaz.org/it/india_great_barrier_reef_nonsam_lang/?btlxefb&v=49535

Più di una volta quest'anno la nostra comunità  ha mostrato di saper affrontare le sfide per salvare il clima per le future generazioni. Lottiamo per la Grande Barriera Corallina da tempo, ora serve nuovamente che tutti insieme ci mobilitiamo per salvarla da questo progetto catastrofico.

Con speranza e determinazione,
Danny, Nick, David, Alex, Oli, Alaphia, Nic, Ravi e tutto il team di Avaaz

LA TROIKA VUOLE UN ALTRO 20% DELLA PENSIONE DEI GRECI

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GRECIA: EQUILIBRIO PRECARIO.  

La troika chiede un nuovo taglio del 20% sulle pensioni!

Il premier Antonis Samaras, ha pubblicato un articolo  sul quotidiano Ethnos (Nazione) dal titolo "Il buio più profondo è poco prima dell'alba". Il suo monito alla troika perchè riconosca che la Grecia ha compiuto il proprio dovere e non c'è ragione per cui  i creditori internazionali avanzino nuove  pretese irragionevoli.

 

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