Adiconsum Sardegna: “Il ribasso dei prezzi smaschera il bluff degli extraprofitti”.
Cagliari, 9 ottobre 2026. Di Elia Sanna
Adiconsum Sardegna accoglie con favore il calo dei prezzi alla pompa dopo le iniziative di Eni, IP, Q8 e Tamoil, ma chiede interventi strutturali per evitare che il costo dei carburanti continui a pesare su famiglie e imprese. Il presidente Giorgio Vargiu: “In Sardegna il ribasso rappresenta una boccata d’ossigeno, ma non possiamo dipendere dalle decisioni dei grandi operatori”.
La mossa iniziale di Eni di porre un tetto massimo ai listini, seguita a ruota dagli interventi di IP e dall’adesione di Q8, ha portato ormai circa la metà della rete distributiva ad applicare misure di calmieramento. Da un giorno all’altro, ciò che veniva dipinto come impossibile a causa di fantomatiche tempeste geopolitiche e costi internazionali insormontabili è diventato realtà con un semplice colpo di penna aziendale.
“Il fatto che in pochi giorni sia stato possibile ridurre i prezzi dimostra quanto fosse necessario intervenire” ha sottolineato Giorgio Vargiu. “Per le famiglie e i lavoratori sardi questo calo rappresenta una boccata d’ossigeno concreta”.
Le conseguenze si vedono a occhio nudo: code ordinate nei piazzali degli impianti che hanno abbattuto i prezzi e deserto assoluto davanti alle pompe di chi resta alla finestra a fare cassa. In Sardegna, dove le distanze si pagano a caro prezzo e non esistono alternative su rotaia, questo ribasso porta una boccata d’ossigeno immediata di circa 17-20 centesimi al litro. Un risparmio vitale per le tasche dei lavoratori e delle famiglie sarde, che accogliamo senza ipocrisie.
“Ma non bisogna confondere una tregua con una soluzione definitiva” ha aggiunto Vargiu. “Il prezzo dei carburanti resta troppo alto e continua a incidere pesantemente sul potere d’acquisto e sull’economia dell’Isola”.
Ma guai a confondere una tregua tattica con la giustizia economica.
L’adesione a catena di Eni, IP, Q8 e Tamoil, che copre quasi il 50% del mercato, smaschera definitivamente il bluff degli extraprofitti: se le compagnie possono tagliare i prezzi di venti centesimi senza rischiare il fallimento, significa che per mesi hanno incassato margini spropositati sulla pelle di chi usa l’auto non per diletto, ma per vivere e lavorare.
“Se è possibile ridurre i listini di circa venti centesimi senza mettere in difficoltà le compagnie, è legittimo chiedersi quali margini siano stati applicati negli ultimi mesi” ha affermato il presidente di Adiconsum Sardegna.
“Non è accettabile che il diritto alla mobilità e il potere d’acquisto dei cittadini siano lasciati all’arbitrio o alle strategie di marketing dei colossi dell’energia.
Il prezzo alla pompa resta comunque troppo alto e continua a drenare risorse insostituibili alla nostra economia insulare.
Serve un intervento statale strutturale: una tassazione vera e senza scappatoie su tutti gli extraprofitti accumulati e un tetto normativo stringente a monte della filiera.
Non possiamo dipendere dalla concessione graziosa di un cartello: pretendiamo regole certe, trasparenza e prezzi equi” ha concluso Giorgio Vargiu.