GLI ATTRAVERSAMENTI FAUNISTICI CHE SALVANO VITE, UMANE E ANIMALI. DOVE IL CERVELLO DEI RESPONSABILI FUNZIONA...
Giannina Puddu, 9 novembre 2025.
Il 6 marzo 2025, su L'Unione sarda, si poteva leggere: Sono 96 gli incidenti stradali certificati negli ultimi anni, più quelli che non vengono denunciati dagli automobilisti perché l’animale investito si è dato alla fuga.
In Sardegna si verificano mediamente oltre cento incidenti all'anno causati dall'attraversamento di animali selvatici, con dati recenti che registrano 85 incidenti nel 2022 e 83 nel 2023, principalmente legati ai cinghiali. Le zone più colpite sono il Sinis e il Montiferru.
Il dato è sottostimato, poichè molti incidenti non vengono segnalati o registrati a fini statistici.
L'ultima e drammatica notizia di cui ho contezza è relativa alla morte di un giovane e stimato medico, Ciriaco Meloni di soli 44 anni a causa di un incidente stradale in Sardegna sulla strada statale 729 Sassari-Olbia, all'altezza di Ploaghe.
L'incidente è avvenuto quando un cinghiale ha attraversato la strada, provocando l'uscita di strada e il ribaltamento dell'auto del medico.
Dunque, nonostante i "vertici" che si ripetono tra i Comuni interessati e i responsabili di Forestas e del Corpo forestale, gli attraversamenti degli animali non si sono fermati, esponendo gli stessi e gli automobilisti a gravi rischi.
Già il 27 febbraio 2021, in Veneto, Una possibile soluzione è stata individuata nella creazione di particolari attraversamenti dedicati alla fauna selvatica.
Si tratta di cavalcavia o sottopassaggi che esistono già in molte zone d’Europa e del mondo e che Veneto Strade ha sperimentato in maniera positiva, lungo la Sp 1 della Sinistra Piave, in zona Case Fagherazzi alle porte di Levego (in una località in cui negli ultimi anni non si sono più registrati incidenti con animali.
Gli stessi interventi, da anni, in Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, etc...
Circa, invece, la Sardegna, riferiva il GrIG, il 7 gennaio 2025: Qualche soldo, ma ancora nessun atto concreto per salvare i Cervi e impedire eventuali incidenti stradali.
Con la deliberazione Giunta regionale n. 52/42 del 23 dicembre 2024 – tuttora non consultabile – la Giunta ha stanziato 500 mila euro per sostenere gli “interventi sperimentali” dei Comuni di Pula, Guspini, Siliqua, Arbus, Guspini, Laconi per evitare l’attraversamento della viabilità da parte degli ungulati nei rispettivi territori comunali.
Qualche soldo, ma ancora nessun atto concreto.

Mentre, dove il cervello dei responsabili funziona, si progettano ecodotti come questo.
Ponti e sottopassaggi pensati per la fauna selvatica di tutto il mondo, con lo scopo di collegare gli habitat più disparati.
Nella penisola dello Yucatán, in Messico, sono stati creati sottopassaggi per proteggere i giaguari dal traffico.
Ponti naturali sospesi tra gli alberi dell’Amazzonia peruviana, per aiutare istrici, scimmie e cercoletti (o kinkajou) a transitare sopra i gasdotti naturali.
Sull’Isola di Natale, in Australia, ponti sulle strade per consentire a milioni di granchi rossi di passare dalla foresta alle spiagge durante la loro migrazione annuale.
In Canada, nel Banff National Park, sono stati creati numerosi passaggi sopraelevati e sottopassaggi che combinano elementi di cemento e natura, fornendo agli animali un ambiente attraversabile ricoperto da erba e alberi.
Ponti sospesi, efficaci e a basso costo per agevolare gli spostamenti dei langur dagli occhiali della Thailandia, delle scimmie urlatrici del nord dell’Argentina o degli oranghi dell’Indonesia.
Nel sud della California, dove sono stati riscontrati casi di incroci tra esemplari strettamente imparentati di leoni delle Santa Monica Mountains, hanno progettato la costruzione di un ponte verde sull'autostrada 101, a nord di Los Angeles.

Los Angeles è l’unica grande città dell’emisfero occidentale che ospita leoni, e per evitarne l’estinzione, quest’anno il governo californiano ha deciso di iniziare i lavori per la costruzione del Wallis Annenberg Wildlife Crossing, un cavalcavia ricco di vegetazione che diventerà uno dei più grandi ponti urbani collegati alla fauna selvatica e che darà accesso diretto alle montagne di Santa Monica, per permettere ai leoni isolati di spostarsi lì, dove vivono già le altre specie.
La soluzione corretta non è quella di impedire i movimenti degli animali, condannandoli a una bassa diversità genetica, molto pericolosa per la biodiversità.
L' installazione di stazioni radar sensibili al movimento che attivano sensori acustici e luminosi capaci di dissuadere gli animali per impedirne l'attraversamento è contro natura.
Le nostre strade e autostrade hanno spezzato il terriorio vitale degli animali.
Per salvarli dall’estinzione, dalla scarsità alimentare e dai rischi di attraversamento, è indispensabile costruire passaggi protetti che consentano il loro libero movimento in sicurezza.
Non serve inventare nulla, basta un semplice esercizio di copiatura.